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The Runic Wand : reincarnazione Psychedelic Pointer 5

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Sunday, May 24, 2026

LA PENTECOSTE: ALCUNE IMPORTANTI RIVELAZIONI DI RUDOLF STEINER

Di Anonimo


Il 23 maggio 1904 a Berlino, nella sede della Società Teosofica , Rudolf Steiner tenne una conferenza dal titolo "Pentecoste, la festa della liberazione dello spirito umano". In questa conferenza oggi contenuta nel volume 93 della sua Opera Omnia (La Leggenda del Tempio e la Leggenda Aurea) Steiner fa alcune rivelazioni importantissime, accennando anche, nei termini che il lettore potrà constatare, all' enigmatico Conte di Saint-Germain, da lui citato in molte altre occasioni. Ne proponiamo la parte iniziale.

"Oggigiorno le persone celebrano le loro feste senza avere la minima idea di che cosa significano. Sui giornali, che costituiscono la vera fonte di educazione e di illuminazione di molti dei nostri contemporanei, si possono trovare molti articoli su tali festività, senza che gli autori siano minimamente consapevoli del significato di esse. Ma per i teosofi è necessario sottolinearne ancora una volta il significato interiore. Per questo oggi vorrei attirare vostra attenzione sull'origine di una festa antichissima: la festa di Pentecoste.

La festa di Pentecoste è una delle più importanti e più difficili da capire. Nella coscienza cristiana ci ricorda la venuta dello Spirito Santo. Questo evento ci viene descritto come un miracolo: lo Spirito Santo fu versato sui discepoli e gli apostoli di Cristo, in modo che essi cominciarono a parlare ogni sorta di lingue. Ciò significa che essi hanno trovato accesso a ogni cuore e imparato a parlare secondo la comprensione di ognuno. Questo è uno dei significati della Pentecoste. Ma se vogliamo ottenerne una comprensione più fondamentale, dobbiamo andare molto più a fondo. La Pentecoste - come festa simbolica - è legata ai misteri più profondi, con le qualità spirituali più sacre dell'umanità. Ecco perché è così difficile parlarne. Oggi vorrei almeno toccarne qualche aspetto.

