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Friday, January 30, 2026

CHI È DIO?

Di Vito Di Paola


La risposta a questa domanda potrebbe tranquillamente valere un miliardo di dollari.

Per secoli è stato il territorio di teologi e mistici. Ma oggi, la fisica teorica e la cosmologia stanno bussando a quella stessa porta, cercando di dare un nome e una formula a ciò che abbiamo sempre chiamato Dio.

Non stiamo parlando di un uomo con la barba tra le nuvole, ma di una struttura, un'intelligenza o una legge che sottende tutto ciò che esiste.

La scienza non cerca più Dio nel cielo, ma nelle pieghe dello spazio-tempo e nei bit di informazione.

Adesso proveremo a spingerci oltre la ragione, oltre il muro di Planck. Ecco le teorie scientifiche più accreditate (e inquietanti) che cercano di spiegare l'architetto del cosmo.

Dio come "Codice"

La Teoria della Simulazione

Una delle ipotesi più discusse (sostenuta da menti come Nick Bostrom e accarezzata da Elon Musk) suggerisce che l'Universo non sia materia, ma computazione. In questo scenario, ciò che chiamiamo Dio è il Programmatore.

Se l'universo è governato da leggi matematiche precise e costanti fisiche finemente regolate, è possibile che siamo all'interno di una simulazione ultra-avanzata.

Dio è il SysAdmin: In questa prospettiva, i miracoli sarebbero 'patch' del sistema e le leggi della fisica il codice sorgente. Il 'divino' è l'intelligenza che ha impostato le condizioni iniziali del software cosmico.

Dio come "Informazione": Il Biocentrismo e l'Universo Partecipativo

Il fisico Robert Lanza e il leggendario John Wheeler hanno proposto che l'universo non esista indipendentemente dall'osservatore. È la coscienza a creare la realtà.

L'Universo Olografico: Dio potrebbe essere la Coscienza Collettiva o l'Informazione Pura che si manifesta attraverso di noi. Secondo il principio olografico, ogni parte dell'universo contiene l'informazione del tutto.

Il Grande Osservatore: Se la meccanica quantistica ci dice che una particella esiste solo quando viene osservata, Dio sarebbe l''Osservatore Ultimo' che mantiene l'universo in uno stato di esistenza coerente.

Dio come "Equazione": Il Panteismo Matematico

Per Albert Einstein e Baruch Spinoza, Dio si rivela nell'armonia ordinata di ciò che esiste. Non è un essere che interviene, ma la “Logica del Cosmo”.

La Teoria del Tutto: Molti fisici teorici, cercando la E = mc^2 definitiva che unisca gravità e meccanica quantistica, sentono di essere vicini a leggere 'la mente di Dio.

Fine-Tuning (Sintonizzazione Fine): La scienza osserva che se la forza di gravità o la massa dell'elettrone variassero di una frazione infinitesimale, l'universo collasserebbe o non formerebbe stelle. Questo 'ordine' è, per molti, la prova di un'Intelligenza Matematica intrinseca alla materia.

Dio come "Multiverso"

L'Autocreazione Quantistica

Alcune teorie suggeriscono che l'universo si sia creato dal nulla attraverso una fluttuazione quantistica. In questo caso, Dio è la Legge della Probabilità.

L'Universo che si Autogenera: Secondo Stephen Hawking, poiché esiste una legge come la gravità, l'universo può e si creerà dal nulla. Dio non è l'agente esterno, ma il meccanismo stesso della creazione spontanea che si ripete in infiniti multiversi.

Le ipotesi e le teorie per cercare di capire chi sia il creatore del tutto sono tante e alcune molto verosimili e affascinanti, ma alla fine, nessuna riesce davvero a convincere la logica umana.

La scienza, tuttavia, ha trovato qualcosa che gli somiglia terribilmente: un ordine così profondo, un'eleganza così sottile e una complessità così vasta da far tremare anche il più ateo dei ricercatori. Forse Dio è solo il nome che diamo a ciò che non abbiamo ancora tradotto in equazioni.

E tu cosa ne pensi? Chi è secondo te DIO?


Thursday, January 29, 2026

DEMONI TRASMESSI SESSUALMENTE... (Cosa significa davvero per gli empatici)

Di Anonimo


Lasciatemi parlare con quelli che sentono tutto...
Probabilmente avete già sentito questa frase:
"Demoni trasmessi sessualmente".
Sembra folle finché non la vivete.

Lasciate che ve la spieghi in parole semplici.

