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The Runic Wand : karmico Psychedelic Pointer 5

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Friday, February 20, 2026

L'AUTENTICA QUARTA VIA DI GURDJIEFF

Di Egidio Maria Bruno Presta


L’assurdità che circonda la ricezione del Libro Tibetano dei Morti in Occidente non risiede nel testo in sé, ma nell'ostinata pretesa di leggerlo come se fosse una guida turistica delle regioni d’oltretomba, un manuale di istruzioni per un viaggio spaziale verso l’aldilà. Questa visione letterale è il prodotto di un colossale fraintendimento culturale che ignora la natura stessa dei testi Terma, tesori spirituali nascosti che furono redatti utilizzando la cosiddetta sandhyābhāṣā, ovvero la scrittura crepuscolare. Si tratta di un linguaggio intenzionalmente ambiguo, una crittografia sacra progettata per essere decifrata solo da chi possiede la chiave di volta fornita da un lignaggio di maestri viventi. Questo artificio non serviva a escludere i sinceri ricercatori, ma a proteggere la potenza degli insegnamenti da un uso superficiale, parziale o distorto da parte di chi non ha ancora rettificato la propria visione. Quando l'osservatore occidentale si accosta al Bardo Thodol senza queste premesse, finisce inevitabilmente per perdersi in una fantasmagoria di divinità pacifiche e irate, ignorando che esse non sono abitanti di un luogo altro, ma riflessi della propria architettura interiore. Carl Jung fu uno dei primi a intuire questa discrepanza, sottolineando come il libro sia in realtà una descrizione dei processi dell'inconscio proiettati su uno schermo cosmico. Per comprendere la reale portata del legame tra vita, morte e coscienza, dobbiamo immaginare quest'ultima come una corda di uno strumento musicale tesa tra due frequenze distanti. Ogni nostra azione, ogni emozione non risolta e ogni pensiero ricorrente imprime una vibrazione specifica a questa corda. Se durante la vita accumuliamo azioni che creano sofferenza, squilibrio o attaccamento, stiamo introducendo una distorsione persistente nella frequenza della nostra coscienza. È un’illusione tipicamente moderna pensare che la morte sia un colpo di spugna o un momento di libero arbitrio assoluto in cui, per miracolo, si possa decidere di cambiare le carte in tavola. Non puoi fonderti con l'armonia dell'Assoluto finché la tua corda emette una nota stonata, perché la fusione non è un atto di volontà diplomatica, ma un fenomeno di risonanza simpatetica. Il pagamento del debito karmico, che spesso viene frainteso come una punizione morale, è in realtà l’atto alchemico di accordare la corda attraverso l’attrito dell’esperienza. Solo quando la nota è pura e l’equilibrio è raggiunto, la risonanza con l’Assoluto avviene in modo automatico e inevitabile, come due diapason che vibrano alla stessa frequenza. Nel momento in cui il corpo fisico decade, la coscienza si ritrova in uno stato dove il pensiero è immediatamente azione. In questa dimensione non esiste lo spazio di manovra che caratterizza la nostra esistenza densa; non c’è il tempo di fermarsi e dire a se stessi di cambiare vibrazione di fronte a una visione terrificante o a un ricordo doloroso. La reazione è istantanea, totale e guidata esclusivamente dall’inerzia di ciò che siamo stati in vita. Il post-morte è dunque il luogo dove si raccolgono i frutti, o i debiti, di ciò che si è seminato, una meccanica vibrazionale che non ammette eccezioni. Se aspiri a fonderti con l'Assoluto dopo l’ultimo respiro, devi iniziare a vibrare come l'Assoluto mentre sei ancora immerso nei panni del personaggio quotidiano, perché la morte non aggiunge nulla alla tua essenza, si limita a spogliarla dei suoi veli fisici. In quest'ottica, il libro non è affatto una guida per i defunti, ma un manuale per i vivi che desiderano risvegliarsi alla propria vera natura prima che sia troppo tardi. Se provassimo a leggere il testo al contrario, partendo dall'ultima fase e risalendo verso l'inizio, scopriremmo una descrizione scientificamente precisa del processo di incarnazione: vedremmo come lo spirito puro, non riuscendo a sostenere l'intensità della Luce Chiara, inizi ad appesantirsi gradualmente attraverso strati di desiderio, paura e identificazione, fino a contrarsi nuovamente in una forma fisica. Questa prospettiva ribalta completamente il senso del testo, rivelando che il Bardo non riguarda solo l'evento finale della vita biologica, ma si manifesta tra ogni singolo pensiero e tra ogni singolo respiro. Esiste un intervallo, uno stato intermedio, in ogni istante della nostra giornata. La tradizione esoterica più profonda ci insegna dunque a morire ai falsi "io" ogni giorno, momento per momento, perché la decifrazione del codice della morte passa per il riconoscimento della natura illusoria dei pensieri mentre siamo ancora pienamente operativi nel mondo. Imparare a non farsi trascinare dalla corrente delle proprie proiezioni mentali oggi è l'unico modo per garantire che, nel momento del grande passaggio, la coscienza rimanga lucida e stabile di fronte alla propria stessa proiezione. Fermarsi alla superficie letterale del Bardo Thodol, trattandolo come una mitologia dell'oltretomba, significa svuotarlo della sua funzione di reagente alchemico e privarsi dell'unica chiave in grado di accordare la corda della vita sulla frequenza dell'eterno.

