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Friday, February 6, 2026

NEL COSMO LE DISTANZE NON ESISTONO

Di Sergey Rostovskij


Vi ricordo un curioso post di 2 anni fa. A me piace questa idea, perché è probabile che i milioni di anni luce esistano soltanto per noi chiusi nella gabbia 3D.

“ Non avete mai riflettuto sul perché nelle mitologie di molti popoli ci siano così tanti racconti sull’origine delle stelle che vediamo nel cielo? Come sono nate, cosa erano prima, e perché le avevano messe lì.

È un gigantesco materiale che stona con le “conoscenze” dell’uomo moderno. Ci sembra assurdo credere che i sistemi stellari e le galassie abbiano a che fare con le favole che raccontavano i vecchi.

Tutti sanno delle gigantesche distanze tra le stelle e dei milioni anni luce. Ci credete? Allora ascoltatemi.

Controllate i vostri sentimenti, leggendo il questo paragrafo.

la resistenza del vostro sistema nervoso potrebbe causare una reazione confusa. Ma non arrendetevi, ok?

Tutto il firmamento che vediamo non è vero.

È stato disegnato. Lo sto dicendo sul serio. Nessuno ci mostrerebbe quello vero. Siete in un planetario grande come il Sistema Solare. Ma non è tutto. Il Sistema Solare non è come credete, e non si tratta solo delle distanze.

Le distanze nel cosmo non esistono. Non ci sono. Avete sentito che nel Cosmo c'è il vuoto. E ora riflettete: quali distanze ci possono essere, nel vuoto?

Lasciamo perdere subito delle argomentazioni che affermano che non si tratti di un vuoto assoluto. Vero, non è un vuoto assoluto. C’è la polvere, le particelle... lo dicono i fisici. Ma cosa c’entrano le particelle e la polvere se parliamo del sistema della coordinate?

Sopra, sotto, a destra, a sinistra. Dovreste capire che se tutti sistemi stellari, le galassie e l’Universo stesso si trovano in un continuo movimento, con la rotazione dei sistemi stellari intorno al centro della galassia, e delle galassie attorno al centro dell’Universo, significa che non possiamo costruire un normale sistema delle coordinate in un vuoto che divide tutte queste strutture! ..

...Ora vi ricordo di due fatti noti.

1. Il programma Voyager, dicono fosse realizzato dagli americani, con Voyager 1 e 2, nel 1977. Hanno lasciato i pianeti giganti, e, secondo la Nasa, il Voyager 2 ha lasciato il Sistema Solare. Erano partiti negli anni 70, quando non esistevano nemmeno i computer decenti. Pesavano circa 700 kg. Come capite da soli, la massa di 700 kg non può includere un sistema di alimentazione serio, conforme a quegli anni.

Vi diranno delle batterie solari... a questa distanza dal Sole? Ma continuano a volare, a fotografare e a trasmettere sulla Terra le foto delle stelle e dei pianeti, delle comete e degli asteroidi. E badate, nessun asteroide li ha mai colpiti, e il sistema operativo non ha mai fallito (Windows 15?) È bella, la favola?

2. La grandezza delle stelle delle costellazioni lontane. Avete mai pensato perché nel cielo notturno le dimensioni del Giove e la dimensione di una qualsiasi stella lontana miliardi di km, siano uguali? Prendiamo lo stesso Sirio dal quale, secondo i paleo canalizzatori, fossero venuti gli extraterrestri. Sirio dista da noi 8,5 anni luce. Un anno luce = 9 460 730 472 580 km.

Immaginate quanto ci sarebbe da camminare, per raggiungere Sirio. Brilla 22 volte più forte del Sole, dicono. Se diamo per scontate queste affermazioni, lo sguardo umano non deve vedere Sirio sul cielo. Voi non vedete i microbi, e anche Sirio, se credere all’esistenza di queste distanze, non ci deve essere sul cielo notturno. Guardate dalla finestra di un grattacielo: già a 100 m di altezza le persone sembrano dei puntini, e le auto come degli insettini. E poi pensate alla quantità di km fino a Siro, e riflettete.

