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Tuesday, January 13, 2026

...Un simbolo degli antichi Alchimisti che rappresentano la natura e la natura Dio...

Di Ava Leopoldo

... Ma un simbolo degli antichi Alchimisti che rappresentano la natura e la natura Dio è una combinazione ed equilibrio di forze maschili e femminili, luce e tenebre, umidità e secchezza.

Il principio stesso di Hermes Trismegitus:

"Come sopra, così sotto"

è ciò che è simboleggiato da Baphomet.

~ P virile. Padiglione 1901 - 1990

Derivato dal greco βα φή baphe, βάπτω ("I dip") "immersione" + Μῆτις, Metis "saggezza", "abilità" o "mestiere". " Così, Baphomet significa "battesimo" o iniziazione alla saggezza.

Il Baphoment rappresenta Pan, la forza della natura che Adamo ed Eva devono domare e padroneggiare per tornare nell'Eden.

Un termine mistico medievale solitamente identificato con la capra di Mendes.

I Templari di Malta furono accusati di adorare Baphomet come un idolo.

Baphomet significa un battesimo in saggezza o iniziazione, ma è diventato degradato e incompreso quando le chiavi del suo reale significato sono andate perdute.

Il termine baphomet nasconde un messaggio quando letto al contrario:

TEM OHP AB

che è il simbolo delle parole latine "Templi ommun hominum pacis abbas",

che significa,

"Il Padre del Tempio della Pace Universale per gli uomini. "

~ Arte rituale templare di Wraithdt ~

Baphomet non è "Satana" in senso cristiano, né è un simbolo del male.

Invece, Baphomet rappresenta:

1. Equilibrio e dualità

- La riconciliazione tra opposti-bene e male, maschio e femmina, luce e buio.

- Questo riflette il concetto gnostico che solo integrando la nostra duplice natura possiamo raggiungere l'illuminazione.

2. Saggezza divina e conoscenza nascosta

- La torcia infuocata simboleggia la luce interiore dell'iniziato che li guida oltre l'illusione.

- In alchimia ed Ermetismo questa è la Pietra Filosofale maestria spirituale sulla natura.

3. Liberazione dal Dogma

- Proprio come i Cavalieri Templari sono stati accusati di eresia, Baphomet rappresenta la saggezza proibita che sfida il controllo religioso stabilito.

- Chiama il cercatore alla padronanza di sé, all'auto-deificazione e all'illuminazione oltre il sistema

"Baphomet era il Simbolo Segreto dei Templari, che rappresenta la Verità Gnostica secondo cui Dio non è una persona ma una Forza che contiene sia Luce che Oscurità, Creazione e Distruzione"

Aleister Crowley.

Il libro di Thoth 1944

 

Sunday, January 11, 2026

È un fatto provato che le evocazioni, della magia cerimoniale, sono pratica eccessivamente pericolosa

Di FuocoSacro


"È un fatto provato che le evocazioni, della magia cerimoniale, sono pratica eccessivamente pericolosa e per questa ragione, per rimuovere da essa l'innumerevole gregge dei deboli (imbecillium), è stata giustamente condannata dalla Chiesa. In queste pratiche alcune "Potenze Astrali" resistono al Segno della Croce, mentre fuggono e si dissolvono davanti al Pentagramma. Perché questo mistero e questa sorprendente contraddizione? È che nel piano dell'Invisibile non ci sono solo demoni, che credono e tremano: ci sono anche entità malvagie e pericolose, che non credono e non possono essere raggiunte dalla Fede, ma solamente attraverso altre armi fulminee. Il pentacolo è il segno di tutta la potenza, cioè contro le entità dell'Astrale, e per estensione contro i demoni, che spesso si nascondono dietro di loro. " (Abbè Julio)

Ecco quindi delinearsi l'intera visione magica operativa dell'Abbè Julio, che si articola non solo nella recita di preghiere e dei Salmi, ma si completa attraverso la preparazione di talismani, i quali rappresentano una sostanziale intensificazione dell’energia raccolta in determinate orazioni, atta a irrobustire quel potere di comando e di governo che il sacerdote dispone in quanto "altro Cristo" o strumento del Cristo. I pentacoli/talismani, in definitiva, danno forma grafica al suono dei Salmi, sono ricettacolo per le influenze che essi attraggono e tramite all’influsso magico in essi presente.