Cosa simboleggia in realtà la festa di Pentecoste, il suo principio sottostante dal quale deriva il suo significato più profondo, è preservato solo in un manoscritto che si trova, nella Biblioteca Vaticana, dove è custodito con la massima attenzione. Questo manoscritto, tuttavia, non parla della festa di Pentecoste, ma di quello di cui la Pentecoste è solo il simbolo esterno. Questo manoscritto non è stato quasi mai visto da nessuno che non sia stato iniziato ai più profondi misteri della chiesa cattolica o che sia stato in grado di leggerlo nella Luce Astrale. Una copia di esso è di proprietà di una personalità che è stata molto mal giudicata dal mondo, ma che ora comincia a interessare gli storici odierni. Avrei anche potuto dire che costui "ha posseduto" invece di "possiede" una copia di tale manoscritto, ma questo creerebbe una mancanza di chiarezza. Perciò dico ancora: una copia è di proprietà del Conte di Saint-Germain, da cui probabilmente provengono le uniche informazioni su questo tema.
Nello spirito della Teosofia vorrei dire alcune cose al riguardo. Siamo portati a qualcosa che è profondamente legato all'evoluzione dell'umanità nella quinta razza radicale. L'uomo ha assunto la sua forma attuale durante la terza razza radicale, nell'antico tempo della Lemuria, la ha ulteriormente sviluppata attraverso la quarta razza radicale, all'epoca dell'antica Atlantide, per poi entrare nella quinta razza radicale con quello che aveva ivi acquisito. Chi ha ascoltato le mie conferenze su Atlantide ricorderà che i Greci avevano ancora una memoria viva di quel periodo.
Per orientarci è necessario fare una breve panoramica su due correnti all'interno della nostra quinta razza, che sono forze nascoste nelle anime umane e che spesso lottano tra loro. Una corrente si trova espressa in modo più puro e chiaro in ciò che chiamiamo la visione della vita egiziana, indiana e meridionale. Tutto il giudaismo successivo e persino il cristianesimo ne contengono qualcosa. Ma, d'altra parte, nella nostra Europa con l'altra corrente, è stata mescolato anche il retaggio di ciò che vive nella visione del mondo che ritroviamo nell'antica Persia e che - se non ascoltiamo ciò che gli antropologi ed etimologi dicono, ma se andiamo più a fondo nella questione - ritroviamo che essa si estende dalla Persia alle regioni abitate dai Teutoni.
Di queste due correnti direi che esse puntano su due importanti, su due grandi intuizioni spirituali che le sottendono. La prima era meglio compreso dagli antichi Rishi. A loro fu rivelato l'intuizione di esseri superiori: i cosiddetti Devas. Chiunque abbia seguito una formazione occulta e che sia in grado di fare ricerche in questo campo, sa cosa sono i Devas. Questi esseri puramente spirituali, che vivono nello spazio astrale o mentale, hanno una duplice natura, mentre gli esseri umani hanno una triplice natura. Perché l'uomo, come sappiamo, è composto da corpo, anima e spirito. La natura dei Devas, tuttavia, consiste - per quanto possiamo ricercarlo - soltanto di anima e di spirito. Potrebbero avere altre membra, ma non riusciamo a rintracciarle, nemmeno con i metodi occulti. Un Deva è uno spirito animato. Gli impulsi, le emozioni, le brame e i desideri vivono invisibili nell'uomo ma, per chi ha sviluppato i propri sensi spirituali, essi appaiono come effetti di luce; quel corpo animico dell'essere umano, che forma l'essere interiore dell'uomo, sostenuto dal nostro corpo fisico, è in realtà il corpo più basso dei Devas. Possiamo considerarlo come il loro corpo fisico. La facoltà d'intuizione dell' antico indiano era principalmente concentrata sul culto di questi Devas. Gli indiani vedono questi Devas ovunque. Li considerano forze creatrici, quando guardano dietro le quinte dell'apparenza esterna. Questa intuizione è fondamentale per la visione del mondo dei popoli della fascia meridionale. Nella visione del mondo dell'Egitto, si esprime con la massima potenza.
L'altra intuizione era la base sulla quale fu fondato l'antico misticismo persiano, e questo ha portato alla venerazione di esseri che erano anch'essi di duplice natura: gli Asuras. Anche questi hanno ciò che chiamiamo anima, ma il loro organo d'anima fu racchiuso entro un corpo fisico sviluppato in modo sublime, titanico. La visione del mondo indiano, che aderisce al culto dei Deva, considerava gli Asuras come qualcosa di inferiore; mentre quelli che erano più inclini al punto di vista dei popoli del nord erano più legati agli Asuras, ovvero alla natura fisica. Dunque, si sviluppò nella zona nord più particolarmente, l'impulso per controllare le cose del mondo dei sensi in modo materialistico, procedendo verso l'ordinare del mondo della realtà attraverso il massimo livello di avanzamento tecnico, tramite le arti fisiche e simili. Oggi non ci sono più persone che aderiscono al culto degli Asuras, ma tra di noi ci sono molti individui che ancora hanno in sé qualcosa di quella natura. Da questo deriva l'attrazione verso il lato materialistico della vita e questa è infatti la tendenza base dei popoli settentrionali. Coloro che professano principi puramente materialistici possono essere sicuri di avere nella loro natura qualcosa che proviene dagli Asuras.
Tra gli adepti degli Asuras si sviluppò una sotto-corrente di sentimento strana. La sua prima comparsa avvenne nella vita spirituale dell’antica Persia. I persiani acquisirono una sorta di paura della natura dei Deva. Essi hanno perciò sperimentato paura, timore e spavento per ciò che è di natura puramente animico-spirituale. Quella era la ragione del grande contrasto che oggi possiamo osservare tra il punto di vista persiano e quello indiano. Nella visione persiana del mondo spesso si venerava proprio ciò che la visione indiana del mondo considerava cattivo, inferiore e proprio ciò che l'indiano considerava degno di venerazione si evitava. L'esperienza persiana del mondo era impregnata da uno stato d'animo che temeva e evitava ogni essere avente la natura di Deva. In breve, fu l'immagine di Satana che apparve in questa visione del mondo. Lucifero, l'essere di spirito e anima, divenne un essere che riempiva di paura e orrore. Ecco dove dobbiamo cercare l'origine di ciò che esiste come credenza nel diavolo. Questo stato d'animo è passato anche nella visione moderna del mondo; soprattutto nel Medioevo: il diavolo divenne una figura temuta ed evitata. Lucifero fu così formalmente sfuggito.
Possiamo saperne di più tramite il manoscritto già menzionato. Se si segue il corso dell'evoluzione del mondo scopriamo che a metà della terza razza radice, nell'epoca lemurica, l'umanità fu rivestita di materia fisica. È sbagliato credere come certi teosofi fanno che la reincarnazione non abbia un inizio e una fine. La reincarnazione è iniziata nel periodo dell’antica Lemuria e terminerà di nuovo all'inizio della sesta razza radicale o sesta epoca di civiltà post-atlantidea. L'umanità si reincarna solo durante un certo periodo sulla terra. Questo fenomeno, questo stato è stato preceduto da uno stato estremamente spirituale che non ha richiesto la reincarnazione, e sarà seguito da uno stato spirituale che similmente non richiederà la reincarnazione".