E l’ultima cosa che vi voglio dire. Nello spazio interstellare c’è il vuoto, e non ci sono le distanze.

"IL VENTO COSMICO COME IL VENTO NELL'OCEANO"

"Si può dire che nel Cosmo è tutto più vicino di quanto affermino gli accademici. E viaggiare nel cosmo è molto più facile di quanto dicano. Ciò che conta in questi viaggi è la stessa cosa che conta nei viaggi in mare. Il vento. Il portatore della polvere cosmica. Il vento cosmico, come il nostro terreste, ha la stessa natura, sorge a causa delle forze gravitazionali, e questo da noi nascondono.

Nel cosmo, sui confini delle forze gravitazionali di tutte le sue parti (pianeti, stelle, buchi neri) sorgono continuamente i flussi mobili della Forza, i venti cosmici. Ma, ad ogni modo, questi flussi si uniscono e si dirigono verso la massa gravitazionale maggiore, e si tratta del Centro dell’Universo.

E voi pensate che i Voyager potessero attraversare tutto il sistema solare? No, andavano alla deriva, secondo il programma del loro autopilota. Un programma che nessun scienziato terrestre degli anni 70 avrebbe potuto scrivere da solo...”

LA STORIA DI LUCIFERO, L'ANGELO CADUTO

Di Anonimo


In principio, prima che l'umanità fosse formata e prima che la terra stessa venisse all'esistenza, c'era un angelo di straordinaria bellezza e splendore chiamato Lucifero. Il suo nome significava "portatore di luce", poiché brillava come una stella del mattino tra le schiere celesti. Dio lo adornò di saggezza, splendore e onore. Camminava tra le pietre di fuoco, radioso e impeccabile in tutte le sue vie fin dal giorno in cui fu creato.
Ma in mezzo a questa gloria, un seme di oscurità cominciò a crescere.
Lucifero osservò la propria bellezza, la propria saggezza e il proprio potere, e l'orgoglio lentamente gli riempì il cuore. Colui che era stato creato per riflettere la gloria di Dio iniziò a desiderare la gloria per sé stesso. L'orgoglio generò l'ambizione, e l'ambizione generò la ribellione.

Lucifero disse nel suo cuore:

"Salirò in cielo.

Innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio.

Sederò sul monte dell'assemblea.

Salirò sopra le nuvole.

Sarò come l'Altissimo".

Con questo desiderio di elevarsi al di sopra del suo Creatore, Lucifero convinse un terzo degli angeli a unirsi a lui. E così scoppiò una guerra in cielo: non di spade ed eserciti, ma di verità contro inganno, lealtà contro ribellione, luce contro tenebre. Alla testa degli angeli fedeli c'era l'Arcangelo Michele, il potente guerriero di Dio. Il suo grido echeggiò in tutto il cielo:

"Chi è come Dio?"

Lucifero e i suoi seguaci, sebbene potenti, non riuscirono a sopraffare Colui che li aveva creati. La giustizia di Dio si diffuse nei cieli e gli angeli ribelli furono scacciati. Lucifero cadde come un fulmine, privato della gloria, distorto dal suo stesso orgoglio. Non più la stella splendente del mattino, divenne Satana, l'avversario, l'accusatore, l'ingannatore, il nemico delle anime. Bandito dal cielo, Satana ora vaga per il mondo, cercando di condurre gli altri alla stessa ribellione che lo ha distrutto. Tenta, mente e divora, ma il suo tempo è limitato. La Scrittura promette che un giorno affronterà il suo giudizio finale e sarà gettato per sempre nello stagno di fuoco, dove il male non esisterà più.

Lezione della storia

La caduta di Lucifero ci insegna che:

L'orgoglio è la radice di ogni caduta. Non importa quanto siamo dotati o benedetti, l'orgoglio può distruggerci dall'interno.