Spero di aver fornito alcune implicite, esplicite ed utili riflessioni che potranno essere sviluppate ed implementate nella successiva pratica. Quanto mi preme adesso è sottolineare gli elementi propedeutici, nella visione dell’Abbè Julio, necessari all'opera magica con le preghiere, i Salmi e i pentacoli/talismani.

1. La Fede. Intesa come granitico affidamento nella tradizione evangelica, nella narrazione della vita e delle opere di Gesù Cristo e nel suo supremo potere di dominare gli elementi di questo mondo, di sanare i corpi dei malati, di purificare le menti e le anime, di comandare gli spiriti prevaricatori e malvagi.

2. Agire come strumento del Cristo. Rinunciando alla propria volontà, annullando il proprio ego, nel farsi docile strumento all'azione riparatrice del Cristo, il quale agisce tramite il sacerdote.

3. La conoscenza del potere racchiuso nelle orazioni e nei Salmi, i quali sono visti come la parola di Dio, carichi di potere ed energia, atti ad essere indirizzati, attraverso un'autentica pratica di psicobolia, verso l'oggetto del dolore, della prevaricazione e della sottomissione. Oppure atti a catalizzare quelle benefiche influenze, senza danno o duolo nei confronti di altri.

4. La conoscenza nella fabbricazione dei talismani, la quale prevede elementi attinti alla tradizione dei nomi divini ebraica, clavicole e grimori rinascimentali e medioevali.

È l'insieme di questi quattro basamenti, che riguardano le qualità spirituali e le competenze tecniche, che formano il modello di sacerdote teurgo e terapeuta indicato dall'Abbé Julio.

LE LARVE ASTRALI

 Di Monia Mo Calli

Le larve astrali (chiamate anche parassiti energetici) sono entità a bassa vibrazione che, secondo varie correnti esoteriche e spirituali, aderiscono al corpo eterico o all'aura delle persone per nutrirsi della loro energia vitale.

A differenza degli Incubi o Succubi, che sono considerati "demoni" con una certa coscienza, le larve sono più descritte come "parassiti" o "insetti spirituali" senza un'intelligenza complessa, che agiscono per puro istinto di sopravvivenza.

Ecco i punti chiave per capirli:

1. Come si formano?

Si crede che non sempre provengano da fuori, ma che noi stessi possiamo "crearle" o attirarle tramite:

Pensieri ed emozioni negative: odio, invidia, paura profonda o depressione prolungata generano una "densità" energetica che serve loro da nutrimento.

Vizi e dipendenze: il consumo eccessivo di alcol, droghe o comportamenti autodistruttivi indebolisce l'aura e crea "fessure" da dove entrano questi parassiti.

Ambienti carichi: luoghi dove c'è stata molta violenza, dolore o sporco fisico ed energetico (come ospedali, prigioni o case con molte risse).

2. Sintomi di avere "larve"

Coloro che credono nella loro esistenza menzionano che un'"infestazione" si manifesta come segue:

Stanchezza estrema: ti senti appena svegliato e non hai più energia, come se ti avessero "drenato".

Voglie insaziabili: voglia improvvisa e forte di consumare cose che ti danneggiano (zucchero, alcool, tabacco).

Dolori fisici senza causa medica:

Specialmente sulla schiena, sul collo, sulle spalle o nella zona dello stomaco.

Pessimismo e confusione: Pensieri ricorrenti che non senti "tuoi" e che ti portano alla negatività.

3. Come eliminarle? (Secondo la tradizione esoterica)

Nel mondo dell'esoterismo esistono diversi metodi popolari per "pulire" queste energie:

Bagni di sale: il sale di grano o marino è considerato un potente neutralizzatore di energia negativa.

Sahumerios: Pulire lo spazio e il proprio corpo con fumo di incenso di sandalo, rude, rosmarino o copale.

Pietre protettive: l'uso di tormalina nera o legno come il Palo Santo.

Elevazione della vibrazione: lo strumento più efficace si dice sia il cambiamento di mentalità: praticare gratitudine, meditazione e cura di sé affinché l'aura diventi "tossica" per il parassita.

Nota importante: Dal punto di vista psicologico, molti di questi sintomi coincidono con stress cronico, ansia o depressione. È molto comune che nell'esoterismo si usi la figura della "larva" come metafora visiva per capire come le nostre stesse abitudini negative ci consumino.