1. Non si tratta di malattia. Si tratta di ENERGIA.
Questo non è un termine medico.
Nessuno in ospedale vi diagnostica "MST - demoni".
Questo è il linguaggio di una chiesa di strada per qualcosa di molto reale:
Quando andate a letto con qualcuno, non state solo scambiando corpo.
State aprendo il vostro spirito e il vostro sistema nervoso a qualsiasi cosa porti con sé.

Se sono:

• freddi, crudeli, gelosi, dipendenti

• manipolatori, violenti, subdoli

• pieni di vergogna, odio per se stessi, vuoto

...non state solo condividendo una notte.

State condividendo il peso.

2. Per gli empatici, il sesso è una FUSIONE del sistema nervoso.
Quando ti corichi con qualcuno, il tuo corpo scarica:

• dopamina (ricompensa - "torna indietro")

• ossitocina (legame - "questa è la mia persona")

Il tuo sistema nervoso dice:

"Siamo al sicuro con loro. Attaccati."

Ma se l'energia di quella persona è oscura, il tuo sistema inizia a rispecchiare quell'oscurità:

• sbalzi d'umore che non ti appartengono

• pesantezza, confusione o rabbia improvvisa

• perdita di te stesso, perdita della tua pace

• sensazione di "strano" dopo essere stato con loro ma non riesci a spiegarne il motivo

I fedeli chiamano questo "demoni".

Gli psicoterapeuti lo chiamano "legame traumatico" e "contagio emotivo".

Io lo chiamo così:

Hai dormito con qualcuno la cui anima era sporca, e ora il tuo sistema nervoso sta pagando il conto.

3. "Un pezzo di loro rimane con te" non è solo una citazione.

Hai mai notato:

Stavi bene prima di loro.
Poi, dopo quella connessione sessuale:

• pensi come loro

• desideri come loro

• tolleri ciò che hai giurato di non accettare mai

Questo è ciò che la gente intende quando parla di "legame d'anima" o "demoni trasmessi sessualmente".
Stanno cercando di descrivere come la loro oscurità inizia a vivere dentro il tuo corpo.

Specialmente per gli empatici:

Non si catturano solo i sentimenti.
Si catturano le frequenze.

4. Ecco perché il tuo spirito odiava certe persone anche se il tuo corpo le desiderava.

Sei mai stato a letto con qualcuno e qualcosa nel profondo ti ha sussurrato:

"Non appartengo a questo posto".
Ma la chimica era pazzesca.
Il trauma era forte.
La solitudine era forte.
Quindi sei rimasto.
Poi più tardi ti ritrovi a combattere:

• una depressione che non è tua

• una rabbia che non è tua

• una vergogna che non è tua

È proprio questo che questo discorso sui "demoni sessualmente trasmissibili" cerca di metterti in guardia.

5. Come DISINTOSSICARSI da questo
Se sai di aver dormito con qualcuno che portava con sé l'oscurità, ecco cosa fare:

• Nessun contatto. Smetti di riaprire il portale che stai cercando di chiudere.

• Lascia che il tuo sistema nervoso si ripristini. Tempo, riposo, solitudine.

• Purificazione spirituale (se è il tuo percorso) – preghiera, digiuno, scrittura di un diario, sfogo.

• Indica ciò che non è tuo:
"Questa rabbia non è mia. Questa vergogna non è mia. L'ho presa da LORO."

• Ricostruisci i confini in modo da non continuare a barattare la tua pace con 20 minuti di attenzione.

6. La regola per gli empatici da seguire in futuro
Se la loro energia è caotica prima del sesso,
quella stessa energia vivrà nel tuo petto dopo il sesso.

Rileggilo.
Non sei fatto come tutti gli altri.
Sei sensibile, non debole.
Il tuo sistema nervoso è aperto, non rotto.
Questo è un dono, ma nel letto sbagliato diventa una maledizione.
Puoi chiamarli legami dell'anima.
Puoi chiamarli traumi.
Puoi chiamarli demoni trasmessi sessualmente.
Il linguaggio non ha importanza.

Sunday, January 25, 2026

ANGELI E ARCANGELI. JOHN DEE E IL LINGUAGGIO ANGELICO

Di Anonimo


John Dee, nacque nel 13 luglio del 1527 a Londra, e fu uno dei fondatori del Trinity College di Cambridge.

John Dee fu il perfetto intellettuale del suo tempo, un matematico, scienziato e astrologo al servizio della corte di Elisabetta I, che si ingrazio' con un oroscopo in cui le predisse l'ascesa al trono. Ebbe così accesso alla biblioteca reale inglese, la più ricca d'Europa, e ai suoi preziosi e rari manoscritti ermetici, come il De Occulta Philosophia di Cornelius Agrippa, il più completo testo magico rinascimentale e utilizzò il Libro di Soyga, un grimorio cifrato composto da 36 pagine di matrici di lettere creato utilizzando un complicatissimo algoritmo crittografico.

Dal 1582 le ricerche di Dee si concentrano sempre più su magia e spiritismo con l'obiettivo di svelare i misteri del cosmo.

In tali studi fu affiancato da un giovane alchimista di nome Edward Kelley, rivelatosi talentuoso medium.

Con la guida di Dee Kelley comunicava con spiriti attraverso un cristallo di quarzo e uno specchio nero.

Durante le innumerevoli e complicate sedute Kelley incontrava angeli e arcangeli che via via diedero istruzioni in un complesso e apparentemente indecifrabile sistema crittografico composto da sigilli e griglie alfanumeriche, che Dee trascriveva sotto dettatura di comunicazioni complicatissime, spesso lettera per lettera e con l'aiuto di tabelle cifrate.

Tale approccio geometrico-matematico per comunicare con le schiere angeliche svelava una lingua sconosciuta, perfetta e perduta, un linguaggio originario universale, il linguaggio adamico capace di unire i popoli della terra in una nuova comunione con il divino, la lingua enochiana, presentata da Dee come un dono divino all'umanità precipitata nel peccato e nell'ignoranza.

La lingua enochiana è fatta di 21 caratteri con i quali vengono composte 19 Chiavi o Chiamate Angeliche, simili a incantesimi di evocazione, i cui toni sono quelli dei salmi biblici e di contenuto apocalittico.

Quest'opera diviene il cuore pulsante del Risveglio della Magia, una scuola di corrente di esoterismo contemporaneo inglese che prese le mosse dall'Hermetic Order of the Golden Dawn, società segreta di stampo rosacrociano-massonico che mescolava il sistema angelico di John Dee a forme di magia cerimoniale di derivazione egizia.

Mac Gregor Mathers recupero' i manoscritti sino ad allora trascurati e li diffuse fra gli iniziati come base per la magia cerimoniale.

Sulle sue orme Aleister Crowley continuò l'opera di diffusione del materiale enochiano tra gli occultisti di tutto il mondo. Durante un viaggio nel deserto algerino recitò tutte le 30 invocazioni angeliche di Dee per accedere ad elevatissimi stati di estasi mistica, raggiungendo gli Aethyrs, e trovando la mescolanza di numerologia, ritualistica egizia e iconografia apocalittica che gli erano congeniali.

Saturday, January 24, 2026

GUSTAVO A. ROL RESUSCITA IL CUGINO FRANCO ROL (1953)

Di Anonimo


Franco Rol
Marina Ceratto, figlia dell’attrice Caterina Boratto (1915-2010), ha recentemente pubblicato un volume sulla sua amicizia con il regista Federico Fellini dove parla anche di G.A.Rol, da lei conosciuto già da bambina. Gli aneddoti non sono molti, tuttavia ve n’è uno inedito e molto significativo, che conferma – se ancora ce ne fosse bisogno – come Rol fosse un Grande Illuminato, come pochi altri Maestri nella storia.

In effetti, lo scrivente Franco Rol – nipote del Franco Rol di cui si parla nel racconto qui di seguito – si è spesso chiesto come mai non si conoscessero ancora testimonianze su questo tipo di “possibilità” nella biografia di G.A. Rol – far tornare in vita una persona deceduta, come Gesú con Lazzaro (Gv 11, 1-44) – visto che pur essendo una “siddhi” molto rara è tuttavia ben conosciuta dalla tradizione indù (e in misura minore da altre tradizioni) e compatibile appunto con le possibilità di un grande Maestro spirituale.

Ora questa “lacuna” è stata colmata, e porta il numero delle “possibilità” di G.A. Rol, che avevo classificato nel 2008 in numero di 49, a 50, una coincidenza anche simbolicamente appropriata.

Ecco il racconto:

«Mamma [Caterina Boratto] era rimasta legata a Rol, tramite gli amici Elsa e Nino Farina, il campione automobilistico, cui il sensitivo consigliava come impostare le gare sulle piste di tutto il mondo, tappa dopo tappa.

Quella sera [nel 1964] mia madre raccontò, fra lo stupore generale [presente anche Fellini], che Rol, da Torino, aveva fatto risorgere un cugino deceduto durante la Targa Florio a Palermo. Dato per morto da due medici diversi e mentre già era stata allestita la cerimonia funebre nella Cattedrale, mio padre [Armando Ceratto] vide il defunto sollevarsi piano piano dalla cassa, e le candele vibrare per il suo respiro improvviso. Gli amici intorno riuniti fecero appena in tempo a dire “Mai visto Franco con una così bella cera!” che rimasero senza parole. Il morto si era seduto nella bara e si guardava intorno disperato e stupito.
Tanto che si era ridisteso, desiderando in cuor suo esser morto per sempre, poiché pur essendo un uomo di grande ingegno e fortuna economica, era sommamente infelice e anni dopo [nel 1977] si suicidò gettandosi in mare.

