FUCK OFF!

The Runic Wand : anima Psychedelic Pointer 5

Pubblicità

SPONSORIZZA QUI LA TUA ATTIVITA'

EA School

Calabria Mia

Dr. X -M.G.O.-

PRIMORDIA ONLINE STORE

Mandateci i vostri articoli, li pubblicheremo sul nostro sito.
E-mail: xman777@dallasmail.com

Search This Blog

Showing posts with label anima. Show all posts
Showing posts with label anima. Show all posts

Wednesday, July 29, 2026

IL BACIO DEL DIAVOLO

Di Monia Mo Calli


Nella tradizione esoterica e nel folklore magico italiano, la fattura comunemente chiamata *Il bacio del diavolo fa parte della categoria dei malefici di dominio, sottomissione o legame distruttivo.

Viene considerata una delle pratiche più temute della magia nera popolare perché, a differenza delle classiche fatture d'amore i filtri o i legamenti che cercano di far innamorare, questa punta a *annientare la forza di volontà* della vittima, stringendola in una morsa di dipendenza psicofisica totale verso chi la esegue, fino a portarla all'autodistruzione.

Come si manifesta:

Secondo le credenze popolari e la letteratura esoterica sul tema, la vittima non si accorge immediatamente di essere sotto l'influsso del "bacio", ma sperimenta un declino progressivo diviso in tre sfere:

L'Ossessione Psicologica: La persona colpita sviluppa un pensiero fisso, totalizzante e tossico verso l'artefice della fattura (o verso l'obiettivo deciso dal committente). Anche se c'è odio o consapevolezza che quella relazione sia nociva, la vittima si sente incapace di allontanarsi, come se la sua mente fosse "schiava".

Il Decadimento Fisico: Stanchezza cronica inspiegabile, emicranie frequenti nei momenti di distacco dal committente, incubi notturni ricorrenti (spesso legati al soffocamento o alla sensazione di essere schiacciati) e un senso di freddo improvviso e localizzato.

*L'Isolamento e la Sfortuna: Rottura improvvisa di legami familiari o amicizie storiche. La vittima tende ad allontanare chiunque cerchi di farla ragionare, aggredendo chi tenta di "aprirle gli occhi".

Cos'è e come viene tramandata (Tra mito e realtà)

Nella magia popolare (specialmente quella del Centro-Sud Italia, legata alla figura delle *fattucchiere*), i rituali di questo livello non si trovano sui libri, ma vengono tramandati oralmente, spesso nella notte di San Giovanni o la notte di Natale.

Sebbene le varianti regionali cambino nei dettagli, la struttura di questa fattura si basa sull'uso di *vettori di contagio* e sulla *simbologia del bacio*(inteso come furto del respiro, dell'anima e della volontà).

I passaggi cardine del presunto rituale esoterico prevedono:

1. Per legare qualcuno a distanza serve qualcosa che contenga la sua energia. Vengono usati capelli, unghie, sangue o indumenti non lavati della vittima, spesso uniti a una foto.

2. *Il Supporto Organico:* Viene modellata una bambola di cera o di stoffa (la *dagida*). All'interno o sul volto della bambola vengono posizionati i testimoni biologici della persona da colpire.

3. *L'Atto del "Bacio" Chi esegue il rituale unge le labbra del simulacro con oli specifici (spesso mescolati a sostanze amare, come il fiele, o a polveri di cimitero per simboleggiare la morte della volontà). Successivamente, viene impresso un bacio rituale sul volto della bambola pronunciando formule di comando e sottomissione (le cosiddette *orazioni nere*), con cui l'operatore "soffia" il comando occulto dentro l'anima della vittima.

4. *L'Occultamento:* La bambola viene infine legata strettamente con fili di seta nera o di lana grezza e nascosta in un luogo buio e sigillato, oppure sepolta nei pressi dell'abitazione della vittima per mantenere attivo l'influsso.

Thursday, April 16, 2026

Alchimia La Morte Filosofale – Nigredo

 Di Anonimo

La Morte Filosofale è il primo ed il più importante Passo della Grande Opera, la Fase in Nero, basata sulla Dissoluzione dell'Ego e sulla Putrefazione dei nostri desideri inferiori, affinché si abbia Trasformazione. È il Grande Arcano dell'Alchimia, è una Morte intesa come Trasformazione e Cambio di Paradigma, la Fase governata da Saturno, indispensabile per accedere al livello più elevato di Perfezione e Completezza.

Siamo in pieno Nigredo, simboleggiato dal corvo nero e dalla nera Terra d'Egitto Al-Kimiya, inondata dal Nilo e putrida affinché sia fertile.
Siamo al termine di un ciclo, affinché si abbia un Nuovo Ciclo ad un'ottava superiore.
L'Ermetismo pone al centro lo sviluppo spirituale dell'Adepto, che solo confrontandosi con le sue paure e i suoi limiti, con le sofferenze e con la Morte, può infine raggiungere lo stato più puro ed elevato di Conoscenza e Sapienza.
La Via della Conoscenza Superiore si schiude a noi quando impariamo a morire a noi stessi, perdendo tutti i limiti egoici per rivestirci di una corazza splendente e incorruttibile che ci siamo costruiti con grande costanza e dedizione, con grande fede.
La corazza ci rende Signori della Serpe, cioè capaci di governare e imperare sui nostri più bassi istinti, mettendoli al nostro servizio, signori e non più servi.

Solo rinunciando all'Egoismo si può raggiungere l'agognata Conoscenza.

Ucciso in noi l'Egoismo si realizza la Morte Filosofale, che permette una visione unitaria di tutte le Cose e del Creato, di modo che anche nella più scura e degradata Materia si scorga comunque la Scintilla Divina e la Matrice di Dio.

Se l'Egoismo provoca la Caduta, il Dono di Sé fa risorgere e produce in noi l'Oro Filosofale, attuando la Enantiodromia, il rovesciamento totale da un opposto all'altro, dal Nigredo all'Albedo. Il Solve et Coagula.