Tuesday, December 23, 2025

GLI ESORCISMI

 Di La Necromanzia

Oggi il mio post,sarà un po’ diverso dal solito.

Infatti sarà un post di denuncia.

Contro chi millanta e non può.

Contro chi abusa delle parole.

Contro chi illude.

Contro tutti coloro che dicono di essere e fare… E alla fine, sono Sto caxxo (passatemi il francesismo).
Ebbene sì, sedetevi e mettetevi comodi che, oggi, vi darò le basi per discernere da chi dice di essere e non è.
Tutto nasce tanto tempo fa, quando un mago, diceva di praticare Esorcismi, di essere uno psicopompo e il Dio dei Morti.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Ma cos’è un esorcismo? Dove nasce? Qual’è la differenza con le altre religioni?

“Quando la Chiesa chiede pubblicamente e con autorità, nel nome di Gesù Cristo, che una persona sia liberata dall’influsso del Maligno, si parla propriamente di esorcismo.”

Catechismo della Chiesa Cattolica, 1673

CHE COS’È UN ESORCISMO

Partiamo dalla parola esorcismo. Il termine deriva dal greco exorkízō, che significa “ingiungere con giuramento”, ”obbligare appellandosi a un’autorità superiore”. In origine non indicava una guarigione, una pratica terapeutica o un rito simbolico, ma un atto di comando fondato su un’autorità riconosciuta. Il punto centrale non è la formula, la sensibilità personale o il cosiddetto “dono”, bensì, chi rappresenta l’autorità da cui il comando trae efficacia.

Infatti nelle fonti ebraiche antiche non esiste un rito autonomo chiamato esorcismo. Si parla di spiriti, influenze e disturbi, ma l’intervento umano non assume mai la forma di un comando diretto. Si parla piuttosto di preghiera, di ristabilimento dell’ordine, di affidamento a Dio. Anche quando vengono nominate entità nocive, non compare una pratica standardizzata di espulsione esercitata da chiunque.

È con il cristianesimo che l’esorcismo (nel senso tecnico del termine) prende forma. Nei Vangeli compare l’idea di un comando diretto esercitato “nel Nome”, non come tecnica personale, ma come atto di autorità delegata. Nei secoli successivi questa pratica viene regolata e progressivamente limitata. L’esorcismo non diventa una competenza diffusa, ma un atto eccezionale, sottoposto a controllo. Più la tradizione matura, più l’uso dell’esorcismo viene ristretto.
Qui entra in gioco l’elemento decisivo: l’INCARICO. Nell’esorcismo cattolico l’autorità non nasce dall’individuo, ma da un mandato formale conferito dall’istituzione. Senza incarico, non esiste esorcismo, anche se una persona conoscesse tutte le preghiere. Le formule sono pubbliche; ciò che non è pubblico è l’autorizzazione a usarle in quel contesto.

NELLE ALTRE TRADIZIONI

Lo stesso principio vale anche fuori dal cristianesimo. Nello sciamanesimo non si parla di esorcismo, ma di guarigione. Lo sciamano non comanda “nel Nome” di un’autorità universale: lavora sul riequilibrio e sulla mediazione. E soprattutto non si autoproclama. La funzione nasce solo quando la comunità riconosce un incarico, lo delimita e lo controlla. Fuori da quella comunità, la carica non esiste. Se un sciamano insegna pratiche rituali a un’altra persona, quest’ultimo può apprendere conoscenze,m a non acquisisce automaticamente la funzione né l’autorità per intervenire sugli altri.

Un discorso analogo vale per le tradizioni di possessione regolata, come il Vodou. Qui la possessione non è qualcosa da espellere con un comando, ma un evento rituale controllato, che avviene in un contesto comunitario preciso, con ruoli riconosciuti. Non esiste l’idea che chiunque, per il solo fatto di percepire o “vedere”, possa liberare o bandire qualcosa. Senza incarico rituale riconosciuto,non esiste legittimità.

Lo stesso vale in ambito iniziatico, compresa la Massoneria. L’iniziazione riguarda il percorso simbolico e morale dell’iniziato, non conferisce poteri sugli altri. Non esiste alcun mandato massonico a bandire spiriti, liberare persone o intervenire sul destino altrui.