Tutto ciò che siamo viene da Dio. Dimenticare il Creatore porta alla distruzione.

La ribellione contro Dio non porta mai libertà, solo schiavitù.

Umiltà, obbedienza e fedeltà ci mantengono nella luce di Dio.

Lucifero ci ricorda che il nemico più pericoloso non è fuori di noi, ma l'orgoglio che può crescere dentro di noi se non stiamo attenti.

I migliori versetti biblici sulla caduta di Lucifero

Questi sono i versetti più chiari e potenti che descrivono la caduta di Lucifero e il destino di Satana:

Isaia 14:12–15

"Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell'aurora!

Come mai sei stato steso a terra...

Perché dicevi in ​​cuor tuo: "Salirò in cielo... sarò simile all'Altissimo".

Eppure sarai precipitato nello Sceol".

Ezechiele 28:17

"Il tuo cuore si è insuperbito per la tua bellezza,

e hai corrotto la tua sapienza per il tuo splendore.

Perciò ti ho gettato a terra".

Apocalisse 12:7–9

"E scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combatterono contro il dragone...

Ma il dragone e i suoi angeli non prevalsero...

Così il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, fu gettato giù".

Luca 10:18

"Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore".

Apocalisse 20:10

"E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco...

e saranno tormentati giorno e notte nei secoli dei secoli".

Non lasciarti sopraffare dall'orgoglio.

Friday, January 30, 2026

CHI È DIO?

Di Vito Di Paola


La risposta a questa domanda potrebbe tranquillamente valere un miliardo di dollari.

Per secoli è stato il territorio di teologi e mistici. Ma oggi, la fisica teorica e la cosmologia stanno bussando a quella stessa porta, cercando di dare un nome e una formula a ciò che abbiamo sempre chiamato Dio.

Non stiamo parlando di un uomo con la barba tra le nuvole, ma di una struttura, un'intelligenza o una legge che sottende tutto ciò che esiste.

La scienza non cerca più Dio nel cielo, ma nelle pieghe dello spazio-tempo e nei bit di informazione.

Adesso proveremo a spingerci oltre la ragione, oltre il muro di Planck. Ecco le teorie scientifiche più accreditate (e inquietanti) che cercano di spiegare l'architetto del cosmo.

Dio come "Codice"

La Teoria della Simulazione

Una delle ipotesi più discusse (sostenuta da menti come Nick Bostrom e accarezzata da Elon Musk) suggerisce che l'Universo non sia materia, ma computazione. In questo scenario, ciò che chiamiamo Dio è il Programmatore.

Se l'universo è governato da leggi matematiche precise e costanti fisiche finemente regolate, è possibile che siamo all'interno di una simulazione ultra-avanzata.

Dio è il SysAdmin: In questa prospettiva, i miracoli sarebbero 'patch' del sistema e le leggi della fisica il codice sorgente. Il 'divino' è l'intelligenza che ha impostato le condizioni iniziali del software cosmico.

Dio come "Informazione": Il Biocentrismo e l'Universo Partecipativo

Il fisico Robert Lanza e il leggendario John Wheeler hanno proposto che l'universo non esista indipendentemente dall'osservatore. È la coscienza a creare la realtà.

L'Universo Olografico: Dio potrebbe essere la Coscienza Collettiva o l'Informazione Pura che si manifesta attraverso di noi. Secondo il principio olografico, ogni parte dell'universo contiene l'informazione del tutto.

Il Grande Osservatore: Se la meccanica quantistica ci dice che una particella esiste solo quando viene osservata, Dio sarebbe l''Osservatore Ultimo' che mantiene l'universo in uno stato di esistenza coerente.

Dio come "Equazione": Il Panteismo Matematico

Per Albert Einstein e Baruch Spinoza, Dio si rivela nell'armonia ordinata di ciò che esiste. Non è un essere che interviene, ma la “Logica del Cosmo”.

La Teoria del Tutto: Molti fisici teorici, cercando la E = mc^2 definitiva che unisca gravità e meccanica quantistica, sentono di essere vicini a leggere 'la mente di Dio.