Friday, October 31, 2025

C’È UN MOTIVO SE MUORI E RINASCI E C’È UN MOTIVO SE CONTINUI A SOFFRIRE

Di ROBERTO POTOCNIAK


“Per mangiare, bere, dormire, riprodursi e lottare contro gli altri non serve avere coscienza, non serve amore, non serve alcun tipo di risveglio, non serve avere un anima.

L'anima è un lusso.

Serve solo all'evoluzione interiore dell'uomo.”

NOTA BENE: Se vuoi comprendere realmente ciò che stai per scoprire adesso devi lasciare da parte la credenza che esista solo la materia: solo ciò che puoi toccare, vedere e annusare…

Perché c’è molto di più.

La materia è energia solidificata.

Tutto, ogni forma di energia porta informazione, conserva informazione, passa informazione.

Luce, energia e informazioni: questo è l’Universo.

Lo stesso vale per te.

Non sei il tuo corpo o le circostanze che hai creato nella tua vita (lavoro, età, titoli, denaro…)

Sei un flusso continuo di coscienza che passa da una vita all’altra, portando con sé le informazioni date da come si è vissuto il proprio tempo in ogni corpo.

Dato che l’anima ha bisogno di un corpo per fare esperienza è più corretto dire che non passiamo di vita in vita, ma di corpo in corpo.

Questo è l’eterno viaggio dell’anima.

Ora osserva l’immagine postata qui sotto:

Le sfere azzurre rappresentano i nostri vari corpi. Ogni corpo noi lo chiamiamo “vita”, ma la vera vita è quella striscia arancione, che sarebbe il flusso del continuum coscienziale e memoria del karma: cioè noi, la parte profonda dell’essere umano che passa da un corpo all’altro.

Quindi è un’unica grande vita che passa di corpo in corpo, chiamiamola “catena di esistenze”;

Per essere sempre più precisi, l’esistenza studiata da un punto di vista profondo, spirituale, energetico-spirituale, è un’unica esistenza per ogni essere umano, che è a sua volta collegata all’esistenza degli altri esseri umani.

Noi, infatti, siamo totalmente interconnessi e interdipendenti. Non c’è separazione tra noi, ognuno, in un modo o nell’altro, ci riflette a vicenda.

Ma quanto possiamo veramente cogliere, esperienzialmente, la connessione e l’interdipendenza con tutti gli altri esseri umani, se non riusciamo nemmeno a sentire il nostro corpo, se non quando ci fa male?

Come pensiamo di poter veramente sentire queste cose?

Ecco che serve uno sviluppo particolare per entrare nel mondo interiore, spirituale e farne esperienza…

Prima ho parlato di “informazioni”.

Cosa intendo?

Ti sei mai chiesto perché prima di morire o in una situazione molto vicina alla morte, molte persone si vedono scorrere tutta la loro vita davanti?

La vita diventa come un film che viene sbobinato e archiviato nel chakra del cuore.

Nel chakra del Cuore, infatti, ha sede una memoria karmica che, come una scatola, contiene tutte queste informazioni sotto forma di energia.

Parliamo di una memoria molto profonda: la memoria animica.

Quando si muore e si esce dal corpo, l’anima (coscienza mentale sottile) spinta dall’energia del karma, con le informazioni archiviate ed elaborate sulla propria rinascita, prepara la coscienza a rinascere e, in base alle esperienze che dovrà vivere, sceglie il contesto perfetto in cui farlo, (genitori, luogo di nascita, condizione economica ecc..)

Il concetto che sta alla base è questo:

Nulla si distrugge e tutto si trasforma.