Da questo confronto emerge un principio comune: nessuno opera per autoproclamazione. Vedere, sentire o parlare con gli spiriti, ammesso che l’esperienza sia reale per la persona, non conferisce di per sé alcun potere di intervento. L’esperienza personale non è autorità.

Questo chiarisce anche un altro punto spesso confuso: non si può piegare alla propria volontà uno spirito irrequieto. Se qualcuno potesse davvero imporre la propria volontà a ciò che è (per definizione) indocile e non vincolato: allora avrebbe automaticamente potere su tutto. A quel punto non servirebbero rituali, oggetti, tempi, candele o preghiere. Il comando personale basterebbe. Il fatto stesso che chi afferma di avere questo potere ricorra sempre a rituali dimostra l’opposto: quel potere personale non esiste. Il rituale, in questi casi, supplisce all’assenza di autorità individuale.

Lo stesso vale per l’idea di “bandire” uno spirito da una casa o da una persona, o di “aiutare un’anima a passare oltre”. Bandire significa imporre una volontà con autorità. Senza incarico, non è possibile. Quanto al destino dell’anima, nelle teologie strutturate non è l’uomo a deciderlo. È Dio. L’uomo può pregare, affidare, accompagnare i vivi nel loro dolore: non collocare le anime. Anche schemi simbolici come l’Albero della Vita o l’Albero della Morte non sono mappe logistiche dell’aldilà, ma strumenti simbolici per comprendere stati e processi, non per spostare entità.
Dunque, alla luce di tutto questo, il problema non è l’esistenza delle pratiche spirituali, ma l’uso improprio delle parole. Chiamare esorcismo ciò che non lo è, parlare di bando o di passaggio assistito come se fossero operazioni tecniche, significa attribuirsi un’autorità che non esiste. Questo non rende automaticamente false le esperienze personali o i riti simbolici, ma rende infondata la pretesa di un potere reale sull’altro.

Fare chiarezza su questi punti non serve a creare divisioni, ma a tutelare chi cerca aiuto. Le parole hanno una storia e un significato. Quando vengono sradicate dal loro contesto, diventano ambigue. Ma soprattutto vi deve essere chiaro che, nessuno può comandare l’Aldila.

Nessuno di vivo si trova nella soglia tra i due mondi.

Nessuno si può proclamare al di sopra Di Dio.

Nessun umano vivo può essere incaricato da un Entità come Psicopompo(farò un ulteriore post al riguardo).

Nessuno che non ha un incarico riconosciuto, può bandire uno spirito irrequieto.

E non perché la Chiesa vincola.

Ma perché persino nelle altre tradizioni vi sono vincoli specifici.

Se fosse così, se si avesse questo potere, chi dice di farlo, comanderebbe l’incomandabile¹ e, a questo punto mi verrebbe da dire: se puoi comandare uno spirito irrequieto, perché non lo invii a qualche politico? Se hai così tanto potere, e puoi comandare l’Aldilà, perché sei ancora un semplice umano e non Sto Gran Caxxo? E non mi parlare di collaborazioni... Non siamo noi a decidere di collaborare con uno spirito, ma è lo spirito a decidere di collaborare. Ma se collabori, non lo comandi. Non pratichi esorcismi. E fidatevi che a uno spirito irrequieto non bastano promesse di soldi e offerte di cibo.
Vogliono Anime con cui nutrirsi, una vita per lasciare una Vita in pace. A meno che,non si abbia un incarico.

Suvvia, ai posteri l’ardua sentenza.


___________________
Note

1. L'autrice dell'articolo fa le sue considerazioni, ma, in verità, dipende sempre da chi è la persona che dà ordini alle Entità dell'Inivisibile. Dalla mia esperienza personale di Esperto in Scienze Occulte, Esorcista e Mago Cerimoniale vi posso dire che non è come l'autrice afferma.

               Il Dr. X - M⛬ G⛬ O⛬ -
Gran Maestro dell'Ordine dei Rosa☩Croce

Monday, November 10, 2025

S.A.T.O.R.: IPOTESI DI LETTURA

Di Elena Paredi


Il Quadrato Magico SATOR, un'iscrizione latina palindroma composta dalle cinque parole SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS, è uno dei simboli più enigmatici e dibattuti della storia, oggetto di innumerevoli interpretazioni in ambito esoterico e iniziatico.