Fine-Tuning (Sintonizzazione Fine): La scienza osserva che se la forza di gravità o la massa dell'elettrone variassero di una frazione infinitesimale, l'universo collasserebbe o non formerebbe stelle. Questo 'ordine' è, per molti, la prova di un'Intelligenza Matematica intrinseca alla materia.

Dio come "Multiverso"

L'Autocreazione Quantistica

Alcune teorie suggeriscono che l'universo si sia creato dal nulla attraverso una fluttuazione quantistica. In questo caso, Dio è la Legge della Probabilità.

L'Universo che si Autogenera: Secondo Stephen Hawking, poiché esiste una legge come la gravità, l'universo può e si creerà dal nulla. Dio non è l'agente esterno, ma il meccanismo stesso della creazione spontanea che si ripete in infiniti multiversi.

Le ipotesi e le teorie per cercare di capire chi sia il creatore del tutto sono tante e alcune molto verosimili e affascinanti, ma alla fine, nessuna riesce davvero a convincere la logica umana.

La scienza, tuttavia, ha trovato qualcosa che gli somiglia terribilmente: un ordine così profondo, un'eleganza così sottile e una complessità così vasta da far tremare anche il più ateo dei ricercatori. Forse Dio è solo il nome che diamo a ciò che non abbiamo ancora tradotto in equazioni.

E tu cosa ne pensi? Chi è secondo te DIO?


Thursday, January 29, 2026

DEMONI TRASMESSI SESSUALMENTE... (Cosa significa davvero per gli empatici)

Di Anonimo


Lasciatemi parlare con quelli che sentono tutto...
Probabilmente avete già sentito questa frase:
"Demoni trasmessi sessualmente".
Sembra folle finché non la vivete.

Lasciate che ve la spieghi in parole semplici.

1. Non si tratta di malattia. Si tratta di ENERGIA.
Questo non è un termine medico.
Nessuno in ospedale vi diagnostica "MST - demoni".
Questo è il linguaggio di una chiesa di strada per qualcosa di molto reale:
Quando andate a letto con qualcuno, non state solo scambiando corpo.
State aprendo il vostro spirito e il vostro sistema nervoso a qualsiasi cosa porti con sé.

Se sono:

• freddi, crudeli, gelosi, dipendenti

• manipolatori, violenti, subdoli

• pieni di vergogna, odio per se stessi, vuoto

...non state solo condividendo una notte.

State condividendo il peso.

2. Per gli empatici, il sesso è una FUSIONE del sistema nervoso.
Quando ti corichi con qualcuno, il tuo corpo scarica:

• dopamina (ricompensa - "torna indietro")

• ossitocina (legame - "questa è la mia persona")

Il tuo sistema nervoso dice:

"Siamo al sicuro con loro. Attaccati."

Ma se l'energia di quella persona è oscura, il tuo sistema inizia a rispecchiare quell'oscurità:

• sbalzi d'umore che non ti appartengono

• pesantezza, confusione o rabbia improvvisa

• perdita di te stesso, perdita della tua pace

• sensazione di "strano" dopo essere stato con loro ma non riesci a spiegarne il motivo

I fedeli chiamano questo "demoni".

Gli psicoterapeuti lo chiamano "legame traumatico" e "contagio emotivo".

Io lo chiamo così:

Hai dormito con qualcuno la cui anima era sporca, e ora il tuo sistema nervoso sta pagando il conto.

3. "Un pezzo di loro rimane con te" non è solo una citazione.

Hai mai notato:

Stavi bene prima di loro.
Poi, dopo quella connessione sessuale:

• pensi come loro

• desideri come loro

• tolleri ciò che hai giurato di non accettare mai

Questo è ciò che la gente intende quando parla di "legame d'anima" o "demoni trasmessi sessualmente".
Stanno cercando di descrivere come la loro oscurità inizia a vivere dentro il tuo corpo.