Rol ebbe a dire: “Ho potuto salvarlo una volta, non due! Decide sempre e solo Dio il nostro destino”.
Mi disse come il miracolo fosse stato ottenuto prevedendone la morte e supplicando la sua salvezza da Gesù. In seguito il cugino era completamente sfuggito alla sua vista e al suo potere.»

(Ceratto Boratto, M., “La cartomante di Fellini. L’uomo, il genio, l’amico”, Baldini+Castoldi, Milano, 2020, pp. 162-163)

Chiariremo qui subito alcuni punti (oltre alle parentesi quadre già aggiunte) riservandoci maggiori approfondimenti in altra sede.
Parlando direttamente con l’autrice, ci ha intanto chiarito che la Cattedrale era quella di Palermo.
Premettiamo che lo scrivente, cosí come mia mamma Raffaella, figlia di Franco, non conoscevamo questa storia. M. Ceratto non riferisce l'anno, ma si tratta del 1953, quando al Giro di Sicilia, XXXVII edizione della Targa Florio, mio nonno Franco Rol – industriale nel settore chimico e pilota di automobilismo – uscì fuori di strada precipitando da una scarpata e fu portato in condizioni gravissime prima all’ospedale di Castelvetrano e in seguito in una clinica di Palermo.

L'incidente era avvenuto al mattino di domenica 12 aprile. Nel tardo pomeriggio Franco aveva perso conoscenza, e risulta dai giornali dell’epoca che la riprese solo il giorno successivo (lunedì 13 aprile) nel pomeriggio, quindi circa 24 ore dopo.
La sera di domenica e la notte di lunedì, mia nonna Elda con altre persone da Torino, e altri amici di Franco da Milano, andavano al capezzale del moribondo a Palermo.
È in questo lasso di tempo che deve essere collocato l'episodio di cui riferisce Marina Ceratto.
Mia mamma nel 1953 era poco piú che una neonata e quindi non è stata resa partecipe di questa vicenda. Non ricorda che da adulta se ne sia parlato. Ma la cosa non è sorprendente, perché, per strano che possa sembrare, quasi mai nella mia famiglia si parlava delle “possibilità” di Gustavo, erano considerate “routine” sia da mia nonna che da mia mamma (su questo dirò maggiormente in altra sede).
Probabilmente i medici diedero per morto Franco a tarda sera o nella notte. In una fase avanzata della notte o al mattino del giorno seguente sarebbe stata allestita la veglia funebre nella Cattedrale, che sarebbe stata quindi la camera ardente. Il funerale si sarebbe certamente poi svolto a Torino nei giorni successivi.
I giornali dell’epoca però, per lo meno “La Stampa”, non menzionano la Cattedrale (e neanche il “ritorno alla vita”). Ci sono due possibilità: premesso necessariamente che il fatto sarebbe rimasto conosciuto solo da quella ristretta cerchia di familiari e amici (incluso il padre di M. Ceratto) che erano intorno alla bara aperta (come è solito nelle veglie funebri), la resuscitazione (a distanza, visto che Gustavo non era lì presente) sarebbe anche potuta accadere direttamente in una stanza della clinica adibita a camera ardente (e magari la Cattedrale era rimasta solo al livello di ipotesi, poi non concretizzatasi.) Oppure, effettivamente il fatto è avvenuto in Cattedrale, ma i protagonisti si sono ben guardati dal renderlo pubblico, men che meno ai giornali.
Circa l'ultima frase, cioè che Franco in seguito fosse «completamente sfuggito alla sua vista e al suo potere» non può significare che non si videro piú, perché si frequentarono ancora (anche se mio nonno in effetti non stava molto a Torino, per lavoro viaggiava spesso), ma forse che Gustavo non avesse piú presa su di lui. Tra l'altro, Franco scansava in genere gli incontri di “esperimenti”, era qualcosa che non lo interessava e ne aveva una specie di timore.

🜂 JOHN DEE – IL SAPIENTE DELLA SOGLIA 🜂 - Scienza, Magia e Angeli nel cuore del Rinascimento

Di Anonimo


“Ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa Una.”

— Tabula Smaragdina

🜂 John Dee fu un uomo di confine.

Tra visibile e invisibile.