Anche se ogni cosa passa da una condizione all’altra, da uno stato all’altro, nulla viene perso per sempre, nessuna informazione.

Per comprendere meglio questo concetto puoi pensare all’acqua. Come ben sai, è formata dalla molecola H2O.

Ma sai anche che l’acqua può cambiare stato.

Può diventare ghiaccio, può essere liquida oppure trasformarsi in vapore.

Quando cambia forma, il suo essere H2O, le sue informazioni di base, cambiano a loro volta?

No, restano uguali.

L’acqua è sempre H2O, sia che sia un cubetto di ghiaccio nel freezer, sia che sia il vapore acqueo che appanna i vetri quando fai la doccia.

La stessa cosa accade quando si passa di vita in vita. Si cambia corpo, si cambia stato, ma la coscienza rimane la stessa.

La coscienza trasporta solo la memoria sottile, cioè porta con sé le informazioni energetiche del viaggio che ha fatto.

Cosa c’entra questo con il karma?

C’entra, perché il karma può essere visto, infatti, come automatismo, ripetizione, abitudine, informazione cristallizzata nella parte meccanica ed emotiva dei centri, che passa di vita in vita attraverso la coscienza, i chakra, l’energia e i corpi sottili.

Solo ciò che passa da una vita all’altra è karma.

Facciamo un esempio.

Per Samuele, l'informazione che porta il karma può essere quella della dipendenza.

Ecco che in una vita sarà un giovane dipendente dalla cocaina.

In un’altra, sarà un uomo obeso, dipendente dal cibo.

E in un’altra ancora un uomo ossessionato dai videogiochi.

Tutto questo si ripeterà, fino a che non si libererà da quell’attaccamento e ossessione alla base della dipendenza.

Sciolto questo nodo, se la lascerà alle spalle e inizierà a godersi il piacere libero dalla sofferenza.

Ciò che fissa nella memoria karmica non sono solo le esperienze, ma anche la loro intensità e totalità. Sia che sia positiva sia che sia negativa.

Esperienze molto intense diventano karma.

Anche esperienze non eccessivamente intense, ma durature. Qui si fissa la memoria.

Noi passiamo tutta la vita ad accumulare cose, anche pesanti.

Sul punto di morte, non avendo più tempo, tu fai i conti con te stesso.

Ciò che rimandi e non lasci andare si accumula e forma materiale inconscio.

Per questo è così importante non aspettare troppo e cercare di risolvere, pareggiare i conti, ripulirsi almeno interiormente, non per forza con la persona o la situazione esterna.

Non morire carichi di rabbia, odio e conflitti. Altrimenti quel passato, quelle informazioni, io le rivivrò oggi e anche nei prossimi corpi.

Ecco qui il concetto di “reincarnazione, rinascita”.

Lo scopo della vita

Ormai devi aver compreso che c’è una parte di noi che sostanzialmente non muore assieme al corpo, ma che passa di vita in vita.

Dal punto di vista animico quindi esiste un’unica vita infinita, con un intervallarsi di corpi diversi.

L’anima per fare esperienza, per maturare e raggiungere il massimo picco evolutivo (che potrebbe essere quello di un Gesù Cristo, di un Buddha o di un qualche essere ai picchi dell’amorevolezza e della consapevolezza) ha bisogno di tante incarnazioni, ha bisogno di tanti passaggi.

E siccome un corpo materiale dura quello che dura, anche quando lo teniamo bene, l’Anima ha bisogno di molto “tempo” per la sua evoluzione.

Ecco che, finché non avremo raggiunto e realizzato pienamente le nostre potenzialità di consapevolezza, amore verso tutto e tutti e compassione, noi dovremo tornare qui, all’interno di un corpo.

Quindi ti chiederai:

Per quale motivo torniamo sempre qui?

Perché rinasco?

La nostra anima torna in vita per via di uno o più desideri.

Dunque è il desiderio che porta alla rinascita.

Quando abbiamo un desiderio, questo mette in moto la ruota del karma.

Il karma è qualcosa che si ripete ormai da solo.

Noi vogliamo tornare qui perché al momento della morte abbiamo lasciato delle cose incompiute. Desideri dell’essenza, della mente conscia, da realizzare per il proprio completamento. A volte cose incompiute, nodi irrisolti o situazioni lasciate in sospeso.

È nella natura del nostro sistema psichico non lasciare nulla in sospeso, ma concludere le cose.