Siamo nel pieno della Notte Oscura dell'Anima junghiana, in cui l'individuo si confronta con la sua ombra e la accetta, illuminandola.
Nicola Valois, grande alchimista francese, così scriveva : " La Pazienza è la Scala dei Filosofi, e l'Umiltà è la Porta del loro Giardino, poiché a chiunque persevera senza Orgoglio e senza Invidia Dio farà Misericordia.".

Per raggiungere la Morte Filosofale servono due Chiavi entrambe importanti, la Sapienza e la Volontà.

La Sapienza si conquista in un percorso irto di ostacoli, con la pratica di vita, con la meditazione e lo studio, ma anche con l'estasi, condotti con slancio e fermezza interiore, con grande rigore.

La Volontà è come un muscolo da allenare e potenziare quotidianamente e gradualmente, ed è la nostra forza più grande, che ci permette di crescere in Consapevolezza. Volere senza timore e senza desiderio egoico è il segreto della Volontà Onnipotente, quella per cui "Nihil difficile volenti": Nulla è Impossibile a chi veramente vuole.

Ma non bastano le due Chiavi.

Queste due Chiavi vanno usate insieme e sinergicamente affinché la Volontà sia sempre guidata da una Perfetta Sapienza.
Cristo stesso ha manifestato la Sua Grandezza quando ha avuto la forza di dire:"Padre non sia fatta la Mia Volontà ma la Tua".
Anche Zoroastro era consapevole di questo quando enunció i 4 Verbi: Volere, Sapere, Potere e Tacere.
È "La Morte" della Lama XIII dei Tarocchi, con il suo essere 13, numero duale e ambivalente, positivo per chi tende alla mortificazione e alla conquista dei beni spirituali, negativo in caso contrario, che da Morte Spirituale può farsi mera morte fine a sé stessa.

Il nome dell'Arcano "La Mort" si legge allo stesso modo che se si chiamasse " L'Amor".

Infatti la Morte Filosofale, che è la morte a noi stessi, è un Amore che si sviluppa possente in noi e che ci permette di abbracciare l'intero Creato mentre il Creato ci culla, per Morire a sé stessi divenendo Immortali, perché la Morte è sconfitta dall'Amore, come dono totale di noi stessi.
Una Morte che da terribile e spaventosa si fa sposa bella e dolcissima, Regina dell'Ovest e delle Terre dove il Sole tramonta, che ci sussurra promesse fatte di futuro eterno, di figli e di nipoti ricoscenti, di perpetuarsi dei cicli.
Bella come la Venere Libutina, Amore e Morte in lei, bella come Diana e come Artemide, che ci porta in dono la Giustizia più Grande ed Imparziale.
La Morte e le Avversità diventano, grazie alla Consapevolezza che ci dà Sophia, fattori naturali ed essenziali dell'Eterno Ciclo della Vita, necessari affinché ci sia Rinnovamento e Rinascita e la Vita fluisca.
Il distacco dallEgo, che può sembrare doloroso, si rivela per l'eroe e per il giusto addirittura piacevole poiché appagante più di qualsiasi cosa, rendendo capaci di andare oltre i limiti umani. Si raggiunge così il traguardo, il premio di sentirsi parte integrante dell'Uno e del Suo Infinito Potere di Donarsi continuamente. Una volta raggiunta questa faticosissima vetta il respirare e il vivere sarà inebriante.
Ritornati allo stadio primitivo, al momento creativo del passaggio dal Caos originsrio all'Essenza Indifferenziata, e da lì poi ad ogni cosa.

Thursday, March 26, 2026

L' Heptagramma

Di HighPriestess Grimoire 

Il sette è un numero magico: ci sono sette giorni nella settimana, sette colori nella luce bianca, sette note nella scala musicale e sette stelle immortali nel cielo notturno.

Il sistema solare rende difficile per il neofita comprendere l'antico concetto dell'ordine dei cieli. Mentre noi sappiamo che ci sono nove pianeti, gli antichi potevano osservare solo ciò che vedevano ad occhio nudo, ovvero Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Includevano anche il Sole e la Luna nel loro universo osservabile. Da qui derivano i sette pianeti classici dei Sumeri, dei Babilonesi, dei Greci e praticamente di qualsiasi civiltà antica che guardasse al cielo con meraviglia.

Questi sette pianeti vennero associati a dei e dee, note, colori e infine ai giorni della settimana, e sono importanti nell'occultismo occidentale che fa uso delle corrispondenze astrologiche.

Proprio come l'esagramma unicursale può essere utilizzato per rappresentare l'equilibrio tra tutti e sette i pianeti o i quattro elementi classici attorno a un Sole e una Luna in equilibrio, anche l'eptagramma può essere impiegato allo stesso modo. Il processo del rituale planetario è il processo di creazione dell'equilibrio planetario, ma oltre a bilanciare le energie planetarie, l'eptagramma può anche essere utilizzato per rappresentare le sette direzioni: le direzioni cardinali Nord, Sud, Est, Ovest e le direzioni spirituali Sopra, Sotto e Dentro. Di solito i quattro elementi classici sono utilizzati per rappresentare le direzioni Nord, Sud, Est e Ovest, mentre lo Spirito rappresenta il concetto di Sopra, il Corpo viene a rappresentare il Sotto e l’Anima rappresenta il regno dell’Interno.

L'eptagramma può anche rappresentare i sette giorni della settimana. Nel contesto giudaico-cristiano, esso viene a simboleggiare i sette giorni della creazione e, per estensione, la natura completa dell'Universo. In un contesto pagano, diventa invece un'estensione delle associazioni planetarie.

L'eptagramma acuto è talvolta chiamato Stella degli Elfi ed è stato ampiamente adottato dagli Otherkin – persone che credono di essere esseri soprannaturali come elfi, fate o draghi (e intrappolati in corpi umani). È anche usato da varie tradizioni fatate per rappresentare i sette poteri/energie principali all'interno della tradizione, oltre a fornire una guida per comunicare con gli esseri di potere e il loro mondo in questa tradizione. Partendo dall'alto, la Stella delle Fate, come viene anche chiamata, rappresenta: Sole, Foresta (o Bosco), Mare, Magia, Luna, Vento, Connessione (o Spirito).