Tra numero e simbolo.

Tra Verbo e silenzio.

Per lui scienza, magia e fede non erano opposti, ma tre volti della stessa Verità.

☉ Nato a Londra il 13 luglio 1527, sotto il segno del Leone, Dee incarna l’energia solare di Tiphereth, il cuore dell’Albero della Vita. Figlio di un artigiano della corte di Enrico VIII, mostrò fin da giovane una vocazione assoluta allo studio e alla conoscenza sacra.

A soli quindici anni entra a Cambridge. Vive come un asceta del sapere: nei suoi diari racconta giornate di studio che arrivano a 18 ore consecutive. Matematica, astronomia, filosofia, simbolismo: per Dee il sapere è un atto sacro.

Viaggia in Europa e incontra Gerardo Mercatore, entrando in contatto con le menti più avanzate del suo tempo. Il numero, per lui, non è astrazione: è linguaggio divino.

Tornato in Inghilterra viene accusato di stregoneria, ma le accuse cadono. Con l’ascesa di Elisabetta I, tutto cambia. Dee diventa il suo astrologo e consigliere personale, scegliendo persino la data astrologica dell’incoronazione.

Secondo fonti storiche, Dee organizza una rete segreta di informazione al servizio della Corona. Il suo nome in codice? 007. Un numero che diventerà leggenda.

Dal 1581 inizia la fase più misteriosa. Insieme al medium Edward Kelley, Dee entra nel campo della teurgia angelica. Le entità evocate non sono spiriti emotivi, ma Intelligenze cosmiche, simili ai Malakhim della Qabbalah.

Sigillum Dei Æmeth
Nasce così la Magia Enochiana:

• un alfabeto sacro

• una lingua angelica

• sigilli e sistemi rituali complessi

Secondo Dee, questa lingua precede la Caduta ed è affine alla Lingua Adamica: ogni lettera crea ciò che nomina.

Al centro dei rituali compare il Sigillum Æmeth, il Sigillo della Verità.

Æmeth = אמת

Aleph (Principio) – Mem (Flusso) – Tav (Compimento)

Un sigillo che protegge, ordina e separa il sacro dal profano, come il Velo del Tempio.

La fama di Dee e Kelley attraversa l’Europa. Invitati in Polonia dal nobile Albert Laski per la ricerca della Pietra Filosofale, iniziano però il declino: sospetti, fallimenti, rottura definitiva tra i due.

Tornato in Inghilterra, Dee subisce il saccheggio della sua immensa biblioteca. Nonostante tutto, Elisabetta I continua a proteggerlo, nominandolo cancelliere di San Paolo e poi sovrintendente del Christ College di Manchester.

Nel 1605 la peste colpisce Manchester. Dee perde quasi tutta la famiglia. Rimane solo, povero, dimenticato. È la Nigredo finale, la dissoluzione dell’io prima della reintegrazione. Muore nel 1608 a Mortlake.

Cristiano devoto, ma profondamente ermetico, Dee vede nella matematica il linguaggio di Dio, nell’astronomia l’ordine cosmico, nella magia il mezzo di dialogo con le forze superiori.

🜁 Nella Monas Hieroglyphica racchiude l’universo in un solo glifo: Sole, Luna, Mercurio, Croce degli elementi e Fuoco primordiale. È l’immagine della Kether cabalistica, la Corona non manifestata.

🜃 Per John Dee l’alchimia non è fare oro, ma diventare oro.

Purificare l’anima.

Elevare la coscienza.

Risalire da Malkuth a Kether.

Secondo il principio eterno: V.I.T.R.I.O.L.

Oggi John Dee è riconosciuto come:

• precursore dell’occultismo moderno

• fondamento della magia cerimoniale

• ponte tra Qabbalah, Ermetismo e Cristianesimo

Su Il Grimorio, John Dee è il Magus Iniziato: colui che conosce, osa, vuole e tace.

Chi conosce il Numero conosce il Nome.

Chi conosce il Nome governa la Forma.

CHE COS’È IL MALOCCHIO?

Di Monia Mo Calli

Il malocchio attraversa i secoli come una presenza silenziosa, insinuandosi tra superstizione, religione e cultura popolare. È una delle credenze più antiche del bacino mediterraneo e del Medio Oriente, e ancora oggi sopravvive nel linguaggio quotidiano, nei gesti apotropaici e nei rituali tramandati soprattutto per via orale. Nonostante la modernità e il progresso scientifico, il malocchio continua a occupare uno spazio simbolico importante, soprattutto nelle società dove il confine tra sacro, destino e relazioni umane resta fortemente sentito.