Specialmente per gli empatici:

Non si catturano solo i sentimenti.
Si catturano le frequenze.

4. Ecco perché il tuo spirito odiava certe persone anche se il tuo corpo le desiderava.

Sei mai stato a letto con qualcuno e qualcosa nel profondo ti ha sussurrato:

"Non appartengo a questo posto".
Ma la chimica era pazzesca.
Il trauma era forte.
La solitudine era forte.
Quindi sei rimasto.
Poi più tardi ti ritrovi a combattere:

• una depressione che non è tua

• una rabbia che non è tua

• una vergogna che non è tua

È proprio questo che questo discorso sui "demoni sessualmente trasmissibili" cerca di metterti in guardia.

5. Come DISINTOSSICARSI da questo
Se sai di aver dormito con qualcuno che portava con sé l'oscurità, ecco cosa fare:

• Nessun contatto. Smetti di riaprire il portale che stai cercando di chiudere.

• Lascia che il tuo sistema nervoso si ripristini. Tempo, riposo, solitudine.

• Purificazione spirituale (se è il tuo percorso) – preghiera, digiuno, scrittura di un diario, sfogo.

• Indica ciò che non è tuo:
"Questa rabbia non è mia. Questa vergogna non è mia. L'ho presa da LORO."

• Ricostruisci i confini in modo da non continuare a barattare la tua pace con 20 minuti di attenzione.

6. La regola per gli empatici da seguire in futuro
Se la loro energia è caotica prima del sesso,
quella stessa energia vivrà nel tuo petto dopo il sesso.

Rileggilo.
Non sei fatto come tutti gli altri.
Sei sensibile, non debole.
Il tuo sistema nervoso è aperto, non rotto.
Questo è un dono, ma nel letto sbagliato diventa una maledizione.
Puoi chiamarli legami dell'anima.
Puoi chiamarli traumi.
Puoi chiamarli demoni trasmessi sessualmente.
Il linguaggio non ha importanza.

Sunday, January 25, 2026

ANGELI E ARCANGELI. JOHN DEE E IL LINGUAGGIO ANGELICO

Di Anonimo


John Dee, nacque nel 13 luglio del 1527 a Londra, e fu uno dei fondatori del Trinity College di Cambridge.

John Dee fu il perfetto intellettuale del suo tempo, un matematico, scienziato e astrologo al servizio della corte di Elisabetta I, che si ingrazio' con un oroscopo in cui le predisse l'ascesa al trono. Ebbe così accesso alla biblioteca reale inglese, la più ricca d'Europa, e ai suoi preziosi e rari manoscritti ermetici, come il De Occulta Philosophia di Cornelius Agrippa, il più completo testo magico rinascimentale e utilizzò il Libro di Soyga, un grimorio cifrato composto da 36 pagine di matrici di lettere creato utilizzando un complicatissimo algoritmo crittografico.

Dal 1582 le ricerche di Dee si concentrano sempre più su magia e spiritismo con l'obiettivo di svelare i misteri del cosmo.

In tali studi fu affiancato da un giovane alchimista di nome Edward Kelley, rivelatosi talentuoso medium.

Con la guida di Dee Kelley comunicava con spiriti attraverso un cristallo di quarzo e uno specchio nero.

Durante le innumerevoli e complicate sedute Kelley incontrava angeli e arcangeli che via via diedero istruzioni in un complesso e apparentemente indecifrabile sistema crittografico composto da sigilli e griglie alfanumeriche, che Dee trascriveva sotto dettatura di comunicazioni complicatissime, spesso lettera per lettera e con l'aiuto di tabelle cifrate.

Tale approccio geometrico-matematico per comunicare con le schiere angeliche svelava una lingua sconosciuta, perfetta e perduta, un linguaggio originario universale, il linguaggio adamico capace di unire i popoli della terra in una nuova comunione con il divino, la lingua enochiana, presentata da Dee come un dono divino all'umanità precipitata nel peccato e nell'ignoranza.