Come porta d'accesso al Regno delle Fate, i sette punti, o Raggi, rappresentano i sette aspetti del Sé Superiore che un praticante deve raggiungere per poter comunicare. Questi sono:

1° punto – Potere, volontà personale e determinazione

2° punto – Amore incondizionato, saggezza e crescita

3° punto – Conoscenza e intelligenza

4° punto – Armonia e tranquillità

5° punto – Poteri della mente e della scienza

6° punto – Devozione e onestà

7° punto – Magia

Gli eptagrammi e gli esagoni sono fondamentali per il Sigillum Dei Aemeth (o Sigillo di Aemeth) usato da John Dee nel suo lavoro con il veggente Edward Kelly. Il numero sette è fortemente presente nel sistema della magia angelica enochiana, ma ciò è particolarmente evidente nel Sigillum Dei Aemeth, che veniva inciso su tavolette di cera e posto sotto i quattro angoli del tavolo e sulla pietra di rivelazione stessa, al fine di proteggere il lavoro invocando il nome e la VERITÀ di Dio.

Wednesday, March 4, 2026

LA FOTOGRAFIA E IL SUO RUOLO NELLA PRATICA ESOTERICA

 Di Shaula Shaula

Il legame tra fotografia e magia è un argomento suggestivo che si è sviluppato insieme al progresso tecnologico. Sin dalle prime immagini impressionate su lastra, l’essere umano ha percepito la fotografia non solo come mezzo di memoria, ma come possibile ponte verso l’invisibile o come rappresentazione energetica della persona ritratta.Di seguito alcuni dei principali modi in cui la fotografia è stata associata all’ambito occulto.  1. La fotografia come collegamento energetico

In molte correnti esoteriche contemporanee inclusa la radionica e determinate pratiche rituali, la fotografia viene considerata un “collegamento” diretto con il soggetto. Poiché riproduce fedelmente l’aspetto di una persona, si ritiene che conservi un filo sottile che la unisce energeticamente a essa. Impiego: l’immagine può essere collocata su un altare, sotto una candela consacrata o inserita in un talismano per orientare un’intenzione specifica verso il soggetto rappresentato. 

 2. La fotografia spiritica

Nella seconda metà del XIX secolo, con la diffusione dello Spiritismo, nacque la convinzione che la macchina fotografica potesse immortalare presenze ultraterrene. Divennero celebri gli scatti attribuiti a William Mumler, nei quali apparivano figure evanescenti accanto ai vivi. Anche se molte di queste immagini si rivelarono frutto di sovrapposizioni o artifici tecnici, contribuirono a rafforzare l’idea che l’obiettivo potesse cogliere ciò che sfugge all’occhio umano. 

 3. L’effetto Kirlian e il campo energetico

Nel 1939 Semyon Kirlian sviluppò un metodo capace di registrare emissioni elettriche attorno agli oggetti. In ambito esoterico, tali immagini sono spesso interpretate come manifestazioni visive dell’aura o del corpo sottile, variabile in base allo stato fisico ed emotivo dell’individuo.

 4. La “thoughtography” o impressione mentale


Questa teoria sostiene la possibilità di trasferire immagini su pellicola tramite la sola forza della mente. Il caso più noto è quello di Ted Serios, che negli anni Sessanta affermava di poter proiettare visioni direttamente sulla fotografia concentrandosi intensamente. 

 5. Tradizioni popolari e cautele


In alcune culture antiche era diffusa la credenza che un’immagine potesse sottrarre una parte dell’anima. Ancora oggi, in certe pratiche popolari, si raccomanda prudenza nel condividere le proprie fotografie o nel collocare immagini dei defunti accanto a quelle dei viventi, per evitare interferenze o squilibri sottili.


Friday, October 31, 2025

C’È UN MOTIVO SE MUORI E RINASCI E C’È UN MOTIVO SE CONTINUI A SOFFRIRE

Di ROBERTO POTOCNIAK


“Per mangiare, bere, dormire, riprodursi e lottare contro gli altri non serve avere coscienza, non serve amore, non serve alcun tipo di risveglio, non serve avere un anima.

L'anima è un lusso.

Serve solo all'evoluzione interiore dell'uomo.”

NOTA BENE: Se vuoi comprendere realmente ciò che stai per scoprire adesso devi lasciare da parte la credenza che esista solo la materia: solo ciò che puoi toccare, vedere e annusare…

Perché c’è molto di più.

La materia è energia solidificata.

Tutto, ogni forma di energia porta informazione, conserva informazione, passa informazione.

Luce, energia e informazioni: questo è l’Universo.

Lo stesso vale per te.

Non sei il tuo corpo o le circostanze che hai creato nella tua vita (lavoro, età, titoli, denaro…)

Sei un flusso continuo di coscienza che passa da una vita all’altra, portando con sé le informazioni date da come si è vissuto il proprio tempo in ogni corpo.

Dato che l’anima ha bisogno di un corpo per fare esperienza è più corretto dire che non passiamo di vita in vita, ma di corpo in corpo.

Questo è l’eterno viaggio dell’anima.

Ora osserva l’immagine postata qui sotto:

Le sfere azzurre rappresentano i nostri vari corpi. Ogni corpo noi lo chiamiamo “vita”, ma la vera vita è quella striscia arancione, che sarebbe il flusso del continuum coscienziale e memoria del karma: cioè noi, la parte profonda dell’essere umano che passa da un corpo all’altro.

Quindi è un’unica grande vita che passa di corpo in corpo, chiamiamola “catena di esistenze”;

Per essere sempre più precisi, l’esistenza studiata da un punto di vista profondo, spirituale, energetico-spirituale, è un’unica esistenza per ogni essere umano, che è a sua volta collegata all’esistenza degli altri esseri umani.

Noi, infatti, siamo totalmente interconnessi e interdipendenti. Non c’è separazione tra noi, ognuno, in un modo o nell’altro, ci riflette a vicenda.

