Di HighPriestess Grimoire
Thursday, March 26, 2026
L' Heptagramma
Sunday, January 25, 2026
ANGELI E ARCANGELI. JOHN DEE E IL LINGUAGGIO ANGELICO
Di Anonimo
Saturday, January 24, 2026
🜂 JOHN DEE – IL SAPIENTE DELLA SOGLIA 🜂 - Scienza, Magia e Angeli nel cuore del Rinascimento
Di Anonimo
A soli quindici anni entra a Cambridge. Vive come un asceta del sapere: nei suoi diari racconta giornate di studio che arrivano a 18 ore consecutive. Matematica, astronomia, filosofia, simbolismo: per Dee il sapere è un atto sacro.
Viaggia in Europa e incontra Gerardo Mercatore, entrando in contatto con le menti più avanzate del suo tempo. Il numero, per lui, non è astrazione: è linguaggio divino.
Tornato in Inghilterra viene accusato di stregoneria, ma le accuse cadono. Con l’ascesa di Elisabetta I, tutto cambia. Dee diventa il suo astrologo e consigliere personale, scegliendo persino la data astrologica dell’incoronazione.
Secondo fonti storiche, Dee organizza una rete segreta di informazione al servizio della Corona. Il suo nome in codice? 007. Un numero che diventerà leggenda.
Dal 1581 inizia la fase più misteriosa. Insieme al medium Edward Kelley, Dee entra nel campo della teurgia angelica. Le entità evocate non sono spiriti emotivi, ma Intelligenze cosmiche, simili ai Malakhim della Qabbalah.
Al centro dei rituali compare il Sigillum Æmeth, il Sigillo della Verità.
La fama di Dee e Kelley attraversa l’Europa. Invitati in Polonia dal nobile Albert Laski per la ricerca della Pietra Filosofale, iniziano però il declino: sospetti, fallimenti, rottura definitiva tra i due.
Tornato in Inghilterra, Dee subisce il saccheggio della sua immensa biblioteca. Nonostante tutto, Elisabetta I continua a proteggerlo, nominandolo cancelliere di San Paolo e poi sovrintendente del Christ College di Manchester.
Nel 1605 la peste colpisce Manchester. Dee perde quasi tutta la famiglia. Rimane solo, povero, dimenticato. È la Nigredo finale, la dissoluzione dell’io prima della reintegrazione. Muore nel 1608 a Mortlake.
Cristiano devoto, ma profondamente ermetico, Dee vede nella matematica il linguaggio di Dio, nell’astronomia l’ordine cosmico, nella magia il mezzo di dialogo con le forze superiori.
Oggi John Dee è riconosciuto come:
Su Il Grimorio, John Dee è il Magus Iniziato: colui che conosce, osa, vuole e tace.
Chi conosce il Numero conosce il Nome.Sunday, October 22, 2023
IL NECRONOMICON E LOVECRAFT - INTRODUZIONE
di Shamano Shekhinà Shekhinà
Il Necronomicon rappresenta senza dubbio uno dei più famosi esempi di “Pseudobiblium”, ovvero di “Libri mai scritti”, non pienamente reali, bensì citati come se lo fossero. Si tratta in pratica di un espediente narrativo creato dalla mente favolosa di Lovecraft per poter conferire una maggiore verosimiglianza alle sue opere. Infatti in seguito, anche molti altri scrittori iniziarono a citarlo spesso nei propri racconti horror o fantascientifici.
Nell’immaginario collettivo questo testo ebbe man mano una tale parvenza di realtà che lo stesso Lovecraft, ad un certo momento, fu costretto a specificare per bene e più volte che il suo libro non esisteva e che si trattava di una sua invenzione. Troppi lettori, in effetti, avevano preso troppo sul serio l’esistenza del libro ed ancora oggi esiste qualcuno che crede che sia reale. Questo in quanto ne esistono tantissimi e vari libri in commercio, i quali inoltre vengono utilizzati con enorme Fede in cerimonie che poi rischiano a cadere nella medianicità più pura; in altre parole, più si è convinti profondamente dell’esistenza di una qualsiasi cosa più le si dà il potere di funzionare.
STORIA ED ORIGINI
Nonostante sia uno “Pseudobiblium” come già spiegato prima, il Necronomicon propone dei precisi riferimenti inerenti la sua storia e le sue origini, fattore questo che è servito a conferirgli una maggior vero somiglianza.
Il Necronomicon, in lingua Araba “Al Azif”,è un libro di magia definita nera (sappiamo bene che la magia è neutra e può divenire solo positiva e negativa) scritto dall’arabo pazzo Abdul Alhazred, il quale è vissuto nell’VIII secolo nella zona dello Yemen e poi morto a Damasco in circostanze definite misteriose. Lo stesso Lovecraft asserisce che, molto probabilmente, fu fatto a pezzi da un essere di natura invisibile in pieno giorno.
IL SIGNIFICATO
Lovecraft, che resta comunque un autore di elevato calibro, in una sua stessa lettera, scrisse che il titolo gli era apparso direttamente in un sogno. Il suo significato sarebbe in realtà “La descrizione delle Leggi dei Morti” (o che governano i Morti), preso dalle parole “Nekros” cioè “Cadavere”, “Nomos” come “Legge” ed infine “Eikon” vale a dire “Immagine, Descrizione”. Una traduzione ben più comune, invece, lo fa divenire il “Libro dei Nomi dei Morti”, poichè la seconda parte deriverebbe dal Greco “Onoma” “Nome” o anche “Titolo del libro”.