Secondo gli studi di antropologia culturale, il malocchio nasce dall’idea che lo sguardo umano possa possedere un potere distruttivo. L’antropologo Ernesto de Martino, nel suo lavoro sul folklore dell’Italia meridionale, descrive il malocchio come una forma di aggressione simbolica: non un atto consapevole di magia nera, ma un’emanazione involontaria di invidia, desiderio o ostilità. È lo sguardo, carico di emozioni negative, a diventare il veicolo del danno. Questa concezione è condivisa da molte culture antiche: già nella Grecia classica si parlava di baskanía, mentre i Romani temevano il fascinatio, un’influenza maligna capace di colpire persone, animali e persino raccolti.

Il malocchio, nella tradizione popolare, non richiede necessariamente un rituale complesso per essere “compiuto”. Spesso si genera in modo spontaneo: un complimento non accompagnato da una formula protettiva, uno sguardo insistente su qualcosa di desiderabile, l’invidia per la fortuna altrui. Proprio per questo è considerato particolarmente pericoloso, perché può provenire anche da persone vicine, inconsapevoli del danno che stanno causando. James George Frazer, nel celebre Il ramo d’oro, colloca il malocchio all’interno della cosiddetta “magia simpatica”, dove il contatto, anche solo visivo, stabilisce una connessione invisibile tra chi guarda e chi è guardato.

I sintomi attribuiti al malocchio variano da cultura a cultura, ma presentano sorprendenti somiglianze. Malessere improvviso, stanchezza persistente, mal di testa, insonnia, perdita di appetito, sfortuna ripetuta. Nei bambini, secondo la tradizione, può manifestarsi con pianti continui e irrequietezza. Dal punto di vista antropologico, questi segnali vengono interpretati come una risposta psicosomatica a uno stato di ansia o stress, incanalato però attraverso una lettura simbolica condivisa dalla comunità.

Per contrastare il malocchio, le società tradizionali hanno sviluppato una vasta gamma di pratiche di difesa. Amuleti come il corno rosso in Italia, l’occhio di Nazar in Turchia e Grecia, o i gesti rituali delle mani servono a “riflettere” lo sguardo maligno. In molte regioni italiane sopravvive ancora il rito della “lettura dell’olio”, una pratica di origine antica in cui alcune gocce d’olio versate nell’acqua vengono interpretate come segni della presenza del malocchio. De Martino osservava come questi rituali avessero una funzione fondamentale: ristabilire l’ordine simbolico e offrire alla persona colpita un senso di controllo e protezione.
La Chiesa cattolica ha storicamente assunto una posizione ambivalente. Da un lato ha condannato il malocchio come superstizione pagana; dall’altro ha assorbito alcune pratiche sotto forma di preghiere, benedizioni e invocazioni contro il male. Questo compromesso ha permesso alla credenza di sopravvivere, trasformandosi e adattandosi al contesto religioso dominante.
Oggi il malocchio non è più riconosciuto come fenomeno reale dalla scienza medica, ma continua a essere studiato come fatto sociale e culturale. Sociologi e antropologi concordano sul fatto che esso funzioni come una metafora delle tensioni umane: l’invidia, la competizione, la paura del giudizio altrui. In un mondo sempre più esposto allo sguardo degli altri dai social network alla vita pubblica il malocchio sembra aver trovato nuove forme di espressione, pur mantenendo intatta la sua struttura simbolica.
Più che una forza oscura, il malocchio appare dunque come uno specchio delle fragilità umane. Racconta il bisogno di spiegare l’imprevisto, di dare un volto alla sfortuna e di proteggere ciò che si ama. È una storia antica, che continua a essere narrata non perché sia vera in senso scientifico, ma perché è profondamente vera nel modo in cui gli esseri umani cercano di dare senso al mondo.

L'INQUIETUDINE SPIRITUALE DI QUESTO SECOLO

Di Samael Aun Weor


L'inquietudine spirituale di questo secolo è iniziata certamente con la Maestra Helena Petronila Blavatsky. Non voglio dire che non ci fossero state scuole esoteriche nei secoli precedenti; quello che sto facendo notare è che l'inquietudine esoterica contemporanea è iniziata con il lavoro iniziato da questa Maestra.

Lei era davvero allo Shangrila e il suo Maestro o Guru era il grande Maestro Kout Humi. Da giovane si sposò con il vecchio conte Blavatsky, con il quale non fece vita coniugale; rimase al suo fianco solo per pochi mesi, viaggiando con lui attraverso l'Egitto, l'India e il Tibet, perché all'epoca era molto mal visto che una donna viaggiasse da sola. Durante questi viaggi, ha incontrato il suo Maestro.