Presente in contesti molto diversi, dalle rovine di Pompei (prima del 79 d.C.) alle pareti di chiese medievali e ai testi alchemici, la sua perfetta simmetria e l'apparente complessità della sua traduzione letterale ("Il seminatore Arepo tiene con il lavoro le ruote") hanno spinto a cercare un significato più profondo, celato, come si conviene a un vero "quadrato magico".

Il Nucleo Esoterico e Alchemico

In ottica esoterica, il SATOR non è una semplice frase, ma un mandala verbale, una formula di potere che descrive il ciclo cosmico, l'opera divina e la relazione tra l'uomo e il Creato.

SATOR (Il Seminatore/Creatore): Simboleggia il principio attivo, la fonte di ogni manifestazione, l'energia primordiale. Spesso è identificato con la Divinità Creatrice (sia essa il Dio cristiano, il "Logos Seminale" stoico o Saturno, dio dell'agricoltura e del tempo). In senso iniziatico, rappresenta la scintilla divina o il "Seme" di conoscenza che deve essere coltivato nell'anima dell'iniziato.

ROTAS (Le Ruote): Posta all'inizio e alla fine (se letto al contrario), simboleggia il ciclo cosmico, il tempo che scorre, il destino (la Ruota del Fato) e l'eterno ritorno. Rappresenta l'universo manifestato e la necessità di superare il ciclo della reincarnazione (il "girare delle ruote") per raggiungere la liberazione.

OPERA (Le Opere/Il Lavoro): Si riferisce all'azione, all'attuazione, ma soprattutto, in chiave iniziatica, all'Opus Magnum alchemico. È l'intenso lavoro spirituale e interiore che l'iniziato deve compiere su sé stesso per trasformare il piombo (la materia grezza, l'uomo non illuminato) in oro (lo spirito purificato).

TENET (Egli Tiene/Egli Sostiene): Posizionata in modo cruciale al centro del quadrato e formando una croce perfetta, rappresenta la forza di coesione, la Legge Universale che mantiene l'ordine nel caos. Il suo posizionamento centrale suggerisce che il principio che "tiene insieme" ogni cosa è il nucleo della formula. Per i cristiani esoterici, questa parola al centro formava il monogramma di Cristo o l'iscrizione della Croce, fungendo da cripto-preghiera (il riarrangiamento delle lettere SATOR in PATER NOSTER con le lettere A e O per Alfa e Omega è una delle più celebri decrittazioni).

AREPO: È l'unica parola che non ha un chiaro equivalente nel latino classico, il che alimenta il mistero. Le interpretazioni esoteriche lo vedono spesso come un nome proprio simbolico o un termine di origine non latina, come:

Aratro: Lo strumento con cui si lavora la terra, simboleggiando il mezzo con cui il Creatore modella il mondo o con cui l'iniziato lavora la sua anima.

Pace/Respiro (da radici celtiche o etrusche): Il soffio vitale o l'equilibrio interiore necessario per l'Opera.

Il Percorso Iniziatico Nascosto

Nell'esoterismo, il quadrato SATOR diventa una mappa o un promemoria per il cammino dell'iniziato:

L'Equilibrio di Centro: La parola TENET al centro simboleggia il punto di equilibrio e la stabilità necessaria per l'iniziato. È il Punto Zero, il momento presente in cui il potere dell'atto creativo (SATOR) e il ciclo del destino (ROTAS) si incontrano e vengono controllati.

La Doppia Lettura: La lettura bustrofedica (a serpente) o circolare del quadrato, che può essere letta in quattro direzioni, descrive l'interconnessione tra le polarità (alto/basso, interno/esterno), un concetto fondamentale nell'Ermetismo ("Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso").

Il Quadrato SATOR è un potente sigillo che racchiude in cinque parole il mistero della creazione e della redenzione. Per chi segue un percorso iniziatico, non è solo un enigma da risolvere, ma uno specchio in cui riflettere l'eterno dramma del Seme (SATOR) che, attraverso l'impegno (OPERA), cerca di trascendere la ruota del destino (ROTAS), mantenuto in equilibrio dalla Legge universale (TENET), grazie a un misterioso veicolo o strumento (AREPO).