La lingua enochiana è fatta di 21 caratteri con i quali vengono composte 19 Chiavi o Chiamate Angeliche, simili a incantesimi di evocazione, i cui toni sono quelli dei salmi biblici e di contenuto apocalittico.

Quest'opera diviene il cuore pulsante del Risveglio della Magia, una scuola di corrente di esoterismo contemporaneo inglese che prese le mosse dall'Hermetic Order of the Golden Dawn, società segreta di stampo rosacrociano-massonico che mescolava il sistema angelico di John Dee a forme di magia cerimoniale di derivazione egizia.

Mac Gregor Mathers recupero' i manoscritti sino ad allora trascurati e li diffuse fra gli iniziati come base per la magia cerimoniale.

Sulle sue orme Aleister Crowley continuò l'opera di diffusione del materiale enochiano tra gli occultisti di tutto il mondo. Durante un viaggio nel deserto algerino recitò tutte le 30 invocazioni angeliche di Dee per accedere ad elevatissimi stati di estasi mistica, raggiungendo gli Aethyrs, e trovando la mescolanza di numerologia, ritualistica egizia e iconografia apocalittica che gli erano congeniali.

Saturday, January 24, 2026

GUSTAVO A. ROL RESUSCITA IL CUGINO FRANCO ROL (1953)

Di Anonimo


Franco Rol
Marina Ceratto, figlia dell’attrice Caterina Boratto (1915-2010), ha recentemente pubblicato un volume sulla sua amicizia con il regista Federico Fellini dove parla anche di G.A.Rol, da lei conosciuto già da bambina. Gli aneddoti non sono molti, tuttavia ve n’è uno inedito e molto significativo, che conferma – se ancora ce ne fosse bisogno – come Rol fosse un Grande Illuminato, come pochi altri Maestri nella storia.

In effetti, lo scrivente Franco Rol – nipote del Franco Rol di cui si parla nel racconto qui di seguito – si è spesso chiesto come mai non si conoscessero ancora testimonianze su questo tipo di “possibilità” nella biografia di G.A. Rol – far tornare in vita una persona deceduta, come Gesú con Lazzaro (Gv 11, 1-44) – visto che pur essendo una “siddhi” molto rara è tuttavia ben conosciuta dalla tradizione indù (e in misura minore da altre tradizioni) e compatibile appunto con le possibilità di un grande Maestro spirituale.

Ora questa “lacuna” è stata colmata, e porta il numero delle “possibilità” di G.A. Rol, che avevo classificato nel 2008 in numero di 49, a 50, una coincidenza anche simbolicamente appropriata.

Ecco il racconto:

«Mamma [Caterina Boratto] era rimasta legata a Rol, tramite gli amici Elsa e Nino Farina, il campione automobilistico, cui il sensitivo consigliava come impostare le gare sulle piste di tutto il mondo, tappa dopo tappa.

Quella sera [nel 1964] mia madre raccontò, fra lo stupore generale [presente anche Fellini], che Rol, da Torino, aveva fatto risorgere un cugino deceduto durante la Targa Florio a Palermo. Dato per morto da due medici diversi e mentre già era stata allestita la cerimonia funebre nella Cattedrale, mio padre [Armando Ceratto] vide il defunto sollevarsi piano piano dalla cassa, e le candele vibrare per il suo respiro improvviso. Gli amici intorno riuniti fecero appena in tempo a dire “Mai visto Franco con una così bella cera!” che rimasero senza parole. Il morto si era seduto nella bara e si guardava intorno disperato e stupito.
Tanto che si era ridisteso, desiderando in cuor suo esser morto per sempre, poiché pur essendo un uomo di grande ingegno e fortuna economica, era sommamente infelice e anni dopo [nel 1977] si suicidò gettandosi in mare.

Rol ebbe a dire: “Ho potuto salvarlo una volta, non due! Decide sempre e solo Dio il nostro destino”.
Mi disse come il miracolo fosse stato ottenuto prevedendone la morte e supplicando la sua salvezza da Gesù. In seguito il cugino era completamente sfuggito alla sua vista e al suo potere.»