Per maggiore completezza esistono anche delle ulteriori ipotesi, le quali parlano invece di “Le consuetudini dei Morti”, ma anche “Guida alla terra dei Morti” o “Il Libro del Legislatore Morto”. Un amico ed editore di Lovecraft, trattasi di August Derleth, disse chiaramente che il titolo venisse dall’”Astronomicon Libri” del poeta Marco Manilio dunque in tal modo diventerebbe “Libro che riguarda la Morte”.
CONTENUTO
Secondo quanto dice la leggenda, Abdul Alhazred scrisse il libro attorno all’anno 730, salvo poi morire nel 738. Il libro conterrebbe, sempre in relazione alla leggenda, uno strano e oscuro racconto di tipo mitologico inerente i “Grandi Antichi”, ivi inclusa anche la loro storia ed il modo per poterli invocare e dunque chiamare qui sulla Terra.
Del libro fu eseguita una traduzione in lingua Greca da Teodoro Fileta, cioè colui al quale viene inoltre anche attribuito il nome sempre Greco proprio di “Necronomicon”. Fileta si dice sia stato un monaco ortodosso della antica Costantinopoli: questa traduzione sarebbe poi giunta nel 950.
Nell’anno 1228 ci fu una traduzione in Latino questa volta ad opera del danese Olaus Wormius, vale a dire il primo ad indicare che l’originale Arabo sarebbe andato perduto molto tempo prima.
La versione Latina fu interamente stampata perfino per due volte. La prima seguendo i caratteri gotici nella Germania nel XV secolo, la seconda, invece, nella Spagna nel XVII secolo. Con il passare degli anni poi il mago John Dee insieme al suo fedelissimo assistente Edward Kelley ebbero una copia a Praga e subito ne fecero una traduzione in lingua Inglese, della quale restano soltanto alcuni confusi frammenti.
Friday, October 13, 2023
L’ARTE DELLA MAGIA CERIMONIALE - INTRODUZIONE
di Shamano Shekhinà Shekhinà
Durante il proprio percorso esoterico ci si trova di fronte molto spesso alla dicitura “Magia Cerimoniale” ma poche volte si conosce veramente di che cosa si stia davvero parlando. Cos’è allora la Magia Cerimoniale? Essa è definibile come quella tipologia dell’Arte Magica formale per eccellenza, formata in pratica da lunghi e molto complessi rituali emulati, tra i quali in particolare, dai cosiddetti grimori antichi. La formalità è alla base dell’intera Magia Cerimoniale la quale, attraverso l’aiuto di precisi strumenti appunto da Cerimonia(come ad esempio il calice oppure la coppa, l’athame, così come i sigilli, il gong o anche la campana ed infine la bacchetta) sviluppa procedure rituali di incredibile potenza ma soprattutto di fortissimo impatto catartico.
La Magia Cerimoniale, inquadrata tra l’immenso patrimonio dei Maghi di ogni epoca e tempo, torna ad essere popolare tra coloro i quali praticano nel periodo compreso tra l’800 ed il ‘900 grazie all’operato dell’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata, la famosissima “Golden Dawn” ed ancora ai giorni nostri, proprio questa forma di pratica, rientra sicuramente tra le più interessanti in tutto l’ambito Magico esistente.
I TRE PIU’ GRANDI ESPONENTI
Moltissimi anche se solo rari esperti sono i veri praticanti che si sono avvicinati, nel corso dei vari secoli e nei millenni, alla fascinosa Arte Magica, ma veramente in pochi sono coloro che hanno poi davvero fatto la differenza. Vediamo adesso quali sono i Tre esponenti della Magia Cerimoniale che hanno radicalmente modificato nonché lasciato il loro segno in tutta la storia della Magia.
Agrippa
Non soltanto la Golden Dawn può essere ricollegata ai massimi esponenti per ciò che riguarda l’Arte della Magia Cerimoniale. Un altro celebre Mago infatti fu, in un certo senso, il vero e proprio capostipite di tale avanzatissima pratica tanto complessa quanto affascinante: trattasi di Cornelio Agrippa. Conosciuto da qualsiasi iniziato che si voglia rispettare per serietà nonché conoscenze, Agrippa con il suo “De Occulta Philosophia”, apre in maniera ufficiale tutte le porte per ogni autore ad egli stati poi successivi.
È in effetti un dato di fatto che le opere di Agrippa siano state di grandissima ispirazione nell’ambito Cerimoniale (ma non solo) anche per tutti gli autori dell’epoca ed ancora per ogni tipo di praticante dell’era definita moderna.
Eliphas Levi
Tra i maestri del passato che sicuramente hanno donato il proprio contributo alla crescita della pratica della Magia Cerimoniale, va citato per forza di cose indubbiamente il classico dei classici: Eliphas Levi. Senza risentimento alcuno l’esponente più famoso ed importante il quale, attraverso la sua celebre opera “Il Dogma dell’Alta Magia”, ha offerto i tutti i suoi successori davvero tantissimi, grandissimi ed indispensabili informazioni come anche conoscenze sull’Arte occulta della Magia Avanzata.
John Dee
Ultimo ma non mai meno importante, parliamo del celeberrimo John Dee, vale a dire di colui che potrebbe senza dubbio essere definito quale il fondatore della cosiddetta Magia Enochiana, ovvero quell’arte della comunicazione con le Entità di livello superiore, spesso dette anche Angeliche (contaminazione religiosa!!!) solo tramite l’utilizzo della lingua enochiana. Anche Dee, a modo suo naturalmente, ha profondamente contribuito alla totale e continua diffusione della Magia Cerimoniale, sviluppandone inoltre una nuova e specifica la quale facesse rientrare la comunicazione angelica non soltanto nella Magia Cerimoniale bensì anche nell’Alta Magia.
Nasce così la Magia Enochiana:
