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The Runic Wand : luce Psychedelic Pointer 5

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Sunday, May 24, 2026

LA PENTECOSTE: ALCUNE IMPORTANTI RIVELAZIONI DI RUDOLF STEINER

Di Anonimo


Il 23 maggio 1904 a Berlino, nella sede della Società Teosofica , Rudolf Steiner tenne una conferenza dal titolo "Pentecoste, la festa della liberazione dello spirito umano". In questa conferenza oggi contenuta nel volume 93 della sua Opera Omnia (La Leggenda del Tempio e la Leggenda Aurea) Steiner fa alcune rivelazioni importantissime, accennando anche, nei termini che il lettore potrà constatare, all' enigmatico Conte di Saint-Germain, da lui citato in molte altre occasioni. Ne proponiamo la parte iniziale.

"Oggigiorno le persone celebrano le loro feste senza avere la minima idea di che cosa significano. Sui giornali, che costituiscono la vera fonte di educazione e di illuminazione di molti dei nostri contemporanei, si possono trovare molti articoli su tali festività, senza che gli autori siano minimamente consapevoli del significato di esse. Ma per i teosofi è necessario sottolinearne ancora una volta il significato interiore. Per questo oggi vorrei attirare vostra attenzione sull'origine di una festa antichissima: la festa di Pentecoste.

La festa di Pentecoste è una delle più importanti e più difficili da capire. Nella coscienza cristiana ci ricorda la venuta dello Spirito Santo. Questo evento ci viene descritto come un miracolo: lo Spirito Santo fu versato sui discepoli e gli apostoli di Cristo, in modo che essi cominciarono a parlare ogni sorta di lingue. Ciò significa che essi hanno trovato accesso a ogni cuore e imparato a parlare secondo la comprensione di ognuno. Questo è uno dei significati della Pentecoste. Ma se vogliamo ottenerne una comprensione più fondamentale, dobbiamo andare molto più a fondo. La Pentecoste - come festa simbolica - è legata ai misteri più profondi, con le qualità spirituali più sacre dell'umanità. Ecco perché è così difficile parlarne. Oggi vorrei almeno toccarne qualche aspetto.

Cosa simboleggia in realtà la festa di Pentecoste, il suo principio sottostante dal quale deriva il suo significato più profondo, è preservato solo in un manoscritto che si trova, nella Biblioteca Vaticana, dove è custodito con la massima attenzione. Questo manoscritto, tuttavia, non parla della festa di Pentecoste, ma di quello di cui la Pentecoste è solo il simbolo esterno. Questo manoscritto non è stato quasi mai visto da nessuno che non sia stato iniziato ai più profondi misteri della chiesa cattolica o che sia stato in grado di leggerlo nella Luce Astrale. Una copia di esso è di proprietà di una personalità che è stata molto mal giudicata dal mondo, ma che ora comincia a interessare gli storici odierni. Avrei anche potuto dire che costui "ha posseduto" invece di "possiede" una copia di tale manoscritto, ma questo creerebbe una mancanza di chiarezza. Perciò dico ancora: una copia è di proprietà del Conte di Saint-Germain, da cui probabilmente provengono le uniche informazioni su questo tema.
Nello spirito della Teosofia vorrei dire alcune cose al riguardo. Siamo portati a qualcosa che è profondamente legato all'evoluzione dell'umanità nella quinta razza radicale. L'uomo ha assunto la sua forma attuale durante la terza razza radicale, nell'antico tempo della Lemuria, la ha ulteriormente sviluppata attraverso la quarta razza radicale, all'epoca dell'antica Atlantide, per poi entrare nella quinta razza radicale con quello che aveva ivi acquisito. Chi ha ascoltato le mie conferenze su Atlantide ricorderà che i Greci avevano ancora una memoria viva di quel periodo.
Per orientarci è necessario fare una breve panoramica su due correnti all'interno della nostra quinta razza, che sono forze nascoste nelle anime umane e che spesso lottano tra loro. Una corrente si trova espressa in modo più puro e chiaro in ciò che chiamiamo la visione della vita egiziana, indiana e meridionale. Tutto il giudaismo successivo e persino il cristianesimo ne contengono qualcosa. Ma, d'altra parte, nella nostra Europa con l'altra corrente, è stata mescolato anche il retaggio di ciò che vive nella visione del mondo che ritroviamo nell'antica Persia e che - se non ascoltiamo ciò che gli antropologi ed etimologi dicono, ma se andiamo più a fondo nella questione - ritroviamo che essa si estende dalla Persia alle regioni abitate dai Teutoni.
Di queste due correnti direi che esse puntano su due importanti, su due grandi intuizioni spirituali che le sottendono. La prima era meglio compreso dagli antichi Rishi. A loro fu rivelato l'intuizione di esseri superiori: i cosiddetti Devas. Chiunque abbia seguito una formazione occulta e che sia in grado di fare ricerche in questo campo, sa cosa sono i Devas. Questi esseri puramente spirituali, che vivono nello spazio astrale o mentale, hanno una duplice natura, mentre gli esseri umani hanno una triplice natura. Perché l'uomo, come sappiamo, è composto da corpo, anima e spirito. La natura dei Devas, tuttavia, consiste - per quanto possiamo ricercarlo - soltanto di anima e di spirito. Potrebbero avere altre membra, ma non riusciamo a rintracciarle, nemmeno con i metodi occulti. Un Deva è uno spirito animato. Gli impulsi, le emozioni, le brame e i desideri vivono invisibili nell'uomo ma, per chi ha sviluppato i propri sensi spirituali, essi appaiono come effetti di luce; quel corpo animico dell'essere umano, che forma l'essere interiore dell'uomo, sostenuto dal nostro corpo fisico, è in realtà il corpo più basso dei Devas. Possiamo considerarlo come il loro corpo fisico. La facoltà d'intuizione dell' antico indiano era principalmente concentrata sul culto di questi Devas. Gli indiani vedono questi Devas ovunque. Li considerano forze creatrici, quando guardano dietro le quinte dell'apparenza esterna. Questa intuizione è fondamentale per la visione del mondo dei popoli della fascia meridionale. Nella visione del mondo dell'Egitto, si esprime con la massima potenza.
L'altra intuizione era la base sulla quale fu fondato l'antico misticismo persiano, e questo ha portato alla venerazione di esseri che erano anch'essi di duplice natura: gli Asuras. Anche questi hanno ciò che chiamiamo anima, ma il loro organo d'anima fu racchiuso entro un corpo fisico sviluppato in modo sublime, titanico. La visione del mondo indiano, che aderisce al culto dei Deva, considerava gli Asuras come qualcosa di inferiore; mentre quelli che erano più inclini al punto di vista dei popoli del nord erano più legati agli Asuras, ovvero alla natura fisica. Dunque, si sviluppò nella zona nord più particolarmente, l'impulso per controllare le cose del mondo dei sensi in modo materialistico, procedendo verso l'ordinare del mondo della realtà attraverso il massimo livello di avanzamento tecnico, tramite le arti fisiche e simili. Oggi non ci sono più persone che aderiscono al culto degli Asuras, ma tra di noi ci sono molti individui che ancora hanno in sé qualcosa di quella natura. Da questo deriva l'attrazione verso il lato materialistico della vita e questa è infatti la tendenza base dei popoli settentrionali. Coloro che professano principi puramente materialistici possono essere sicuri di avere nella loro natura qualcosa che proviene dagli Asuras.
Tra gli adepti degli Asuras si sviluppò una sotto-corrente di sentimento strana. La sua prima comparsa avvenne nella vita spirituale dell’antica Persia. I persiani acquisirono una sorta di paura della natura dei Deva. Essi hanno perciò sperimentato paura, timore e spavento per ciò che è di natura puramente animico-spirituale. Quella era la ragione del grande contrasto che oggi possiamo osservare tra il punto di vista persiano e quello indiano. Nella visione persiana del mondo spesso si venerava proprio ciò che la visione indiana del mondo considerava cattivo, inferiore e proprio ciò che l'indiano considerava degno di venerazione si evitava. L'esperienza persiana del mondo era impregnata da uno stato d'animo che temeva e evitava ogni essere avente la natura di Deva. In breve, fu l'immagine di Satana che apparve in questa visione del mondo. Lucifero, l'essere di spirito e anima, divenne un essere che riempiva di paura e orrore. Ecco dove dobbiamo cercare l'origine di ciò che esiste come credenza nel diavolo. Questo stato d'animo è passato anche nella visione moderna del mondo; soprattutto nel Medioevo: il diavolo divenne una figura temuta ed evitata. Lucifero fu così formalmente sfuggito.
Possiamo saperne di più tramite il manoscritto già menzionato. Se si segue il corso dell'evoluzione del mondo scopriamo che a metà della terza razza radice, nell'epoca lemurica, l'umanità fu rivestita di materia fisica. È sbagliato credere come certi teosofi fanno che la reincarnazione non abbia un inizio e una fine. La reincarnazione è iniziata nel periodo dell’antica Lemuria e terminerà di nuovo all'inizio della sesta razza radicale o sesta epoca di civiltà post-atlantidea. L'umanità si reincarna solo durante un certo periodo sulla terra. Questo fenomeno, questo stato è stato preceduto da uno stato estremamente spirituale che non ha richiesto la reincarnazione, e sarà seguito da uno stato spirituale che similmente non richiederà la reincarnazione".

Thursday, March 26, 2026

L' Heptagramma

Di HighPriestess Grimoire 

Il sette è un numero magico: ci sono sette giorni nella settimana, sette colori nella luce bianca, sette note nella scala musicale e sette stelle immortali nel cielo notturno.

Il sistema solare rende difficile per il neofita comprendere l'antico concetto dell'ordine dei cieli. Mentre noi sappiamo che ci sono nove pianeti, gli antichi potevano osservare solo ciò che vedevano ad occhio nudo, ovvero Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Includevano anche il Sole e la Luna nel loro universo osservabile. Da qui derivano i sette pianeti classici dei Sumeri, dei Babilonesi, dei Greci e praticamente di qualsiasi civiltà antica che guardasse al cielo con meraviglia.

Questi sette pianeti vennero associati a dei e dee, note, colori e infine ai giorni della settimana, e sono importanti nell'occultismo occidentale che fa uso delle corrispondenze astrologiche.

Proprio come l'esagramma unicursale può essere utilizzato per rappresentare l'equilibrio tra tutti e sette i pianeti o i quattro elementi classici attorno a un Sole e una Luna in equilibrio, anche l'eptagramma può essere impiegato allo stesso modo. Il processo del rituale planetario è il processo di creazione dell'equilibrio planetario, ma oltre a bilanciare le energie planetarie, l'eptagramma può anche essere utilizzato per rappresentare le sette direzioni: le direzioni cardinali Nord, Sud, Est, Ovest e le direzioni spirituali Sopra, Sotto e Dentro. Di solito i quattro elementi classici sono utilizzati per rappresentare le direzioni Nord, Sud, Est e Ovest, mentre lo Spirito rappresenta il concetto di Sopra, il Corpo viene a rappresentare il Sotto e l’Anima rappresenta il regno dell’Interno.

L'eptagramma può anche rappresentare i sette giorni della settimana. Nel contesto giudaico-cristiano, esso viene a simboleggiare i sette giorni della creazione e, per estensione, la natura completa dell'Universo. In un contesto pagano, diventa invece un'estensione delle associazioni planetarie.

L'eptagramma acuto è talvolta chiamato Stella degli Elfi ed è stato ampiamente adottato dagli Otherkin – persone che credono di essere esseri soprannaturali come elfi, fate o draghi (e intrappolati in corpi umani). È anche usato da varie tradizioni fatate per rappresentare i sette poteri/energie principali all'interno della tradizione, oltre a fornire una guida per comunicare con gli esseri di potere e il loro mondo in questa tradizione. Partendo dall'alto, la Stella delle Fate, come viene anche chiamata, rappresenta: Sole, Foresta (o Bosco), Mare, Magia, Luna, Vento, Connessione (o Spirito).

Come porta d'accesso al Regno delle Fate, i sette punti, o Raggi, rappresentano i sette aspetti del Sé Superiore che un praticante deve raggiungere per poter comunicare. Questi sono:

1° punto – Potere, volontà personale e determinazione

2° punto – Amore incondizionato, saggezza e crescita

3° punto – Conoscenza e intelligenza

4° punto – Armonia e tranquillità

5° punto – Poteri della mente e della scienza

6° punto – Devozione e onestà

7° punto – Magia

Gli eptagrammi e gli esagoni sono fondamentali per il Sigillum Dei Aemeth (o Sigillo di Aemeth) usato da John Dee nel suo lavoro con il veggente Edward Kelly. Il numero sette è fortemente presente nel sistema della magia angelica enochiana, ma ciò è particolarmente evidente nel Sigillum Dei Aemeth, che veniva inciso su tavolette di cera e posto sotto i quattro angoli del tavolo e sulla pietra di rivelazione stessa, al fine di proteggere il lavoro invocando il nome e la VERITÀ di Dio.

Friday, February 20, 2026

L'AUTENTICA QUARTA VIA DI GURDJIEFF

Di Egidio Maria Bruno Presta


L’assurdità che circonda la ricezione del Libro Tibetano dei Morti in Occidente non risiede nel testo in sé, ma nell'ostinata pretesa di leggerlo come se fosse una guida turistica delle regioni d’oltretomba, un manuale di istruzioni per un viaggio spaziale verso l’aldilà. Questa visione letterale è il prodotto di un colossale fraintendimento culturale che ignora la natura stessa dei testi Terma, tesori spirituali nascosti che furono redatti utilizzando la cosiddetta sandhyābhāṣā, ovvero la scrittura crepuscolare. Si tratta di un linguaggio intenzionalmente ambiguo, una crittografia sacra progettata per essere decifrata solo da chi possiede la chiave di volta fornita da un lignaggio di maestri viventi. Questo artificio non serviva a escludere i sinceri ricercatori, ma a proteggere la potenza degli insegnamenti da un uso superficiale, parziale o distorto da parte di chi non ha ancora rettificato la propria visione. Quando l'osservatore occidentale si accosta al Bardo Thodol senza queste premesse, finisce inevitabilmente per perdersi in una fantasmagoria di divinità pacifiche e irate, ignorando che esse non sono abitanti di un luogo altro, ma riflessi della propria architettura interiore. Carl Jung fu uno dei primi a intuire questa discrepanza, sottolineando come il libro sia in realtà una descrizione dei processi dell'inconscio proiettati su uno schermo cosmico. Per comprendere la reale portata del legame tra vita, morte e coscienza, dobbiamo immaginare quest'ultima come una corda di uno strumento musicale tesa tra due frequenze distanti. Ogni nostra azione, ogni emozione non risolta e ogni pensiero ricorrente imprime una vibrazione specifica a questa corda. Se durante la vita accumuliamo azioni che creano sofferenza, squilibrio o attaccamento, stiamo introducendo una distorsione persistente nella frequenza della nostra coscienza. È un’illusione tipicamente moderna pensare che la morte sia un colpo di spugna o un momento di libero arbitrio assoluto in cui, per miracolo, si possa decidere di cambiare le carte in tavola. Non puoi fonderti con l'armonia dell'Assoluto finché la tua corda emette una nota stonata, perché la fusione non è un atto di volontà diplomatica, ma un fenomeno di risonanza simpatetica. Il pagamento del debito karmico, che spesso viene frainteso come una punizione morale, è in realtà l’atto alchemico di accordare la corda attraverso l’attrito dell’esperienza. Solo quando la nota è pura e l’equilibrio è raggiunto, la risonanza con l’Assoluto avviene in modo automatico e inevitabile, come due diapason che vibrano alla stessa frequenza. Nel momento in cui il corpo fisico decade, la coscienza si ritrova in uno stato dove il pensiero è immediatamente azione. In questa dimensione non esiste lo spazio di manovra che caratterizza la nostra esistenza densa; non c’è il tempo di fermarsi e dire a se stessi di cambiare vibrazione di fronte a una visione terrificante o a un ricordo doloroso. La reazione è istantanea, totale e guidata esclusivamente dall’inerzia di ciò che siamo stati in vita. Il post-morte è dunque il luogo dove si raccolgono i frutti, o i debiti, di ciò che si è seminato, una meccanica vibrazionale che non ammette eccezioni. Se aspiri a fonderti con l'Assoluto dopo l’ultimo respiro, devi iniziare a vibrare come l'Assoluto mentre sei ancora immerso nei panni del personaggio quotidiano, perché la morte non aggiunge nulla alla tua essenza, si limita a spogliarla dei suoi veli fisici. In quest'ottica, il libro non è affatto una guida per i defunti, ma un manuale per i vivi che desiderano risvegliarsi alla propria vera natura prima che sia troppo tardi. Se provassimo a leggere il testo al contrario, partendo dall'ultima fase e risalendo verso l'inizio, scopriremmo una descrizione scientificamente precisa del processo di incarnazione: vedremmo come lo spirito puro, non riuscendo a sostenere l'intensità della Luce Chiara, inizi ad appesantirsi gradualmente attraverso strati di desiderio, paura e identificazione, fino a contrarsi nuovamente in una forma fisica. Questa prospettiva ribalta completamente il senso del testo, rivelando che il Bardo non riguarda solo l'evento finale della vita biologica, ma si manifesta tra ogni singolo pensiero e tra ogni singolo respiro. Esiste un intervallo, uno stato intermedio, in ogni istante della nostra giornata. La tradizione esoterica più profonda ci insegna dunque a morire ai falsi "io" ogni giorno, momento per momento, perché la decifrazione del codice della morte passa per il riconoscimento della natura illusoria dei pensieri mentre siamo ancora pienamente operativi nel mondo. Imparare a non farsi trascinare dalla corrente delle proprie proiezioni mentali oggi è l'unico modo per garantire che, nel momento del grande passaggio, la coscienza rimanga lucida e stabile di fronte alla propria stessa proiezione. Fermarsi alla superficie letterale del Bardo Thodol, trattandolo come una mitologia dell'oltretomba, significa svuotarlo della sua funzione di reagente alchemico e privarsi dell'unica chiave in grado di accordare la corda della vita sulla frequenza dell'eterno.