Ma quanto possiamo veramente cogliere, esperienzialmente, la connessione e l’interdipendenza con tutti gli altri esseri umani, se non riusciamo nemmeno a sentire il nostro corpo, se non quando ci fa male?

Come pensiamo di poter veramente sentire queste cose?

Ecco che serve uno sviluppo particolare per entrare nel mondo interiore, spirituale e farne esperienza…

Prima ho parlato di “informazioni”.

Cosa intendo?

Ti sei mai chiesto perché prima di morire o in una situazione molto vicina alla morte, molte persone si vedono scorrere tutta la loro vita davanti?

La vita diventa come un film che viene sbobinato e archiviato nel chakra del cuore.

Nel chakra del Cuore, infatti, ha sede una memoria karmica che, come una scatola, contiene tutte queste informazioni sotto forma di energia.

Parliamo di una memoria molto profonda: la memoria animica.

Quando si muore e si esce dal corpo, l’anima (coscienza mentale sottile) spinta dall’energia del karma, con le informazioni archiviate ed elaborate sulla propria rinascita, prepara la coscienza a rinascere e, in base alle esperienze che dovrà vivere, sceglie il contesto perfetto in cui farlo, (genitori, luogo di nascita, condizione economica ecc..)

Il concetto che sta alla base è questo:

Nulla si distrugge e tutto si trasforma.

Anche se ogni cosa passa da una condizione all’altra, da uno stato all’altro, nulla viene perso per sempre, nessuna informazione.

Per comprendere meglio questo concetto puoi pensare all’acqua. Come ben sai, è formata dalla molecola H2O.

Ma sai anche che l’acqua può cambiare stato.

Può diventare ghiaccio, può essere liquida oppure trasformarsi in vapore.

Quando cambia forma, il suo essere H2O, le sue informazioni di base, cambiano a loro volta?

No, restano uguali.

L’acqua è sempre H2O, sia che sia un cubetto di ghiaccio nel freezer, sia che sia il vapore acqueo che appanna i vetri quando fai la doccia.

La stessa cosa accade quando si passa di vita in vita. Si cambia corpo, si cambia stato, ma la coscienza rimane la stessa.

La coscienza trasporta solo la memoria sottile, cioè porta con sé le informazioni energetiche del viaggio che ha fatto.

Cosa c’entra questo con il karma?

C’entra, perché il karma può essere visto, infatti, come automatismo, ripetizione, abitudine, informazione cristallizzata nella parte meccanica ed emotiva dei centri, che passa di vita in vita attraverso la coscienza, i chakra, l’energia e i corpi sottili.

Solo ciò che passa da una vita all’altra è karma.

Facciamo un esempio.

Per Samuele, l'informazione che porta il karma può essere quella della dipendenza.

Ecco che in una vita sarà un giovane dipendente dalla cocaina.

In un’altra, sarà un uomo obeso, dipendente dal cibo.

E in un’altra ancora un uomo ossessionato dai videogiochi.

Tutto questo si ripeterà, fino a che non si libererà da quell’attaccamento e ossessione alla base della dipendenza.

Sciolto questo nodo, se la lascerà alle spalle e inizierà a godersi il piacere libero dalla sofferenza.

Ciò che fissa nella memoria karmica non sono solo le esperienze, ma anche la loro intensità e totalità. Sia che sia positiva sia che sia negativa.

Esperienze molto intense diventano karma.

Anche esperienze non eccessivamente intense, ma durature. Qui si fissa la memoria.

Noi passiamo tutta la vita ad accumulare cose, anche pesanti.

Sul punto di morte, non avendo più tempo, tu fai i conti con te stesso.

Ciò che rimandi e non lasci andare si accumula e forma materiale inconscio.

Per questo è così importante non aspettare troppo e cercare di risolvere, pareggiare i conti, ripulirsi almeno interiormente, non per forza con la persona o la situazione esterna.

Non morire carichi di rabbia, odio e conflitti. Altrimenti quel passato, quelle informazioni, io le rivivrò oggi e anche nei prossimi corpi.

Ecco qui il concetto di “reincarnazione, rinascita”.

Lo scopo della vita

Ormai devi aver compreso che c’è una parte di noi che sostanzialmente non muore assieme al corpo, ma che passa di vita in vita.

Dal punto di vista animico quindi esiste un’unica vita infinita, con un intervallarsi di corpi diversi.

L’anima per fare esperienza, per maturare e raggiungere il massimo picco evolutivo (che potrebbe essere quello di un Gesù Cristo, di un Buddha o di un qualche essere ai picchi dell’amorevolezza e della consapevolezza) ha bisogno di tante incarnazioni, ha bisogno di tanti passaggi.

E siccome un corpo materiale dura quello che dura, anche quando lo teniamo bene, l’Anima ha bisogno di molto “tempo” per la sua evoluzione.

Ecco che, finché non avremo raggiunto e realizzato pienamente le nostre potenzialità di consapevolezza, amore verso tutto e tutti e compassione, noi dovremo tornare qui, all’interno di un corpo.

Quindi ti chiederai:

Per quale motivo torniamo sempre qui?

Perché rinasco?

La nostra anima torna in vita per via di uno o più desideri.

Dunque è il desiderio che porta alla rinascita.

Quando abbiamo un desiderio, questo mette in moto la ruota del karma.

Il karma è qualcosa che si ripete ormai da solo.

Noi vogliamo tornare qui perché al momento della morte abbiamo lasciato delle cose incompiute. Desideri dell’essenza, della mente conscia, da realizzare per il proprio completamento. A volte cose incompiute, nodi irrisolti o situazioni lasciate in sospeso.

È nella natura del nostro sistema psichico non lasciare nulla in sospeso, ma concludere le cose.

Di conseguenza continuiamo a rivivere le stesse esperienze, con il rischio di non giungere mai a una fine, perché ci si impiglia nelle vecchie trappole.

Ora comprendi perché si andrà in cerca di certe persone o certe cose da rivivere all’infinito… Per completare ciò che è rimasto in sospeso.

Ma non è detto che ci si riesca.

In pratica, finché non avremo sufficiente consapevolezza, amore e compassione per interagire correttamente con la realtà, accogliere e non combattere la realtà, ma capirla, vederla, accettarla e saperci interagire, dovremo tornare qui perché non abbiamo ancora capito la lezione.

Perché?

Perché non vedendo, non accogliendo nel modo giusto, non comprendendo, noi non saremo capaci di relazionarci con il mondo, con gli altri e con noi stessi nel modo giusto, cioè senza creare sofferenza.




Saturday, October 4, 2025

CANALIZZARE L’ANIMA

 Di Manuela Bonazzi

Imparare a connettersi con l’anima è estremamente importante per aumentare la propria Consapevolezza.
Parlare con l’anima è un vero e proprio sapere che ci riporta alle radici.
In noi sono presenti tutte le informazioni che abbiamo ottenuto in tutte le vite passate e inoltre in noi, nel nostro DNA, nei nostri atomi seme, ci sono conservate memoria ancestrali e di cose che ancora non abbiamo fatto e potremmo sviluppare in questa vita (noi li chiamiamo doni, nuovi talenti, opportunità). Io non la chiamo canalizzazione, ma la chiamo connessione perché è il suo vero nome. Dalla canalizzazione alla connessione cambia il modus operandi.
Ancora oggi mi sento dire che le mie “canalizzazioni”(uso questo termine perché è molto familiare a tutti) non hanno né spazio né tempo, e quando vengono rilette dopo mesi e anni, si trovano strumenti per comprendere il proprio percorso. Questo mi felicità molto, soprattutto perché in questi testi che scrivo connessa direttamente con l’anima di animali, piante, esseri umani e oggetti, portano una grandissima espansione di coscienza che è utile per migliorare il nostro cammino. Una volta avevo necessità di 5 ore per scrivere tutto ciò che l’anima continuava a comunicarmi, e non finiva mai è la solita biricchina! Poi iniziai a ricevere istruzioni per parlare direttamente con le coscienze. Un lavoro decisamente più snello, veloce e preciso. Mi piacerebbe che tutti imparassero, perché di un’estrema facilità!
Basta abbandonarsi con piccoli esercizi e lavorare solo esclusivamente con il nostro sè superiore all’inizio!
E poi, a mano a mano, ci sono valide istruzioni (che riporto nella lettera che sviluppo), dopo la lettura delle coscienze che mi riportano tutto il materiale che l’anima vuole comunicare o chi per lei, perché spesso si presentano disincarnati, guide ecc che vogliono comunicarci qualcosa di importante. Ciò che dico sempre è di lavorare solo con le parti di noi stessi, evitando di lavorare con entità che non possiamo sapere se veritiere o no, ma lavorare solo con la coscienza, quel se’superiore ,con l’anima ,con lo spirito di nostra appartenenza.
Lì ci possiamo fidare! anche perché se dovessero entrare falsità li scopriremo subito soprattutto perché ci sono dei sentori, anche quelli insegno e le scrivo sulla lettera dell’analisi della “canalizzazione”, perché ho piacere che tutti possono veramente diventare indipendenti in questa arte che tutti abbiamo sempre posseduto nei secoli, dove oggi troviamo difficoltà a riallacciare questa bellissima disciplina che fa parte di un qualcosa di estremamente utile che conserva il nostro DNA. Imparerete a pulire i campi, a usare bene le vostre ghiandole, a conservare la vostra energia vitale, a preservare il più possibile la vostra salute, e a manifestare sia di giorno che in onirico tutto ciò che può essere utile a voi e agli altri.
Tutto va fatto a beneficio di tutti, altrimenti non si chiamerebbe evoluzione!

Saturday, September 27, 2025

Sull'umiltà: la via verso la vera forza

Di James William Kaler


Fratelli e Sorelle, oggi riflettiamo su una virtù che sta alla base di ogni vera crescita: l'umiltà.

L'umiltà non è debolezza. È il riconoscimento consapevole che nessuna saggezza, nessuna forza, nessuna conquista dell'uomo si distingue dalla Luce Divina. È il tranquillo riconoscimento che siamo parte di un tutto più grande, e che il mondo non ruota intorno ai nostri desideri o orgoglio.
È umiltà verso gli altri, incontrare tutte le anime come uguali, mettere da parte rango, fama o onore mondano. Ogni persona che incontriamo porta dentro di sé una scintilla dell'Infinito, e onorandolo, apriamo i nostri cuori all'apprendimento, al servizio e alla compassione.
Attraverso l'umiltà, l'orgoglio è sottomesso, la vanità temprata e il cuore è pronto a ricevere una guida. È il terreno dove tutte le virtù mettono radici, la salvaguardia contro l'arroganza, e la bussola che indirizza il potere verso la benevolenza.
La vera grandezza non si misura dalla gloria che rivendichiamo, ma dalla fedeltà con cui serviamo, dalla riverenza con cui agiamo e dalla mansuetudine di cuore che coltiviamo. Solo nell'umiltà il lavoro della vita diventa sacro; solo attraverso l'umiltà l'anima contribuisce all'opera eterna della Verità.

Percorriamo insieme questo cammino, non cercando di brillare sopra gli altri, ma di servire, costruire e illuminare il mondo attraverso la calma forza e il cuore saldo.

“Per sapere diecimila cose, conoscere bene una. ” – Musashi

Di James William Kaler


La saggezza di Musashi non è solo per il cammino del guerriero, ma per tutti coloro che cercano la verità. La frase "diecimila cose" è il modo orientale di dire tutto ciò che esiste - il vasto e infinito mondo di forme, illusioni e complessità. Eppure, Musashi ci dice che padroneggiando profondamente una sola cosa, tocchiamo i principi stessi che li governano tutti.

Questo riflette perfettamente Ermetici. L'assioma ermetico "Come sopra, così sotto; come dentro, così senza" rivela che la più piccola verità rispecchia la più grande. Quando ci diamo pienamente alla disciplina di un mestiere, di un principio, di un perseguimento, non stiamo solo imparando un'abilità, ma stiamo entrando nel ritmo del diritto universale.

Nell'apprendimento del tempismo e del flusso in un'arte marziale, si comincia a capire il tempismo della vita stessa.

Nel padroneggiare la pazienza dell'artigianato, scopri la pazienza necessaria per plasmare la tua anima.

Studiando il movimento delle stelle o la struttura dell'atomo, si assiste agli stessi schemi che riecheggiano nel cosmo.

Ecco perché Ermetica sottolinea la maestria interiore. Se non riesci a controllare i tuoi pensieri, come farai a controllare le forze più grandi del mondo? Se non riesci ad essere coerente nel piccolo, come potrai mai spostare le montagne nel grande?

Il mondo oggi spesso spinge le persone verso una conoscenza superficiale - scorrimento infinito, opinioni a livello di superficie e l'illusione di saggezza senza la disciplina della profondità. Ma il vero cercatore, il vero Ermetista, non disperde la sua attenzione tra "diecimila cose" nel caos. Entrano dentro, padrone uno, e da quella sorgente di intelligenza, tutto diventa più chiaro.

Applicazione per la vita:

Scegli una cosa: la tua mente, la tua arte, la tua disciplina, e impegnati a conoscerla profondamente. Non avere fretta. Non saltare le basi. Raffinatevi nelle piccole cose, e vi affiderete ai grandi. Dal pozzo profondo di uno, vedrai il riflesso dei diecimila.

È così che si passa dall'essere cercatori di conoscenza a conoscenza della saggezza.

Tuesday, September 23, 2025

LA CROCE COSMICA DEL 21 SETTEMBRE È IL SEGNO ANNUNCIATO DA TUTTE LE PROFEZIE MARIANE: LA CROCE NEL CIELO CHE PRECEDE L'INIZIO DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE.

Di Enrico Telaretti


IL SEGNO CHE ATTENDEVO DAL PADRE È ARRIVATO 
 .

Nella figura che rappresenta l’eclissi di Sole del 21 settembre 2025, i pianeti sono disposti lungo il cerchio dello zodiaco in modo tale da delineare l’immagine di un uomo crocifisso. Questa configurazione cosmica non è casuale: è LA CROCE ANNUNCIATA DA TUTTE LE PROFEZIE MARIANE, quella che apparirà nei cieli come segno per l’umanità, immediatamente prima dell’inizio della Grande Tribolazione. Ogni pianeta occupa infatti una posizione che, letta in chiave gnostico-esoterica, corrisponde alle MEMBRA DEL CRISTO COSMICO.

Il Sole, la Luna e Mercurio si trovano nella Vergine, nel nakshatra Uttara Phalguni. Essi rappresentano la testa dell’uomo crocifisso, il centro del suo essere. Il Sole corrisponde allo spirito, all’identità, alla coscienza divina che irradia luce. La Luna simboleggia l’anima, la memoria karmica e il sentire profondo. Mercurio indica la mente, il pensiero, il Logos, la Parola che unisce cielo e terra. La testa, dunque, è completa: spirito (sole), anima (luna) e mente (Mercurio) fuse in un unico punto di luce. Padre, Figlio e Spirito Santo, uniti insieme a rappresentare la Trinità divina.

Marte, in Bilancia nel nakshatra Chitra, rappresenta il braccio e la spalla destra. È il segno della forza maschile, dell’azione, dell’energia che si offre e si sacrifica.

Venere, in Leone nel nakshatra Magha, simboleggia invece il braccio e la spalla sinistra: è l’energia femminile, la bellezza e la compassione che si donano. I due bracci aperti diventano così il gesto eterno dell’abbraccio cosmico, ma anche l’immagine del sacrificio, dell’uomo inchiodato tra cielo e terra.

Plutone, in Capricorno nel nakshatra Uttara Ashada, rappresenta il piede destro. È il simbolo della potenza tellurica, del radicamento, della fine e del rinnovamento. È il piede destro che scuote il suolo per aprire un varco nel tempo, il piede della morte e della resurrezione.

Urano, in Toro nel nakshatra Krittika, corrisponde invece al piede sinistro: è la folgore improvvisa, la rivoluzione spirituale, il fuoco che separa e purifica.
I piedi inchiodati rappresentano così l’umanità fissata alla materia, ma anche il passaggio che conduce alla liberazione.

Giove in Gemelli, nel nakshatra Punarvasu, sotto il braccio sinistro (Venere in Magha), rappresenta il CUORE DI CRISTO CROCIFISSO.

Giove, in astrologia, è infatti il pianeta dell’espansione, della fiducia, della vita che si dilata. È il respiro profondo, il battito che irraggia calore.

In astrologia tradizionale, Giove è legato al torace e al cuore come centro vitale e spirituale, perché è principio di generosità, fede e vitalità.

Nel corpo cosmico, il cuore non è solo organo fisico ma centro dell’anima, il luogo dove si uniscono spirito e materia. Giove, pianeta della saggezza e della grazia, rispecchia proprio questo ruolo.

Perché proprio in Gemelli / Punarvasu?

Gemelli è il segno del respiro, del movimento vitale che unisce i due poli, come il cuore che pompa sangue tra alto e basso, destro e sinistro.

Punarvasu significa “ritorno della luce” ed è collegato a Aditi, la Madre infinita. È il nakshatra della rigenerazione, della rinascita dopo la distruzione. Collocare qui il cuore significa che il centro dell’Uomo crocifisso pulsa come un cuore che muore e rinasce, che si spezza ma poi si rigenera in luce.

Non a caso, il cuore (Giove in Punarvasu) si trova proprio sotto il braccio sinistro (Venere in Magha).

Questo crea una corrispondenza perfetta: il braccio sinistro è il lato dell’amore e della compassione, e sotto di esso pulsa il cuore che dona vita, fede e speranza.

È come se la Sophia (Venere) proteggesse e custodisse il Cuore del Cristo cosmico (Giove).

Saturno e Nettuno rappresentano la radice dell'uomo che si protende verticale verso il basso, la gravità che tiene l'uomo ancorato alle fondamenta.

Nello specifico, Saturno rappresenta la Terra, le forze telluriche, Nettuno le Acque, le forze degli abissi marini.

Infatti, Saturno è il pianeta del limite, della materia, della struttura. È la solidità, la pietra, la montagna, ciò che tiene e delimita. È il peso che affonda nel terreno e lo ancora. È la terra compatta, il fondamento che sostiene.

Nettuno è il pianeta della dissoluzione, dell’infinito, dell’oceano. È l’acqua senza confini, che scorre e penetra, che nutre e insieme disfa. Come radice, è l’acqua che bagna il terreno, che scende nelle profondità e da lì risale come linfa vitale.

Insieme, Saturno e Nettuno sono la doppia radice dell’Uomo cosmico: la terra che sostiene e le acque che nutrono. Sono i due poli del mondo inferiore, le forze che spingono verso il basso, ma che al tempo stesso permettono alla Croce/albero di rimanere salda e di trarre nutrimento.

La loro unione in Pesci / Uttara Bhadra rende perfetta l’immagine delle radici verticali: la terra (Saturno) che affonda nell’oceano (Nettuno), creando il fondamento invisibile della Croce cosmica.

In questa chiave, i piedi inchiodati (Plutone e Urano) tengono l’uomo crocifisso saldo alla terra, le braccia aperte (Marte e Venere) mostrano l’abbraccio cosmico, la testa (Sole, Luna e Mercurio) esprime la Trinità divina, le radici (Saturno e Nettuno) affondano nel mistero delle profondità e nutrono l’albero della Croce, mentre il cuore (Giove in Punarvasu) diventa il fondamento mistico da cui sgorga la redenzione, poiché Giove, identificato nella tradizione gnostica con Jahwhe, si rivela come colui che porta la salvezza. Infatti il nome di Gesù in aramaico (Yeshua), significa letteralmente: "Jahwhe è salvezza".

Così, l'intera figura astrologica dell’eclissi diventa un’icona celeste: la Croce cosmica, l’uomo crocifisso nel cielo, il Cristo universale che si manifesta tra le stelle. Non è soltanto un fenomeno astronomico, ma il segno apocalittico che annuncia l’inizio del tempo ultimo. È la prova che il cielo e la terra stanno per unirsi, e che il sacrificio divino si riflette ora negli astri per guidare l’umanità attraverso l’oscurità della tribolazione verso la luce del compimento.

Lo ribadisco, per essere ancora più chiari:

Tutti i pianeti, nessuno escluso, il 21 settembre 2025 si trovano nell’esatta posizione che compete loro nella rappresentazione dell’Uomo crocifisso, il Cristo cosmico.

Il Sole, la Luna e Mercurio sono congiunti nella zona della testa: essi rappresentano, rispettivamente, lo spirito (Sole), l’anima (Luna) e la mente/pensiero (Mercurio). LA TRINITÀ DIVINA.

Marte è posizionato sul braccio destro, ed infatti rappresenta la forza, l’azione, l’energia maschile.

Venere è posizionata sul braccio sinistro, ed infatti rappresenta l’amore, la compassione, l’energia femminile che abbraccia l’umanità.

Giove si trova sotto il braccio sinistro, ed infatti rappresenta il cuore, il centro vitale della fede e della rinascita, da cui sgorga la redenzione.

Plutone è posizionato sul piede destro, ed infatti rappresenta il piede che scuote, portando distruzione e morte. Simboleggia il radicamento nella terra, la morte e la rigenerazione, il compimento karmico.

Urano è posizionato sul piede sinistro, ed infatti rappresenta la folgore, la rivoluzione spirituale, il passo improvviso verso la liberazione.

Saturno e Nettuno si trovano nelle profondità, ed infatti rappresentano le radici, la terra e le acque, il fondamento invisibile che ancora l’Uomo cosmico e dal quale si sprigiona la linfa della redenzione.

E in tutto questo, i pianeti sono tutti disposti in posizione perfettamente simmetrica rispetto all'asse verticale che unisce Sole/Luna/Mercurio (testa) con Saturno e Nettuno (radice).

È INCREDIBILE!

QUESTA È LA CROCE ANNUNCIATA DA TUTTE LE PROFEZIE MARIANE, CHE PRECEDE L'INIZIO DELLA TRIBOLAZIONE PER TUTTA L'UMANITÀ


P. S.

La scelta di associare Plutone al piede destro e Urano al piede sinistro non è arbitraria, ma ha un fondamento simbolico profondo, sia esoterico che astrologico.

Infatti, tradizionalmente il piede destro rappresenta l’appoggio principale, quello che dà stabilità e fermezza. È il lato della continuità e della forza che affonda nella terra.

Plutone governa i mondi sotterranei, le radici profonde, le trasformazioni inevitabili. Metterlo nel piede destro significa riconoscere che l’appoggio dell’uomo cosmico è proprio nella forza della morte che rigenera, nel radicamento profondo che lo tiene saldo nel sacrificio.

Inoltre, Uttara Ashada è il nakshatra della “vittoria finale”, della fermezza che conduce al compimento. Plutone in questo punto rende il piede destro il pilastro del destino, il punto che sostiene e porta a termine il cammino.

Invece, il piede sinistro, simbolicamente, è quello che si muove per primo, che avanza verso l’ignoto. È il lato dell’apertura, della libertà, del nuovo.

Urano non sta mai fermo: è l’energia che rompe gli schemi, che apre porte inaspettate. Come piede sinistro rappresenta il passo verso il futuro, il cammino che non segue la tradizione ma spezza le catene.

Krittika (Toro) è il nakshatra del fuoco purificatore, delle Pleiadi che tagliano e separano. Urano in Krittika trasforma il piede sinistro in lama ardente che apre il cammino attraverso la purificazione.

Quindi:

- Piede destro (Plutone/Uttara Ashada) → radicamento nella morte e nel karma, stabilità, compimento inevitabile.

- Piede sinistro (Urano/Krittika) → passo improvviso nel futuro, rivoluzione, purificazione.