L'Ipotesi Celtica della parola AREPO: "Il Carro" o "L'Aratro"

La parola Arepo non esiste nel latino classico, il che rappresenta il maggiore ostacolo alla traduzione letterale del quadrato. L'ipotesi celtica risolve questo problema suggerendo quanto segue:

Termine Celtico: Nelle antiche Gallie (l'area celtica poi romanizzata, come la Gallia Lugdunense), si usava un termine, forse *arepus (o simile, come àrepos), per indicare un particolare tipo di carro o aratro.

Latinizzazione: Si presume che arepus sia stato latinizzato in Arepo e utilizzato nel quadrato con la funzione di ablativo strumentale (complemento di mezzo), sebbene questa costruzione grammaticale sia insolita in una semplice iscrizione.

Traduzione Logica: Adottando questa interpretazione, la frase acquisisce un senso agrario e cosmico più coerente:

"SATOR (Il Seminatore) AREPO (con il carro/aratro) TENET (tiene/dirige) OPERA (con cura/le opere) ROTAS (le ruote)."

In senso letterale, è l'agricoltore che usa il suo attrezzo. In senso simbolico ed esoterico, può essere letto come: Il Creatore, con il suo strumento o veicolo (il carro, l'universo in movimento), dirige e sostiene le ruote del destino/del cosmo.

Rilevanza Esoterica e Iniziatica

Se si accetta l'origine celtica di Arepo come "carro" o "aratro", il suo significato iniziatico si rafforza:

L'Aratro come Strumento di Lavoro: L'aratro (o il carro che lo porta) è lo strumento che lavora la terra. Simbolicamente, rappresenta l'azione (l'Opera) o il mezzo attraverso cui il Seminatore Divino (SATOR) modella la materia. Per l'iniziato, è lo strumento di introspezione e disciplina che gli permette di "arare" la sua psiche per farvi germogliare la conoscenza.

Il Carro come Veicolo: Il carro è un veicolo di transito, un mezzo per viaggiare attraverso i mondi o i piani dell'esistenza. L'iniziato usa l'Arepo (il proprio corpo, la disciplina, la via) per dirigere le Rotas (le ruote del Karma o del Fato).

Segni della protezione delle forze superiori

 Di Olga Samarina

Questi segni indicano che le forze superiori vi proteggono e voi vedete i segni che lo dimostrano, ovvero:

1. Nella vostra vita si chiudono porte che non sono destinate a voi. Anche se avete visto in questo delle opportunità, in questo modo vi proteggono da tutto ciò che non vi appartiene e che non coincide con il disegno divino superiore nei confronti di voi e della vostra vita.
Molto probabilmente state scegliendo una strada che non è la vostra, imposta dalla coscienza sociale o dai valori comunemente accettati, che non hanno nulla a che vedere con i vostri veri valori.

2. Sentite dentro di voi la pace in mezzo al caos esterno. Il raggiungimento della coscienza divina interiore dona una pace duratura dentro di sé, nonostante il caos che vi circonda.

3. Liberazione inaspettata da un possibile pericolo, quando vi stavate già preparando alle conseguenze. È così che si manifesta la protezione divina nelle situazioni più difficili e senza via d'uscita: vedete semplicemente la luce e vi rendete conto che c'è una via d'uscita, anche in una situazione senza via d'uscita.

4. Sentite letteralmente la presenza della coscienza divina nella vostra vita nei momenti più difficili. Questo può manifestarsi attraverso persone, situazioni, conforto, forza improvvisa e nuove opportunità.

5. La coscienza divina vi trasmette ciò di cui avete bisogno, anche se al momento non lo capite e non ve lo aspettate. È così che si manifesta la benedizione divina attraverso la manifestazione nella materia.

6. Vi viene data l'opportunità di sentire e comprendere la decisione giusta molto prima che si manifesti nella realtà attraverso improvvisi lampi di intuizione e sensazioni.

7. Le vostre intenzioni e i vostri desideri si realizzano rapidamente se seguite la volontà e il disegno divini. La fedeltà a questo percorso risuona sempre nel cuore e si percepisce attraverso la gioia."

Credit: "Все о любви к жизни"

Friday, October 31, 2025

C’È UN MOTIVO SE MUORI E RINASCI E C’È UN MOTIVO SE CONTINUI A SOFFRIRE

Di ROBERTO POTOCNIAK


“Per mangiare, bere, dormire, riprodursi e lottare contro gli altri non serve avere coscienza, non serve amore, non serve alcun tipo di risveglio, non serve avere un anima.