Tuesday, January 13, 2026

...Un simbolo degli antichi Alchimisti che rappresentano la natura e la natura Dio...

Di Ava Leopoldo

... Ma un simbolo degli antichi Alchimisti che rappresentano la natura e la natura Dio è una combinazione ed equilibrio di forze maschili e femminili, luce e tenebre, umidità e secchezza.

Il principio stesso di Hermes Trismegitus:

"Come sopra, così sotto"

è ciò che è simboleggiato da Baphomet.

~ P virile. Padiglione 1901 - 1990

Derivato dal greco βα φή baphe, βάπτω ("I dip") "immersione" + Μῆτις, Metis "saggezza", "abilità" o "mestiere". " Così, Baphomet significa "battesimo" o iniziazione alla saggezza.

Il Baphoment rappresenta Pan, la forza della natura che Adamo ed Eva devono domare e padroneggiare per tornare nell'Eden.

Un termine mistico medievale solitamente identificato con la capra di Mendes.

I Templari di Malta furono accusati di adorare Baphomet come un idolo.

Baphomet significa un battesimo in saggezza o iniziazione, ma è diventato degradato e incompreso quando le chiavi del suo reale significato sono andate perdute.

Il termine baphomet nasconde un messaggio quando letto al contrario:

TEM OHP AB

che è il simbolo delle parole latine "Templi ommun hominum pacis abbas",

che significa,

"Il Padre del Tempio della Pace Universale per gli uomini. "

~ Arte rituale templare di Wraithdt ~

Baphomet non è "Satana" in senso cristiano, né è un simbolo del male.

Invece, Baphomet rappresenta:

1. Equilibrio e dualità

- La riconciliazione tra opposti-bene e male, maschio e femmina, luce e buio.

- Questo riflette il concetto gnostico che solo integrando la nostra duplice natura possiamo raggiungere l'illuminazione.

2. Saggezza divina e conoscenza nascosta

- La torcia infuocata simboleggia la luce interiore dell'iniziato che li guida oltre l'illusione.

- In alchimia ed Ermetismo questa è la Pietra Filosofale maestria spirituale sulla natura.

3. Liberazione dal Dogma

- Proprio come i Cavalieri Templari sono stati accusati di eresia, Baphomet rappresenta la saggezza proibita che sfida il controllo religioso stabilito.

- Chiama il cercatore alla padronanza di sé, all'auto-deificazione e all'illuminazione oltre il sistema

"Baphomet era il Simbolo Segreto dei Templari, che rappresenta la Verità Gnostica secondo cui Dio non è una persona ma una Forza che contiene sia Luce che Oscurità, Creazione e Distruzione"

Aleister Crowley.

Il libro di Thoth 1944

 

Monday, October 27, 2025

MANIFESTO DELL’INIZIAZIONE AUTENTICA

Di G.B. Radosavljevic

L’iniziazione non è un rito, non è un’appartenenza, non è un segreto da custodire.
È un atto di verità.
Essa comincia quando l’uomo decide di non accontentarsi più dell’apparenza, e si dispone ad affrontare se stesso senza difese né compiacimenti.

Essere iniziati significa riconoscere che la conoscenza non si riceve, si conquista; non si ripete, si vive.
Ogni vero passo iniziatico richiede disciplina, lucidità, silenzio, e il coraggio di vedere ciò che è, non ciò che si vorrebbe fosse.
Chi cerca potere o distinzione rimane ai margini del Tempio: la soglia si apre solo a chi ha purificato l’intento.

Platone insegnava che “nessuno può entrare due volte nello stesso fiume”, perché tutto scorre e muta: l’iniziato è colui che accetta questo mutamento dentro di sé, e lo trasforma in consapevolezza.
Come l’anima che, uscita dalla caverna, non si vanta della luce ritrovata, ma la serve in silenzio, così chi ha visto la verità ne diventa custode, non proprietario.

L’iniziazione autentica non promette privilegi, ma responsabilità.
Essa consegna al discepolo non un simbolo, ma un compito: custodire la luce che ha intravisto, e usarla per servire la verità, non per servirsi di essa.
Ogni livello superiore di sapere corrisponde a un grado superiore di rettitudine.
Senza etica non vi è sapienza.

Dante, nel suo viaggio, attraversa l’ombra per riconoscere la luce.
E non a caso si smarrisce “in una selva oscura”: è lo stesso smarrimento che precede ogni rinascita.
Solo chi ha conosciuto la notte interiore può riconoscere il giorno dello spirito.

Il sapere nascosto non è segreto perché qualcuno lo cela, ma perché pochi sono pronti a sostenerne il peso.
Richiede mente istruita, cuore temperato, spirito vigile.
Solo quando questi tre centri agiscono in armonia l’uomo può dirsi veramente iniziato.

Goethe ammoniva: “Divieni ciò che sei.”
L’iniziazione è proprio questo: diventare, attraverso la prova e la conoscenza, la forma più pura di se stessi.
Non separa, ma unisce; non eleva alcuni sopra gli altri, ma insegna a vedere l’unità dietro ogni diversità.

Essa non ha epoche né scuole: è un cammino che ogni generazione deve riscoprire da sé, con serietà, onestà e competenza.
Chi si accosta con umiltà, troverà la porta.
Chi entra con coscienza, troverà la verità.
E chi vive secondo quella verità, diventa egli stesso soglia per chi verrà dopo.

Per coloro che cercano la luce non per possederla, ma per servirla.

GBR.

Sunday, October 26, 2025

*MALEDIZIONE O CONSAPEVOLEZZA*

 Di Pamela De Nicolò

Quante volte, di fronte a una scia di eventi difficili, qualcuno ci ha detto: _“Forse sei stata maledetta.”_

E quante volte anche noi lo abbiamo pensato, nel silenzio delle nostre paure.

Ma fermiamoci un attimo.

*La stregoneria vera non parte dalla paura parte dalla consapevolezza. *

Sì, le maledizioni esistono, *ma prima ancora esiste un’altra magia: quella delle ferite invisibili.*

Quando per troppo tempo ci hanno rubato qualcosa a livello emozionale la fiducia, il diritto di essere felici, la speranza, la voce — si apre dentro di noi uno spazio fragile, e da lì l’energia entra e si aggancia.

*L’universo non ci punisce, ci mostra.*

Ci fa vedere nella materia attraverso le sfortune, i furti, le malattie leggere, gli incidenti ripetuti – quelle parti della missione dell’anima che stiamo dimenticando.

*Ogni perdita diventa allora un richiamo: “Ritorna a te. Ricorda chi sei.”*

Quando una figlia dice “Mi hanno rubato ancora i fari della macchina”, la Strega non guarda solo al furto.

*Guarda alla luce rubata.*

Forse qualcuno o qualcosa ha spento la sua fiducia, forse la madre e la figlia stanno attraversando insieme un passaggio di restituzione energetica, e l’universo lo mostra con segni concreti.

*Prima di parlare di maledizioni, dunque, chiediamoci:*

Dove ho smesso di credere nella mia luce?

Cosa sto lasciando che mi venga tolto, senza difendermi con amore e presenza?

Quale parte di me chiede di essere ripulita e riaccesa?

> *Poi sì, si può purificare la casa, il corpo, l’aura ma la vera purificazione comincia quando la coscienza torna al centro.*

*Non esistono solo maledizioni. Esiste la dimenticanza del proprio potere.*

_E quando una donna si ricorda chi è, nessun male può restare. _

`La prossima volta che vi sembra che tutto vi vada contro, non chiedetevi “chi mi sta maledicendo?”`

_Chiedetevi: “Dove ho smesso di benedirmi?”_

` Questa settimana, accendete una candela bianca e dite sottovoce:`

_“Rendo sacra la mia luce. Nessuno può rubarla, perché è mia da sempre.”_

* Formula di Purificazione della Luce Rubata *

Da ripetere per tre sere consecutive ogni sera per tre volte:

“Con il soffio dell’Est richiamo la mia luce.

Con il fuoco del Sud riaccendo il mio potere.

Con l’acqua dell’Ovest purifico la mia memoria.

Con la terra del Nord radico la mia forza.

Io sono ciò che nessuno può oscurare.

Io sono la luce che ritorna.

Thursday, September 18, 2025

🌾 Rituale di Mabon – L’Equinozio d’Autunno

Di Monia Mo Calli


Occorrente:

Altare (può essere un tavolino o uno spazio dedicato)
Candele (rosse, arancioni, dorate o marroni)
Frutti e verdure autunnali (mele, uva, zucca, noci…)
Incenso (salvia, mirra, sandalo o cannella)
Una ciotola con acqua e una con sale
Carta e penna
Un bicchiere di vino, succo o sidro (per il brindisi rituale)
Campanellino o tamburo (facoltativo).

Preparazione:
1. Purifica lo spazio con incenso o salvia, passando intorno all’altare.
2. Disponi sull’altare i simboli dell’autunno e accendi le candele.
3. Metti la ciotola d’acqua a sinistra, quella col sale a destra. Usa un ramoscello o le dita per mischiare simbolicamente gli elementi.

Apertura del Cerchio (facoltativo ma consigliato):
Puoi semplicemente dire:
“Apro ora questo spazio sacro, tra i mondi e fuori dal tempo, dove tutto è in equilibrio. Che le forze della Natura siano con me. Così sia.”

Parte I – Ringraziamento
“In questo giorno di equilibrio tra Luce e Oscurità, rendo grazie alla Terra per i suoi frutti. Onoro il raccolto della mia vita, ciò che ho seminato e raccolto. Oggi celebro l’abbondanza.”
Prendi i frutti/autunnali sull’altare, toccali o alzali in segno di offerta.

Parte II – Bilancio e Rilascio
Scrivi su un foglietto:
Cosa vuoi lasciare andare (paure, rimpianti, abitudini).
Cosa vuoi integrare o trattenere (forza, insegnamenti, gratitudine).
Quando sei pronto, leggi ad alta voce cosa hai scritto. Poi puoi:
Bruciarlo (in sicurezza) per liberare.
Oppure seppellirlo come simbolo di trasformazione.
“Lascio andare ciò che non mi serve più. Onoro ciò che resta. Mi preparo all’oscurità con cuore sereno.”

Parte III – Meditazione silenziosa
Chiudi gli occhi per qualche minuto, ascolta i suoni, percepisci il tuo respiro. Rifletti sul tuo “raccolto interiore”. Se vuoi, suona un campanellino o tamburo per aiutarti a entrare in uno stato di centratura.