Di conseguenza continuiamo a rivivere le stesse esperienze, con il rischio di non giungere mai a una fine, perché ci si impiglia nelle vecchie trappole.

Ora comprendi perché si andrà in cerca di certe persone o certe cose da rivivere all’infinito… Per completare ciò che è rimasto in sospeso.

Ma non è detto che ci si riesca.

In pratica, finché non avremo sufficiente consapevolezza, amore e compassione per interagire correttamente con la realtà, accogliere e non combattere la realtà, ma capirla, vederla, accettarla e saperci interagire, dovremo tornare qui perché non abbiamo ancora capito la lezione.

Perché?

Perché non vedendo, non accogliendo nel modo giusto, non comprendendo, noi non saremo capaci di relazionarci con il mondo, con gli altri e con noi stessi nel modo giusto, cioè senza creare sofferenza.




Sunday, September 14, 2025

Le profezie di Edgar Cayce

Di Gemini


Le profezie di Edgar Cayce, soprannominato "il profeta dormiente", sono tra le più note nel campo della parapsicologia e della spiritualità. Cayce (1877-1945) era un medium e guaritore che, in uno stato di trance autoindotta, offriva "letture" su una vasta gamma di argomenti, dalla salute personale a eventi storici e futuri.

​Ecco alcuni dei temi principali delle sue profezie:

Cambiamenti della Terra: Cayce ha parlato ampiamente di cataclismi e stravolgimenti geologici. Ha previsto uno spostamento dell'asse terrestre, l'inabissamento di alcune aree (come parti del Giappone e la maggior parte dell'Europa settentrionale) e il riemerso di continenti perduti, tra cui Atlantide. Sebbene molte delle sue previsioni su questi eventi non si siano avverate nei tempi da lui indicati (ad esempio, un grande spostamento polare entro il 2001), queste idee hanno avuto un'enorme influenza sui movimenti New Age.

​Eventi storici: Tra le sue previsioni più famose e ritenute accurate ci sono la fine della Prima e della Seconda Guerra Mondiale (con l'inizio e la fine previsti nel 1945, l'anno della sua morte), la Grande Depressione del 1929 e l'ascesa della Cina come "culla della civiltà" in futuro.

​Registri Akascici e la Sfinge: Cayce sosteneva di poter accedere a una sorta di "biblioteca cosmica" chiamata Registri Akashici. Ha profetizzato la scoperta di tre "Halls of Records" (Sale dei Registri), una delle quali si troverebbe sotto la zampa della Sfinge in Egitto. Questi registri, secondo lui, contengono la storia completa di Atlantide e dell'umanità.

Salute e spiritualità: Gran parte del lavoro di Cayce era focalizzato sulla guarigione olistica. Nelle sue letture, forniva diagnosi mediche e suggeriva rimedi naturali, basati sull'idea che la salute del corpo fosse strettamente collegata a quella della mente e dello spirito.

​Evoluzione spirituale: Cayce credeva nella reincarnazione e nell'evoluzione dell'anima. Predisse la comparsa di una "quinta razza radice", un'evoluzione della coscienza umana che avrebbe portato a una maggiore comprensione del rapporto tra l'uomo e il divino.
​Le profezie di Edgar Cayce hanno generato un vasto interesse, ma anche un notevole dibattito. Molte sono state criticate per la loro mancanza di precisione o perché non si sono avverate, ma i suoi sostenitori ritengono che le sue "letture" offrano una profonda visione del potenziale spirituale dell'umanità.