L'anima è un lusso.

Serve solo all'evoluzione interiore dell'uomo.”

NOTA BENE: Se vuoi comprendere realmente ciò che stai per scoprire adesso devi lasciare da parte la credenza che esista solo la materia: solo ciò che puoi toccare, vedere e annusare…

Perché c’è molto di più.

La materia è energia solidificata.

Tutto, ogni forma di energia porta informazione, conserva informazione, passa informazione.

Luce, energia e informazioni: questo è l’Universo.

Lo stesso vale per te.

Non sei il tuo corpo o le circostanze che hai creato nella tua vita (lavoro, età, titoli, denaro…)

Sei un flusso continuo di coscienza che passa da una vita all’altra, portando con sé le informazioni date da come si è vissuto il proprio tempo in ogni corpo.

Dato che l’anima ha bisogno di un corpo per fare esperienza è più corretto dire che non passiamo di vita in vita, ma di corpo in corpo.

Questo è l’eterno viaggio dell’anima.

Ora osserva l’immagine postata qui sotto:

Le sfere azzurre rappresentano i nostri vari corpi. Ogni corpo noi lo chiamiamo “vita”, ma la vera vita è quella striscia arancione, che sarebbe il flusso del continuum coscienziale e memoria del karma: cioè noi, la parte profonda dell’essere umano che passa da un corpo all’altro.

Quindi è un’unica grande vita che passa di corpo in corpo, chiamiamola “catena di esistenze”;

Per essere sempre più precisi, l’esistenza studiata da un punto di vista profondo, spirituale, energetico-spirituale, è un’unica esistenza per ogni essere umano, che è a sua volta collegata all’esistenza degli altri esseri umani.

Noi, infatti, siamo totalmente interconnessi e interdipendenti. Non c’è separazione tra noi, ognuno, in un modo o nell’altro, ci riflette a vicenda.

Ma quanto possiamo veramente cogliere, esperienzialmente, la connessione e l’interdipendenza con tutti gli altri esseri umani, se non riusciamo nemmeno a sentire il nostro corpo, se non quando ci fa male?

Come pensiamo di poter veramente sentire queste cose?

Ecco che serve uno sviluppo particolare per entrare nel mondo interiore, spirituale e farne esperienza…

Prima ho parlato di “informazioni”.

Cosa intendo?

Ti sei mai chiesto perché prima di morire o in una situazione molto vicina alla morte, molte persone si vedono scorrere tutta la loro vita davanti?

La vita diventa come un film che viene sbobinato e archiviato nel chakra del cuore.

Nel chakra del Cuore, infatti, ha sede una memoria karmica che, come una scatola, contiene tutte queste informazioni sotto forma di energia.

Parliamo di una memoria molto profonda: la memoria animica.

Quando si muore e si esce dal corpo, l’anima (coscienza mentale sottile) spinta dall’energia del karma, con le informazioni archiviate ed elaborate sulla propria rinascita, prepara la coscienza a rinascere e, in base alle esperienze che dovrà vivere, sceglie il contesto perfetto in cui farlo, (genitori, luogo di nascita, condizione economica ecc..)

Il concetto che sta alla base è questo:

Nulla si distrugge e tutto si trasforma.

Anche se ogni cosa passa da una condizione all’altra, da uno stato all’altro, nulla viene perso per sempre, nessuna informazione.

Per comprendere meglio questo concetto puoi pensare all’acqua. Come ben sai, è formata dalla molecola H2O.

Ma sai anche che l’acqua può cambiare stato.

Può diventare ghiaccio, può essere liquida oppure trasformarsi in vapore.

Quando cambia forma, il suo essere H2O, le sue informazioni di base, cambiano a loro volta?

No, restano uguali.

L’acqua è sempre H2O, sia che sia un cubetto di ghiaccio nel freezer, sia che sia il vapore acqueo che appanna i vetri quando fai la doccia.

La stessa cosa accade quando si passa di vita in vita. Si cambia corpo, si cambia stato, ma la coscienza rimane la stessa.

La coscienza trasporta solo la memoria sottile, cioè porta con sé le informazioni energetiche del viaggio che ha fatto.