Parte IV – Brindisi e Benedizione
Bevi dal calice dicendo:
“Brindo alla Terra, alla Luce e all’Oscurità. Che questo Mabon porti equilibrio, saggezza e pace. Così sia.”
Puoi assaggiare anche un frutto o un pezzo di pane.

Chiusura del Cerchio
“Ringrazio le energie che mi hanno accompagnato. Chiudo ora questo spazio sacro. Che la benedizione di Mabon resti con me. Così sia.”
Spegni le candele con rispetto.

Consigli Extra:
Puoi fare il rituale da solo o in gruppo.
Se hai un diario spirituale (grimoire o libro delle ombre), annota sensazioni, pensieri o visioni avute.
Aggiungi elementi naturali: foglie cadute, ghiande, rami secchi.
Offri una parte del cibo alla Terra, come ringraziamento.

Wednesday, September 17, 2025

Proteggere la tua energia interiore

Di Solix Lux & Elvis


A volte non ce ne rendiamo conto, ma le influenze negative possono entrare nella nostra vita quasi senza invito. Non si presentano con una forma specifica e non hanno bisogno di rituali o incantesimi per avvicinarsi. Basta un'apertura, una piccola crepa nel nostro stato d'animo, per creare una risonanza.
Questa crepa può essere un pensiero di rancore che non riusciamo a lasciar andare, una tristezza persistente o un senso di colpa che ci logora. Sono ferite invisibili nella nostra aura che attirano a sé energie simili, entità che si nutrono di queste basse vibrazioni.
Magari l'hai già provato: una stanchezza inspiegabile, un'irritabilità ingiustificata o un'ondata di pensieri cupi. Spesso li etichettiamo come stress o stanchezza, ma a volte possono essere il segnale di un'influenza esterna. Queste energie sottili si legano a noi quando la nostra frequenza emotiva si abbassa e si allinea alla loro. Ogni giudizio negativo, ogni esplosione di rabbia o emozione pesante diventa un'attrattiva.
Quando permettiamo a questa oscurità di prendere piede, ciò che era un momento di debolezza può diventare un circolo vizioso. Queste influenze si nutrono della nostra energia, distorcono i nostri sentimenti e indeboliscono la nostra forza di volontà.
Tuttavia, c'è una verità fondamentale: non siamo vittime condannate. La stessa mente che può abbassare le nostre difese può anche diventare un canale per la luce. Ogni nostra scelta è un atto di creazione. I nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni costruiscono il campo vibratorio che ci circonda.
La vigilanza interiore e la preghiera sincera sono strumenti potenti. Praticare la meditazione, coltivare la gratitudine e reindirizzare le emozioni non è un modo per sfuggire, ma per educare il cuore e elevare la nostra anima. Dove c'è amore, consapevolezza e fede, non c'è spazio per le ombre. La luce della coscienza è la nostra più grande protezione contro qualsiasi influenza negativa.

Sii consapevole dei tuoi pensieri.
Custodisci il tuo cuore.
Innalza la tua vibrazione.
Dove risiede la luce, l'oscurità non ha potere.

Sunday, September 14, 2025

La Parabola del Logos e della Scintilla Silenziosa

Di Pierfrancesco Madeo


All'inizio dei tempi, prima che l'universo manifestasse i suoi soli e le sue lune, vi era solo la Vastità Silenziosa della Mente Creativa. Da essa nacquero innumerevoli scintille di coscienza, ognuna un frammento di luce in cerca della propria Origine. Tra queste, vi era una scintilla di nome Sirio.
Sirio era un maestro del Logos, e conosceva a memoria le parole che descrivevano la Creazione, le formule della Luce e i percorsi dell'Amore Incondizionato. I suoi discorsi risuonavano come canti celesti, e le altre scintille di coscienza lo ascoltavano, credendo che la sua conoscenza esteriore fosse il sentiero verso la vera Casa.
Tuttavia, Sirio non navigava con la sua luce interiore. Per illuminare il suo cammino e ottenere l'approvazione, egli accendeva ogni notte una Lampada del Sapere Esteriore, la cui fiamma bruciava con l'olio delle parole e il fumo dei dogmi. Credeva che il rito e la sua conoscenza lo avrebbero guidato infallibilmente. Ma la sua essenza, il suo cuore, era ancora un vuoto cosmico, perché non aveva mai acceso la sua stessa scintilla.
Un giorno, una profonda crisi della Luce, come un'immensa onda di Silenzio, si diffuse nella Creazione. Le parole del Logos persero il loro significato, i concetti si dissolsero e le mappe mentali si rivelarono illusioni. La Lampada del Sapere Esteriore di Sirio, incapace di resistere alla pura Verità, si spense all'istante, e la sua conoscenza si rivelò inutile. Le scintille di coscienza si ritrovarono perdute.
Quando Sirio fu chiamato a guidarle, le sue parole si dispersero nel vuoto. Il suo cuore, privo della propria luce, non aveva una direzione.
Allora, la Voce del Silenzio risuonò: "Non temete il buio, perché la vera navigazione non avviene con le parole o con la luce di una lampada, ma con la luce della tua stessa anima. La tua scintilla interiore è un frammento del Sole Eterno. È il tuo vero nome. Colui che parla di luce, ma non è luce, è come un'ombra in un mondo senza forma. Solo accendendo la tua luce, puoi guidare te stesso e gli altri fuori dal vuoto."
E le scintille compresero allora che la vera profezia non risiede nel parlare del Divino, ma nel manifestarlo. La vera saggezza si rivela non con la lingua, ma con il cuore e l'anima, che sono la Luce stessa.