Insieme, i due piedi inchiodati rappresentano l’umanità fissata alla materia, ma anche il passaggio attraverso la Croce: un piede radicato nella terra/morte (Plutone), l’altro lanciato verso la liberazione e la resurrezione (Urano).

In sintesi, Plutone è il piede destro perché simboleggia la forza oscura che sostiene e completa il destino, radicando l’uomo cosmico nella necessità del sacrificio.

Urano è il piede sinistro perché simboleggia il passo improvviso verso la liberazione, la rivoluzione che apre il varco al nuovo mondo.

"La profezia non è fantasia: è un programma scritto nei secoli da chi detiene il potere. La Luce non teme le tenebre, le smaschera. La colpa non è di chi avverte, ma di chi obbedisce agli ordini oscuri. Non credete agli influencer, ai medium, agli ipnotisti, ai veggenti, ai canalizzatori e ai falsi profeti: sono strumenti degli Arconti, che offrono solo illusioni mascherate da luce. Solo Cristo ha squarciato il velo dell’inganno: solo Lui è la Via, la Verità e la Vita. Tutto il resto è inganno e prigionia. Se questo ti sfugge, forse è meglio che tu non legga i miei post."

Ricercatore Enrico Telaretti Gruppo Facebook Arazzo della Rivelazione https://www.facebook.com/groups/376875600236606/?ref=share_group_link

Canale Telegram Arazzo della Rivelazione

È tempo di vedere oltre le illusioni insegnate dalle religioni

Di James William Kaler

È tempo di vedere oltre le illusioni insegnate dalle religioni 
organizzate e le storie che manipolano paura e desiderio. Ciò che chiamiamo "cielo" e "inferno" non sono regni fisici che ci aspettano dopo la morte, sono metafore degli stati della nostra coscienza.

In Ermetica, capiamo che tutto è Mente. L'universo stesso è un riflesso della coscienza. Non esiste "lassù" o "laggiù" dettati da una chiesa o da una dottrina. C'è solo il risveglio dell'anima e il riconoscimento del tuo Essere - o la perdita di essa attraverso l'ignoranza, la paura e l'abbandono alle illusioni.

L'inferno non è un pozzo infuocato, è il tormento interiore causato dalla perdita di connessione con il tuo vero io, la tua coscienza. Il paradiso non è un palazzo perlato - è lo stato di liberazione, chiarezza e allineamento con l'essenza eterna e incrollabile dentro di te. Ogni anima porta dentro di sé il potere di creare entrambi.

Quando il corpo muore, lo spirito non scompare. Continua in un eterno stato di lucida consapevolezza. La morte non è altro che lo spargimento del vaso fisico; la tua coscienza rimane intatta e libera, non più vincolata dalla forma o dall'illusione. Uno spirito che è pura coscienza non può essere danneggiato o "bruciato. ”

Non lasciarti legare dalla paura, dalla superstizione o dalla dottrina. Il cammino verso la liberazione sta nel comprendere la propria mente, padroneggiare il proprio mondo interiore e risvegliare la propria coscienza. Paradiso e inferno non sono da qualche parte "là fuori" - sono qui, dentro di te, i riflessi del tuo stesso Essere.

Questa è la verità ermetica: la padronanza di sé è padronanza dell'universo. Nel momento in cui ti svegli dentro, abiti il tuo stesso paradiso. Nel momento in cui perdi di vista il tuo Essere, vivi il tuo inferno. Tutto il resto è un'illusione progettata per mantenerti piccolo.

Ricorda: la morte non è la fine. È solo una transizione per lo spirito eterno e consapevole che tu sei veramente.

Thursday, September 18, 2025

⚡️Pratica del perdono di sé stessi in tutte le incarnazioni

Di Olga Samarina


Non so se funzioni, io seguo altro metodo, ma per qualcuno forse potrà essere utile.

Tutti noi abbiamo sentito parlare dell'importanza dell'amore per sé stessi. Ma perché molte tecniche, meditazioni e affermazioni danno solo un risultato temporaneo?
La ragione è più profonda, è nel subconscio.
La mancanza di amore per sé spesso affonda le radici nella memoria delle vite passate.
L'anima ricorda tutto: la rudezza, la crudeltà, l'ingiustizia. Anche se la coscienza non conserva ricordi, il subconscio ne porta il peso. Da qui il senso di colpa inspiegabile, i programmi di autodistruzione, la sensazione di «non meritare felicità e amore».

Come guarire il rifiuto di sé?

L'unico modo è perdonare e accettare sé stessi in tutte le incarnazioni.
Per questo esiste una pratica semplice ma potente, che lavora direttamente con il subconscio.

Tecnica del perdono (41 giorni)

Per 41 giorni consecutivi, senza interruzioni, scrivete ogni giorno con la mano sinistra su un foglio di carta:

«Chiedo perdono per tutti i miei pensieri, emozioni, sentimenti e azioni verso tutti gli esseri viventi in tutte le mie incarnazioni.
Perdono me stesso per tutti i miei pensieri, emozioni, sentimenti e azioni verso me stesso e gli altri esseri viventi in tutte le mie incarnazioni.
Perdono e accetto me stesso in tutte le mie incarnazioni».

Ulteriori suggerimenti

Si può includere la Famiglia: chiedere perdono alla Famiglia e perdonare sé stessi per comportamenti non armonici nei suoi confronti. E anche chiedere perdono alla Famiglia da parte di tutti gli esseri viventi.
Questo aiuta a ristabilire il legame con la Famiglia, a trovare sicurezza e un sostegno interiore.

Conclusione della pratica

Dopo aver scritto — bruciate il foglio.
Spargete le ceneri al vento, lavatele con l'acqua o consegnatele alla terra.
Il numero 41 è sacro: è proprio il tempo che il desiderio impiega per raggiungere le Forze Superiori.

Risultato

La pratica può essere ripetuta più volte con pause di 1–2 mesi.
Le radici profonde della mancanza di amore per sé richiedono tempo, ma gradualmente libererete l'anima dal senso di colpa e raggiungerete la vera accettazione.

 "Perdonare sé stessi è la chiave della libertà interiore."