Cosa c’entra questo con il karma?

C’entra, perché il karma può essere visto, infatti, come automatismo, ripetizione, abitudine, informazione cristallizzata nella parte meccanica ed emotiva dei centri, che passa di vita in vita attraverso la coscienza, i chakra, l’energia e i corpi sottili.

Solo ciò che passa da una vita all’altra è karma.

Facciamo un esempio.

Per Samuele, l'informazione che porta il karma può essere quella della dipendenza.

Ecco che in una vita sarà un giovane dipendente dalla cocaina.

In un’altra, sarà un uomo obeso, dipendente dal cibo.

E in un’altra ancora un uomo ossessionato dai videogiochi.

Tutto questo si ripeterà, fino a che non si libererà da quell’attaccamento e ossessione alla base della dipendenza.

Sciolto questo nodo, se la lascerà alle spalle e inizierà a godersi il piacere libero dalla sofferenza.

Ciò che fissa nella memoria karmica non sono solo le esperienze, ma anche la loro intensità e totalità. Sia che sia positiva sia che sia negativa.

Esperienze molto intense diventano karma.

Anche esperienze non eccessivamente intense, ma durature. Qui si fissa la memoria.

Noi passiamo tutta la vita ad accumulare cose, anche pesanti.

Sul punto di morte, non avendo più tempo, tu fai i conti con te stesso.

Ciò che rimandi e non lasci andare si accumula e forma materiale inconscio.

Per questo è così importante non aspettare troppo e cercare di risolvere, pareggiare i conti, ripulirsi almeno interiormente, non per forza con la persona o la situazione esterna.

Non morire carichi di rabbia, odio e conflitti. Altrimenti quel passato, quelle informazioni, io le rivivrò oggi e anche nei prossimi corpi.

Ecco qui il concetto di “reincarnazione, rinascita”.

Lo scopo della vita

Ormai devi aver compreso che c’è una parte di noi che sostanzialmente non muore assieme al corpo, ma che passa di vita in vita.

Dal punto di vista animico quindi esiste un’unica vita infinita, con un intervallarsi di corpi diversi.

L’anima per fare esperienza, per maturare e raggiungere il massimo picco evolutivo (che potrebbe essere quello di un Gesù Cristo, di un Buddha o di un qualche essere ai picchi dell’amorevolezza e della consapevolezza) ha bisogno di tante incarnazioni, ha bisogno di tanti passaggi.

E siccome un corpo materiale dura quello che dura, anche quando lo teniamo bene, l’Anima ha bisogno di molto “tempo” per la sua evoluzione.

Ecco che, finché non avremo raggiunto e realizzato pienamente le nostre potenzialità di consapevolezza, amore verso tutto e tutti e compassione, noi dovremo tornare qui, all’interno di un corpo.

Quindi ti chiederai:

Per quale motivo torniamo sempre qui?

Perché rinasco?

La nostra anima torna in vita per via di uno o più desideri.

Dunque è il desiderio che porta alla rinascita.

Quando abbiamo un desiderio, questo mette in moto la ruota del karma.

Il karma è qualcosa che si ripete ormai da solo.

Noi vogliamo tornare qui perché al momento della morte abbiamo lasciato delle cose incompiute. Desideri dell’essenza, della mente conscia, da realizzare per il proprio completamento. A volte cose incompiute, nodi irrisolti o situazioni lasciate in sospeso.

È nella natura del nostro sistema psichico non lasciare nulla in sospeso, ma concludere le cose.

Di conseguenza continuiamo a rivivere le stesse esperienze, con il rischio di non giungere mai a una fine, perché ci si impiglia nelle vecchie trappole.

Ora comprendi perché si andrà in cerca di certe persone o certe cose da rivivere all’infinito… Per completare ciò che è rimasto in sospeso.

Ma non è detto che ci si riesca.

In pratica, finché non avremo sufficiente consapevolezza, amore e compassione per interagire correttamente con la realtà, accogliere e non combattere la realtà, ma capirla, vederla, accettarla e saperci interagire, dovremo tornare qui perché non abbiamo ancora capito la lezione.

Perché?

Perché non vedendo, non accogliendo nel modo giusto, non comprendendo, noi non saremo capaci di relazionarci con il mondo, con gli altri e con noi stessi nel modo giusto, cioè senza creare sofferenza.