Un abbraccio
Pierfrancesco Madeo

Friday, September 12, 2025

Ci sono soglie nella vita che non si possono attraversare con il corpo, solo con l'anima

Di James William Kaler



Ci sono soglie nella vita che non si possono attraversare con il corpo, solo con l'anima.
L'immagine davanti a noi non è solo un portale verso altri mondi, è uno specchio dell'infinito interiore. Le innumerevoli galassie, stelle e pianeti che vorticano all'interno del cancello simboleggiano l'immensità della coscienza stessa. Ogni sfera è un pensiero, ogni luce una scintilla di consapevolezza, ogni ombra un velo che dobbiamo ancora sollevare.
La figura solitaria che si trova davanti alla porta cosmica rappresenta tutti noi, il cercatore al limite del mistero, umiliato dall'immensità della Creazione, pur sapendo che la chiave non è fuori, ma dentro.
Per il vero insegnamento ermetico sussurra: Come sopra, così sotto. Come dentro, così senza. L'universo che guardiamo non è separato da noi; è il riflesso del nostro essere. Quando buchiamo il velo dell'illusione, scopriamo che le galassie nascono dentro il tempio del cuore, e le stelle stesse si inchinano alla coscienza che le percepisce.
Attraversare tale porta non significa viaggiare verso l'esterno, ma verso l'interno - verso l'eterno, dove il tempo si dissolve, e il cercatore diventa il cosmo stesso.
Mettiti davanti al tuo portale interiore. Non temete la sua vastità. Per il momento in cui passi, non sarai più tu a guardare, sarai la Luce che brilla.

I 10 COMANDAMENTI DI LUCIFERO

Di Mosè Valentino

IL MARE CHE SUSSURRA

 Di Tenébras


𝐈𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐮𝐬𝐬𝐮𝐫𝐫𝐚

Il mare, d’inverno, non ha nulla di accogliente.
Non è blu, non è verde. È nero.
Si muove come una bestia insonne, inghiotte la luce e restituisce solo ombre.
Era una notte senza luna quando decisi di passeggiare sulla spiaggia. Le onde, alte, frustavano la riva con un ritmo ossessivo, come tamburi lontani.
Ma quello che mi colpì non fu il rumore. Fu la voce.
Un sussurro, profondo, che si mescolava al vento.
All’inizio sembrava solo lo schianto dell’acqua sugli scogli. Poi capii che era altro: parole.
Sillabe spezzate, come un canto antico.
Dalla schiuma di un’onda vidi emergere una figura: una donna pallida, con lunghi capelli scuri incollati al volto. Camminava verso la riva, eppure non affondava mai nell’acqua.
Le sue labbra si muovevano, e il suo mormorio diceva:
Vieni…
Dietro di lei, dalle onde, comparvero altre sagome. Alte, curve, scheletriche. Non camminavano: galleggiavano appena sopra il mare, come sospese.
Le voci si unirono in un coro gelido che mi circondò:
Vieni…
Compresi cosa stava accadendo.
Non era un richiamo, era un rituale. Ogni anno, in quella notte senza luna, il mare reclamava un ospite tra i vivi.
La sabbia sotto i miei piedi cedette di colpo, come dita invisibili che mi stringevano le caviglie. Urlai, ma la voce si perse tra i sussurri del mare. Le figure avanzavano, i volti bagnati mi fissavano con occhi spenti.
Pensai fosse finita.
Ma un lampo squarciò il cielo, illuminando la riva.
Quelle figure svanirono all’istante, inghiottite dalla luce. Restai solo, le ginocchia immerse nell’acqua, il cuore in gola.
Corsi verso il paese, senza voltarmi, con i polmoni in fiamme.
Chiusi la porta di casa, e solo allora vidi il dettaglio che mi fece tremare più di tutto il resto.
Sulle mie caviglie erano rimaste impronte scure, come dita sottili che continuavano a stringermi la pelle.
Non se ne andarono quella notte.
Non se ne andarono mai.
Ogni volta che torno al mare, sento il bruciore tornare alle gambe.
E nel vento, tra lo sciabordio delle onde, sempre la stessa parola:
Vieni…

𝐓𝐞𝐧è𝐛𝐫𝐚𝐬
𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐧𝐞𝐛𝐫𝐞 𝐞 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐮𝐭𝐞

C’è una distinzione tra anima e spirito?

Di Fabio Rocca


Lo spirito alberga in ogni cosa, connette e rimette l’anima di Dio e della creazione in ogni cosa come una matrice cellulare.

Come tu ben hai pensato, lo spirito si propaga, è il mezzo di viaggio interstellare, le anime individuali degli esseri viaggiano a velocità superluminale o di pensiero attraverso lo spirito.

Viaggiamo per infiniti mondi, abbiamo visto l’universo intero ed esso in realtà ha confini multipli!

Essi sono varianti del futuro che si evolve, perché come nella mente umana voi pensate a più futuri nei confini del cosmo, ci sono più scenari d’evoluzione e così la creazione cresce ed evolve arrivando dove vuole, verso lo scenario universale che si prefigge.

Questo dipende da noi tutti i viventi universali, siamo noi con le nostre azioni e pensieri a determinare la struttura e il futuro dell’universo e della creazione.

I miti vi parlano degli esseri che hanno combattuto nei cieli per avere il dominio, e questo è vero! Siamo noi, solo noi a dettare la legge per noi stessi e contro noi stessi, questi esseri rispecchiano la dualità del creatore incline nell’arbitrio della scelta.

Noi diciamo che è il bene la luce e che il male è l’ombra. Ma anche il male proviene dalla luce e in esso si dissolve per poi divenire assenza.

L’Assenza è lo strumento superiore di comprensione, quando arriverai e arriveranno gli uomini a provare e sperimentare l’Assenza di Se Stessi, solo allora guarderanno nel cuore e negli occhi dell’entità creatrice e si rispecchieranno dentro a sua immagine e somiglianza.

Queste sono le parole nascoste e celate nei testi sacri da voi scritti e da noi dettati. L’allegoria è usata per insegnare all’asilo con figure, forme e colori gli strani avvenimenti universali per poi decifrarli.

Vi sta tutto stretto vero? Algebra, fisica, chimica, arte e scienza in generale, una crisi d’identità per il salto in nuove dimensioni dell’universo. Siamo sulla soglia del salto quantico...