(Ceratto Boratto, M., “La cartomante di Fellini. L’uomo, il genio, l’amico”, Baldini+Castoldi, Milano, 2020, pp. 162-163)

Chiariremo qui subito alcuni punti (oltre alle parentesi quadre già aggiunte) riservandoci maggiori approfondimenti in altra sede.
Parlando direttamente con l’autrice, ci ha intanto chiarito che la Cattedrale era quella di Palermo.
Premettiamo che lo scrivente, cosí come mia mamma Raffaella, figlia di Franco, non conoscevamo questa storia. M. Ceratto non riferisce l'anno, ma si tratta del 1953, quando al Giro di Sicilia, XXXVII edizione della Targa Florio, mio nonno Franco Rol – industriale nel settore chimico e pilota di automobilismo – uscì fuori di strada precipitando da una scarpata e fu portato in condizioni gravissime prima all’ospedale di Castelvetrano e in seguito in una clinica di Palermo.

L'incidente era avvenuto al mattino di domenica 12 aprile. Nel tardo pomeriggio Franco aveva perso conoscenza, e risulta dai giornali dell’epoca che la riprese solo il giorno successivo (lunedì 13 aprile) nel pomeriggio, quindi circa 24 ore dopo.
La sera di domenica e la notte di lunedì, mia nonna Elda con altre persone da Torino, e altri amici di Franco da Milano, andavano al capezzale del moribondo a Palermo.
È in questo lasso di tempo che deve essere collocato l'episodio di cui riferisce Marina Ceratto.
Mia mamma nel 1953 era poco piú che una neonata e quindi non è stata resa partecipe di questa vicenda. Non ricorda che da adulta se ne sia parlato. Ma la cosa non è sorprendente, perché, per strano che possa sembrare, quasi mai nella mia famiglia si parlava delle “possibilità” di Gustavo, erano considerate “routine” sia da mia nonna che da mia mamma (su questo dirò maggiormente in altra sede).
Probabilmente i medici diedero per morto Franco a tarda sera o nella notte. In una fase avanzata della notte o al mattino del giorno seguente sarebbe stata allestita la veglia funebre nella Cattedrale, che sarebbe stata quindi la camera ardente. Il funerale si sarebbe certamente poi svolto a Torino nei giorni successivi.
I giornali dell’epoca però, per lo meno “La Stampa”, non menzionano la Cattedrale (e neanche il “ritorno alla vita”). Ci sono due possibilità: premesso necessariamente che il fatto sarebbe rimasto conosciuto solo da quella ristretta cerchia di familiari e amici (incluso il padre di M. Ceratto) che erano intorno alla bara aperta (come è solito nelle veglie funebri), la resuscitazione (a distanza, visto che Gustavo non era lì presente) sarebbe anche potuta accadere direttamente in una stanza della clinica adibita a camera ardente (e magari la Cattedrale era rimasta solo al livello di ipotesi, poi non concretizzatasi.) Oppure, effettivamente il fatto è avvenuto in Cattedrale, ma i protagonisti si sono ben guardati dal renderlo pubblico, men che meno ai giornali.
Circa l'ultima frase, cioè che Franco in seguito fosse «completamente sfuggito alla sua vista e al suo potere» non può significare che non si videro piú, perché si frequentarono ancora (anche se mio nonno in effetti non stava molto a Torino, per lavoro viaggiava spesso), ma forse che Gustavo non avesse piú presa su di lui. Tra l'altro, Franco scansava in genere gli incontri di “esperimenti”, era qualcosa che non lo interessava e ne aveva una specie di timore.

🜂 JOHN DEE – IL SAPIENTE DELLA SOGLIA 🜂 - Scienza, Magia e Angeli nel cuore del Rinascimento

Di Anonimo


“Ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa Una.”

— Tabula Smaragdina

🜂 John Dee fu un uomo di confine.

Tra visibile e invisibile.