"La profezia sugli Stati Uniti e la Russia :
" ​Le profezie di Edgar Cayce sugli Stati Uniti e la Russia sono particolarmente interessanti, specialmente considerando il contesto della Guerra Fredda e il periodo successivo.
​La sua previsione più celebre riguarda il futuro della Russia. Cayce la definì la "speranza del mondo" (in inglese, "the hope of the world"). Non si riferiva alla Russia comunista dell'epoca, ma a un futuro in cui il paese, dopo la fine del regime sovietico, avrebbe incarnato un nuovo modello di sviluppo spirituale. Egli sostenne che la Russia avrebbe superato l'ideologia del materialismo, non con una rivoluzione violenta, ma con un "processo interiore", e che avrebbe ispirato altre nazioni a fare lo stesso.
Secondo Cayce, questa trasformazione spirituale della Russia sarebbe stata la chiave per un nuovo ordine mondiale basato sulla pace e sulla cooperazione, e non sul conflitto e sulla dominazione economica. Questa previsione è stata interpretata dai suoi sostenitori come una chiara anticipazione della fine dell'Unione Sovietica e del ruolo che la Russia avrebbe potuto (o dovuto) giocare nel futuro.
​Per quanto riguarda gli Stati Uniti, Cayce previde una serie di cambiamenti e cataclismi. Tra le sue profezie più estreme ci sono:
​La distruzione di New York e San Francisco: Cayce menzionò specificamente l'inabissamento di queste città a causa di sconvolgimenti geologici.
Cambiamenti nella costa occidentale: predisse che la maggior parte della California sarebbe sprofondata e che la zona occidentale dell'America si sarebbe "disintegrata".
​Lo spostamento dell'asse terrestre: un evento che avrebbe causato drastici cambiamenti climatici e sconvolgimenti geologici a livello globale, inclusi gli eventi negli Stati Uniti.
​Queste profezie sono state oggetto di molte discussioni. Sebbene non si siano verificate nei tempi che alcuni interpreti avevano ipotizzato, i seguaci di Cayce sostengono che le sue visioni fossero meno legate a date precise e più a un quadro generale di grandi cambiamenti che l'umanità avrebbe dovuto affrontare. La loro interpretazione si basa sull'idea che le profezie di Cayce fossero avvertimenti piuttosto che destini inevitabili, e che la coscienza collettiva dell'umanità potesse influenzare il loro esito.

​In sintesi, la profezia di Cayce vede la Russia come un potenziale leader spirituale dopo aver abbandonato il materialismo, mentre gli Stati Uniti, in un futuro non specificato, potrebbero affrontare catastrofi naturali.

Monday, September 1, 2025

Il Gatto: Custode di Soglie, Spirito Antico e Compagno delle Streghe

Di IL RADUNO DELLE STREGHE e Ursula Larossa


Tra le pieghe del mistero, il silenzio dei templi antichi e i sussurri del vento nelle notti senza luna, una creatura cammina con passo felpato, occhi di ambra e sguardo che penetra il velo tra i mondi. Il gatto. Non è solo un animale domestico: è un simbolo vivente, un archetipo, un essere profondamente connesso all’occulto, alla spiritualità e alla sapienza esoterica.

Origini Sacre e Simbolismo Antico
Le origini spirituali del gatto affondano le radici nella notte dei tempi. In Egitto, oltre 4.000 anni fa, il gatto era venerato come incarnazione della dea Bastet, divinità dalla testa felina, protettrice della casa, della fertilità, ma anche guardiana contro le forze del caos. I gatti erano mummificati come gli uomini, e chi li uccideva veniva punito con la morte: segno tangibile del rispetto sacro che circondava questa creatura.
Ma il simbolismo del gatto non appartiene solo all'Egitto. In Giappone, il Maneki Neko, il famoso "gatto che saluta", è considerato un portafortuna spirituale. Nella mitologia nordica, la dea Freyja — patrona dell’amore e della magia — guidava un carro trainato da due gatti, associandoli così all’energia femminile, alla fecondità e alla stregoneria benevola.

🜃 Gatto e Stregoneria: L'Ombra dell'Inquisizione
Durante il Medioevo europeo, il simbolismo sacro del gatto subì un ribaltamento oscuro. In un’epoca dominata dalla paura e dal fanatismo, il gatto — soprattutto quello nero — divenne associato al demonio e alle streghe. Si credeva che le streghe potessero trasformarsi in gatti per spiare, agire nell'ombra o fuggire senza essere viste.
Il gatto divenne così familiaris, lo spirito guida o servitore occulto della strega. Secondo la tradizione esoterica, il familiare non era un semplice animale, ma un'entità spirituale che abitava il corpo del gatto, rendendolo ponte tra il mondo visibile e l’invisibile.

Occhi di Luna: La Connessione Spirituale
Gli occhi del gatto, mutevoli e profondi come le fasi lunari, sono stati spesso considerati specchi dell’anima. Nelle tradizioni esoteriche, si dice che il gatto abbia la capacità di vedere ciò che l'occhio umano non può cogliere: energie sottili, spiriti, presenze astrali. È per questo che spesso li si osserva fissare un punto nel vuoto, o comportarsi in modo apparentemente inspiegabile.
Nel misticismo orientale, si narra che il gatto protegga il sonno, impedendo agli spiriti vaganti di invadere i sogni del padrone. Molti mediani e sensitivi testimoniano come la presenza di un gatto in casa crei un campo energetico protettivo, simile a un talismano vivente.