Che possedeva poteri straordinari? È vero! Che era legata, spiritualmente e personalmente, ai Maestri del Tibet? È vero! Scrisse opere notevoli come «La Dottrina Segreta», «Isis senza Velo», «La Voce del Silenzio», ecc. Le dure sofferenze che ha dovuto sopportare sono dovute proprio alla difficile missione che gli è stata affidata: quella di convincere gli scettici, a coloro che hanno dato prova dei loro notevoli poteri psichici. Lei fu il motivo per cui l'inglese Sinnet e il maestro Kout Humi iniziarono una corrispondenza molto importante. Una volta, su richiesta dell'inglese, il Maestro rispose: «Sei sicuro che se mi vedesse personalmente, non perderebbe l'interesse che ha per la mia corrispondenza? » Così conosciamo la sapienza dei Maestri! Vi assicuro che se vedeste qui il Maestro Hilarión, o Moria, o il conte San Germán; se veniste a vivere qui con noi, nel nostro ambiente, i primi giorni non uscireste da quelle case: i cinque milioni di pseudo-occultisti, spiritualisti e simpatizzanti, si deviverebbero per conoscere i Maestri. Dopo, chissà se anche il saluto li toglierebbero! Affiliati o simpatizzanti di questi studi, ce ne sono per milioni, ma al momento del test, quando si tratta di dover davvero risolvere, di doversi definire, in verità, dall'essere o non essere della filosofia, tutti vedono la cosa così grave che fuggono senza paura, no Ne rimane uno. La maggior parte della gente cerca questi studi per divertimento, come chi va ai tori o al cinema. La maestra Helena Petronila Blavatsky ha dovuto subire molte vessazioni e umiliazioni, nonostante abbia fatto prodigi e meraviglie (dimostrando i suoi poteri) per convincere gli increduli. Questa è stata la sua missione, peraltro molto dura, perché quando si sono convinti dieci increduli, ne arrivano mille; quando ne sono convinti mille, ne arrivano diecimila, e così quando finiremo di convincere gli increduli?
Noi, da parte nostra, stiamo compiendo una missione importante: consegnare il messaggio all'umanità. E nel nostro caso concreto, non ci dedicheremo mai a convincere gli increduli; ci dedicheremo esclusivamente a formare l'Esercito della Salvezza mondiale e a lavorare secondo il Circolo Conscio dell'Umanità Solare, sui piani di una nuova civiltà e di una nuova cultura.
Anche se facciamo questo lavoro da 35 anni, credo che stiamo iniziando. Ci sono circa 5 milioni di gnostici sparsi nel mondo che studiano la nostra dottrina. Tuttavia, credo che siamo all'inizio di questa grande opera. Il messaggio che dobbiamo trasmettere è diviso in tre parti. La prima è il Kinder, la seconda è l'istruzione superiore contenuta nei "Messaggi di Natale" di ogni anno e un terzo è più importante.

Non cercherò di convincere gli increduli, non sprecherò tempo con cose inerti. Chi vuole accettare la dottrina, la accetti: chi la vuole respingere, la respinga; che ognuno la interpreti, con la propria mente, come bene vuole. Chi vuole credere, chi crede; chi non vuole credere, non crede (questo non ci interessa).

Ovviamente, non possiamo aspettarci che l'anticristo della falsa scienza si faccia torcere, così perché sì. Li conosciamo molto bene; sappiamo che i loro seguaci sono superbi, credono di sapere tutto. La cosa più sicura è che lanceranno contro di noi i loro attacchi e la loro bava diffamatoria, ma questo non ci importerà. A noi non succederà ciò che Madame Blavatsky, che l'hanno uccisa con tante calunnie, che è morta di tristezza, e per questo la chiamano «la grande martire del secolo scorso». Non ci faranno male le calunnie della gente. «Non sono più perché mi lodano, né meno perché mi vituperano; io sono sempre ciò che sono». Quindi se dicono, che dicano; se non dicono, non dicano. Una sola cosa è quella che ci interessa: consegnare il messaggio e basta!
Parliamo così, supportati dall'esperienza. Potremmo dare molte dimostrazioni, ma non ha senso. Convincere gli increduli è un grande errore. Questo è stato esattamente ciò che ha portato alla morte Madame Blavatsky. È chiaro che la donna è squisitamente sensibile e vedendola così vegliata pubblicamente, umiliata e calunniata, si è ammalata ed è morta.
Sappiamo dunque cos'è l'umanità. Conosciamo quel sorriso sottile degli increduli. E abbiamo già detto, in precedenza, che se oggi convinciamo diecimila scettici, domani ne arriveranno un milione e non termineremo mai questo compito assurdo.
Noi siamo, in questo senso, più pratici: consegniamo le chiavi affinché ognuno si convinca da solo. Se qualcuno vuole convincersi, che sperimenti nella propria pelle e non nella nostra.
Insegniamo, per esempio, come uscire nel Corpo Astrale, affinché ognuno si convinca da solo. Insegniamo il sistema per inserire il corpo fisico nella quarta dimensione, affinché ognuno vada in carne e ossa, a sperimentare le cose dell'ultra. Così, coloro che vogliono vedere, ascoltare e palpare le grandi realtà dei mondi superiori, dovranno prendersi la briga di lavorare su se stessi.
Vi consegniamo i segreti del Grande Arcano e la dottrina scritta in molti libri che si trovano già in molte parti del pianeta Terra. Stiamo facendo il lavoro affidatoci dal Circolo Conscio dell'Umanità Solare: formare il Movimento Gnostico, e questo sarà sempre più potente. Molte, migliaia di persone studiano i nostri libri e si moltiplicheranno molto di più in futuro.
Abbiamo intrapreso una grande campagna pubblicitaria in tutta l'America Latina, gli Stati Uniti, il Canada, l'Europa, l'America e l'Asia; abbiamo lanciato Missionari in tutte le direzioni, e questi prendono la parola nelle Università, nelle Case Culturali, Radio, Televisione, case di famiglia, ecc. , e che inoltre fondono scuole dove si studiano i grandi misteri e gli aspetti scientifici del cosmo infinito.
Intendiamo creare l'Esercito della Salvezza Mondiale. Che c'è di reazionari? È vero! Sapete che ci sono molte scuole di tipo pseudo-esoterico o pseudo-occultista, che ancora sono fedeli alle teorie del passato e che non accettano nulla di nuovo. Dobbiamo lasciarli in pace con i loro piani antiquati e stantii. Noi siamo rivoluzionari e i reazionari non potranno stare con noi. I nostri insegnamenti sono rivolti a coloro che accettano la rivoluzione della coscienza.
Abbiamo bisogno della liquidazione o della disintegrazione dell'Ego; abbiamo bisogno che gli aggregati psichici scompaiano completamente, per liberarci dall'errore e dal dolore. Perché, in realtà, l'animale intellettuale erroneamente chiamato uomo, l'unica cosa che ha (la cosa più decente) è l'Essenza, il materiale psichico, che non è altro che una frazione dell'anima umana (la Mana Superiore della Teosofia). Cioè, l'umanoide non possiede ancora Alma.
In ogni caso, la cosa più importante nella vita dell'essere umano è diventare un vero uomo, un «cambero» (che significa «saggio» o «santo»), nel senso più completo della parola. È chiaro che, per essere saggio e santo, bisogna morire in se stesso, perché altrimenti è impossibile diventare un «cambero».
La triade immortale: Atman-Buddhi-Manas, è citata in molti testi sacri, ma chi l'ha incarnata? Il fatto che molti iniziati (in passato) non abbiano rivelato tutta la verità, è stato necessario. Bisognava parlare come hanno fatto loro, per suscitare l'interesse del pubblico. Forse se prima fosse stato chiarito che l'essere umano non ha ancora incarnato la sua Anima umana, e che ha solo una frazione di Alma rinchiusa nell'Ego, la gente avrebbe rifiutato questa verità.
Il Dr. Rudolf Steiner (nel 1912) profetizzò che «verrebbe un insegnamento di tipo superiore» e ovviamente si sta già facendo. Prima bisognava preparare l'ambiente, e ovviamente è già pronto. Solo così si poteva dare all'umanità questo insegnamento superiore.
Sappiamo che l'Essenza è una frazione di Anima, ma con questa frazione possiamo elaborare ciò che il Tao chiama «Embrione Aureo». Questo Embrione Aureo viene a stabilire in noi un perfetto equilibrio tra materiale e spirituale. Ma non è possibile elaborare un tale embrione, se prima non abbiamo liberato l'Essenza che si trova imbottigliata all'interno dell'Ego, dell'Io, del me stesso. Disintegrando l'Ego, l'Essenza o il Buddhata si trasforma nell'Embrione Aureo.
Solo una persona che possiede l'Embrione Aureo è cosciente. Chi riesce a creare dentro di sé il meraviglioso Embrione Aureo, si risveglia in tutte le regioni o mondi dello spazio e incarna la sua triade immortale. Senza dubbio, chi raggiunge questo scopo, diventa un uomo legittimo, un Adepto del Circolo Conscio dell'Umanità Solare. Questo è tutto!