Tra numero e simbolo.

Tra Verbo e silenzio.

Per lui scienza, magia e fede non erano opposti, ma tre volti della stessa Verità.

☉ Nato a Londra il 13 luglio 1527, sotto il segno del Leone, Dee incarna l’energia solare di Tiphereth, il cuore dell’Albero della Vita. Figlio di un artigiano della corte di Enrico VIII, mostrò fin da giovane una vocazione assoluta allo studio e alla conoscenza sacra.

A soli quindici anni entra a Cambridge. Vive come un asceta del sapere: nei suoi diari racconta giornate di studio che arrivano a 18 ore consecutive. Matematica, astronomia, filosofia, simbolismo: per Dee il sapere è un atto sacro.

Viaggia in Europa e incontra Gerardo Mercatore, entrando in contatto con le menti più avanzate del suo tempo. Il numero, per lui, non è astrazione: è linguaggio divino.

Tornato in Inghilterra viene accusato di stregoneria, ma le accuse cadono. Con l’ascesa di Elisabetta I, tutto cambia. Dee diventa il suo astrologo e consigliere personale, scegliendo persino la data astrologica dell’incoronazione.

Secondo fonti storiche, Dee organizza una rete segreta di informazione al servizio della Corona. Il suo nome in codice? 007. Un numero che diventerà leggenda.

Dal 1581 inizia la fase più misteriosa. Insieme al medium Edward Kelley, Dee entra nel campo della teurgia angelica. Le entità evocate non sono spiriti emotivi, ma Intelligenze cosmiche, simili ai Malakhim della Qabbalah.

Sigillum Dei Æmeth
Nasce così la Magia Enochiana:

• un alfabeto sacro

• una lingua angelica

• sigilli e sistemi rituali complessi

Secondo Dee, questa lingua precede la Caduta ed è affine alla Lingua Adamica: ogni lettera crea ciò che nomina.

Al centro dei rituali compare il Sigillum Æmeth, il Sigillo della Verità.

Æmeth = אמת

Aleph (Principio) – Mem (Flusso) – Tav (Compimento)

Un sigillo che protegge, ordina e separa il sacro dal profano, come il Velo del Tempio.

La fama di Dee e Kelley attraversa l’Europa. Invitati in Polonia dal nobile Albert Laski per la ricerca della Pietra Filosofale, iniziano però il declino: sospetti, fallimenti, rottura definitiva tra i due.

Tornato in Inghilterra, Dee subisce il saccheggio della sua immensa biblioteca. Nonostante tutto, Elisabetta I continua a proteggerlo, nominandolo cancelliere di San Paolo e poi sovrintendente del Christ College di Manchester.

Nel 1605 la peste colpisce Manchester. Dee perde quasi tutta la famiglia. Rimane solo, povero, dimenticato. È la Nigredo finale, la dissoluzione dell’io prima della reintegrazione. Muore nel 1608 a Mortlake.

Cristiano devoto, ma profondamente ermetico, Dee vede nella matematica il linguaggio di Dio, nell’astronomia l’ordine cosmico, nella magia il mezzo di dialogo con le forze superiori.

🜁 Nella Monas Hieroglyphica racchiude l’universo in un solo glifo: Sole, Luna, Mercurio, Croce degli elementi e Fuoco primordiale. È l’immagine della Kether cabalistica, la Corona non manifestata.

🜃 Per John Dee l’alchimia non è fare oro, ma diventare oro.

Purificare l’anima.

Elevare la coscienza.

Risalire da Malkuth a Kether.

Secondo il principio eterno: V.I.T.R.I.O.L.

Oggi John Dee è riconosciuto come:

• precursore dell’occultismo moderno

• fondamento della magia cerimoniale

• ponte tra Qabbalah, Ermetismo e Cristianesimo

Su Il Grimorio, John Dee è il Magus Iniziato: colui che conosce, osa, vuole e tace.

Chi conosce il Numero conosce il Nome.

Chi conosce il Nome governa la Forma.