🜨 Curiosità Esoteriche e Leggende
Sette vite: in molte culture si dice che il gatto abbia sette (o nove) vite. Questa credenza è legata alla sua capacità quasi magica di sopravvivere a cadute e pericoli, ma anche alla reincarnazione: ogni vita sarebbe un ciclo spirituale di apprendimento.
Maestri Zen in Pelliccia: alcuni maestri spirituali sostengono che i gatti siano entità reincarnate, anime antiche venute per osservare l’umanità e guidare silenziosamente chi è pronto. Non a caso, la loro indipendenza è spesso vista come una forma di illuminazione.
Il Gatto Nero come Portale: ben lontano dall’essere un presagio di sfortuna, il gatto nero è in realtà considerato da molti esoteristi un guardiano delle soglie dimensionali, capace di percepire e modulare le frequenze spirituali tra i mondi.

Il Gatto come Archetipo Esoterico
Il gatto incarna l’energia lunare, il principio del mistero, dell’intuizione e dell’indipendenza spirituale. Dove il cane simboleggia la fedeltà e la lealtà solare, il gatto rappresenta l’autonomia, la magia e il contatto con l’ignoto. Il suo spirito è affine ai sogni, alle visioni, al cammino iniziatico di chi cerca risposte oltre il velo dell’illusione.

Compagno di Anime Antiche
Possedere un gatto, nell’ottica esoterica, non è un semplice rapporto uomo-animale: è un patto sottile tra due anime, una forma di alleanza spirituale. Quando un gatto ti sceglie, non è per caso. Forse, in una vita passata, vi siete già incontrati sotto cieli diversi, in tempi perduti.
Nel suo silenzio, il gatto insegna. Nel suo sguardo, custodisce segreti. È il guardiano dell’invisibile, compagno delle streghe, spirito della notte, custode dei sogni. Un essere magico, antico, sempre un passo più in là del nostro mondo.
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🜁 "Chi comprende il linguaggio dei gatti, ha già udito le voci del mondo invisibile."
– Detto esoterico

Wednesday, July 20, 2022

Il Ritorno di Aleister Crowley

 
                             di 
                     Giulia Eone

               Prefazione al libro

«La Magia è entrare in comunicazione con individui che esistono su un piano superiore al nostro. Il Misticismo è ascendere al loro livello » Aleister Crowley, Lettera a Karl Germer, 21 giugno 1947.  
A presentazione di questo libro, posso dire che è un libro insolito: circoscrivere l’improbabile è il primo modo per farne conoscenza. 
Ma avrei anche potuto scrivere “farne esperienza” perché “l’esperienza dell’improbabile” è esattamente quanto descrivo in questo romanzo. 
Non chiedo a nessuno di credermi, ma credo a me stessa quando scrivo. Non avevo particolari ragioni per mettere per iscritto il mio insolito vissuto, per la verità ne avevo una sola: il dovere della testimonianza.
Questo libro narra di un riconoscimento: quello dell’identità tra me, Giulia, e il grande mago e occultista Aleister Crowley, considerato dai più un satanista, ma dai più che non lo conoscono.
La Magia è ampliare le porte del possibile, e se intendiamo il divino come il nostro limitato orizzonte, resta da capire come possiamo definirlo “Trascendente”. A che ci serve un Dio circoscritto alla nostra esperienza conosciuta?
Il Demonio è stato per millenni inteso come opposto alla Divinità, ma ne è semplicemente il presupposto ontologico; l’impossibilità di un suo confine.
Nondimeno non sono una teoreta e nemmeno una dotta lettrice di libri antichi o dimenticati.
Ma è possibile che se esiste una verità, questa sia splendente e semplice e comprensibile a chiunque abbia abbastanza purezza di cuore e il coraggio che serve per prendere atto della limitatezza del nostro mondo. 
«Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia», scrive Shakespeare nell’ «Amleto», ed è assolutamente così.
L’autrice Giulia narra in quest’opera la scoperta graduale delle proprie qualità percettive e sensitive, sotto la guida di una “Voce” e di un “Maestro”, con l’aiuto dell’amico Riccardo, fino alla consapevolezza di essere la reincarnazione del grande mago occultista Aleister Crowley.