Accadde domani...

HO DECISO DI RACCONTARVI LA MIA STORIA

Di Laura


Ho deciso di raccontarvi la mia storia, l’ho voluta condividere con voi perché è giusto che sappiate chi io sono e chi mi guida.
Ma la faccio il più breve possibile altrimenti ci addormentiamo.
Sono molto grata a Dio, allo Spirito dell’Universo perché mi ha regalato dei doni.
Sin da bambina riuscivo a vedere e sentire cose che nessuno riusciva. Avevo tanta, tanta paura perché non potevo condividere questo con nessuno, non mi capivano, mi schernivano, mi dicevano che era frutto della mia fantasia. E’ vero, magari i bambini sono pieni di fantasia, avevo il mio amico immaginario, ma, c’era altro… Ed io non capendo ero terrorizzata da tutto quello che c’era intorno. Naturalmente, poi impari a conviverci.
Sono cresciuta e più passava il tempo non capivo molto del perché a me, cosa potevo fare io. Erano sentimenti altalenanti di odio e amore. Amavo quello che riuscivo ad essere e quello che riuscivo a fare, ma allo stesso tempo odiavo tutto questo perché il più delle volte ero impotente appunto non sapendo come sfruttare al meglio la cosa al fine di servire.
Alla fine ho conosciuto chi mi guida.
Vi regalo un dei primi nostri discorsi a me tanto caro.
Adesso, tu domandami ed io ti risponderò, cosa vuoi sapere che io sappia e che ti detterò?
Che io ti dica e che tu conoscerai?
Che io ti dica affinchè tu non vacillerai?
(io gli ho chiesto parlami ed io ti ascolterò)
Lui mi ha risposto: Tu mi dici parlami ed io ti ascolterò, siedi adesso e ascolta la mia parola, raccontami di te ed io ti risponderò.
E' da molto tempo che ti sono vicino, ti sono vicino da prima che tu nascessi, ero lì quando ancora una luce illuminava il tuo cammino verso questa terra detta santa, che di santo ne ha ben poso perchè tali non conoscono il sentiero che porta all'illuminazione ed alla pace e salvezza eterna, sono qui ad illuminarti e a cingerti verso l'illuminazione.
Detto ciò ascolta le mie parole e capirai. Gli esseri di luce siamo noi, angeli scesi dal cielo per conquistare qualcuno, conquistare nel detto verbo delle cose per portare chiarezza a tali uomini che in questo contesto non sanno ancora chi siamo.
Siamo come dei bagagli che portiamo a mano una serie di coincidenze chiamate tali ma che tali non sono, siamo nei meandri della nostra amina e delle nostre fatiscenze.
Siamo ciò che non siamo e siamo ciò che potremmo essere.
Siamo esseri di luce spirituali.
Ora voltati verso il passato e guardiamo indietro. cosa desideriamo di più dallo scoprire delle sensazioni.
E' un sentiero purtroppo in via d'estinzione perchè purtroppo gli uomini non sanno ascoltare ed amare.
Sanno solo tirarsi giù e vivere una vita che non è.
Non pochi sapranno e conosceranno la verità, ma se ti volti a guardarla la verità è dietro l'angolo.
E' più vicino di quanto credi, è più vicino di quello che ti aspetti, la verità è dentro ogni uomo che crede di poter sapere, fatto di pace e serenità.
Ora attendi e ascolta il tuo cuore, ascolta le tue sensazioni ascolta il tuo sapere e le risposte arriveranno.
Per oggi è tutto, ascoltati dentro e ci rivediamo presto. La Mano Santa ti accarezza ogni giorni non ti lascia mai sola in balia del buio perchè il buio è la luce e nella luce e nel buio ci sono anche io essere di luce.
Ho voluto condividere con voi perché è giusto che sappiate chi io sono e chi mi guida .

Laura

Saturday, August 30, 2025

IL CASO DI CARLOS DIAZ

 Di Mario Roccaraso


Nelle prime ore del 23 marzo 1981 Carlos Diaz, un giovane fotografo di Città del Messico, si è addentrato nella Foresta Nazionale di Ajusco nella “zona vulcanica” a sud della capitale. Una rivista gli aveva commissionato di fotografare un'alba in montagna, e per questo ha scelto un noto punto di osservazione.
Parcheggiò la macchina, aspettò l'alba. All'improvviso vide una luce arancione brillare dal pendio di fronte a lui. Prima pensò che fosse un incendio, ma poi riconobbe una cupola giallo-arancio. Era un UFO! Immediatamente ha afferrato la sua macchina fotografica, ha scattato una prima foto, quando il disco era proprio di fronte a lui. In questo momento il motore della sua auto si è spento. Diaz ha scattato la sua seconda foto prima di saltare fuori dall'auto, solo per vedere e fotografare come il disco stesse andando via a forte velocità.
Rapporto ufficiale;
Una mattina del gennaio 1981,
il fotografo messicano Carlos Diaz
si fermò in un parcheggio deserto
ad Ajusco Park vicino a Città
del Messico. Aveva un incarico per una rivista e aveva organizzato un incontro con un giornalista che doveva ancora arrivare.
Diaz era seduto nella sua macchina, preparando la sua macchina fotografica per il lavoro che li aspettava. Sebbene fosse mattina presto, l'aria era densa di umidità che rendeva scomodo anche stare seduti.
Impaziente, Diaz iniziò a guardare l'orologio. Improvvisamente, la sua attenzione fu catturata da uno strano bagliore giallo proveniente dalla valle sotto di lui. All'inizio pensò che fosse un incendio boschivo, ma, un istante dopo, la fonte di luce si rivelò essere un grande UFO arancione di forma ovale,
che si librava lentamente
a circa 30 metri dalla sua auto.
( Simone Alfarano )