Thursday, September 11, 2025

Imparate a guardare nelle linee temporali del vostro futuro già scritto

Di Manuela Bonazzi

Imparate a guardare nelle linee temporali del vostro futuro già scritto (io vedo 2,5 mesi avanti) vi aiuterà nella scelta e nel lasciare andare.
Se viaggiate su una linea temporale potete osservare a breve termine il vostro percorso o il raggiungimento di obiettivi.
Ciò vi mostrerà come è fantastico prendere posizioni e fare scelte senza sensi di colpa o altre basse emotive vibrazioni.
Inoltre vedere il raggiungimento di obiettivi Smart vi porrà in uno stato di benessere, gratitudine, rilassatezza e autostima.
Non vedrete tutto ma solo cose mirate che dovete sapere.
Non funziona a comando.
Non è indotto ma spontaneo.
Questo dono è arrivato quando iniziai a praticare il risveglio del DNA.
Uno dei talenti nascosti nei filamenti e’ questo… Quasi nessuno li sa perchè non vengono divulgati con facilità.
Nel gruppo ho messo molti articoli che parlano di evoluzione. Più impari e prima il DNA lavora nel così detto risvegliolo metto a disposizione di tutti, come dono.

Ricordate :
L’equilibrio tra dare e ricevere arriva col valore del dono .
Il dono è amore incondizionato a livelli sottili elevati che nulla chiede in cambio.
Invece il regalo ha sempre una contropartita.
Regalare crea un debito karmico importante, un dono non creerà mai danno .
Osservate le linee temporali, imparate e capirete.
Non scrivo per teoria ma solo per esperienza.
La teoria aiuta ma poi dovrete praticare.
Esperimentare porta a condividere qualcosa di unico per ognuno di noi.
Viaggiate scintille! Questo anno è meraviglioso per farlo!

Ps: negli ultimi anni sto sperimentando la premonizione e la telepatia (molto interessante!).

Friday, May 17, 2024

LA SCELTA LIBERA ED IL LIBERO ARBITRIO

di Shamano Shekhinà Shekhinà

Nonostante esiste il pensiero comune e generale che porta alla tendenza di unire tutti i significati dei due principi in esame, perfino fino a considerarli sinonimi in apparenza, è fondamentale essere in grado di riconoscere ma anche di separare i significati di Libertà di Scelta e quella di Libero Arbitrio.

Per la Libertà di Scelta e per il Libero Arbitrio va considerato che sono entrambi il risultato di due diversi livelli e piani della Coscienza, che non vanno perciò mai mischiati tra loro né assolutamente racchiusi in un unico precetto. Libertà di Scelta e Libero Arbitrio infatti sono esattamente l’espressione di una potenzialità mentale innata e molto molto diversa. Due elementi a sé stanti, due elementi diversi nell’attuazione ma, ancor più importante, due elementi diversi nei risultati che fanno nascere.

I concetti prettamente esoterici sono tutti d’accordo nell’affermare la differenza dello stato di Coscienza la quale divide colui il quale è sottoposto alla Libertà di Scelta, che innesca le scelte inconsapevoli, da chi invece utilizza in modo cosciente tutte le potenzialità del Libero Arbitro per poter “animare”, cioè rendere vive, le sue azioni.

La Libertà di Scelta nasce dalla una visione Mentale Fisica che, per sua stessa natura, negli stadi più elementari, risulta sul piano emotivo annebbiata ed anche molto intorbidita, se non perfino in casi estremi del tutto accecata, questo sempre a causa delle passioni.

Pure una visione sotto l’aspetto della Fisica Volitiva e molto ben determinata, rimane sempre e comunque uno strumento poco preveggente e raramente efficace. Perché la 
viene prodotta dall’emozionalità del caso (che non esiste) e si basa più sull’intenzionalità di tipo fortuita. Entrambe, rappresentano delle determinazioni tutt’oggi ancora ben lontane dalle chiare proposizioni del Libero Arbitrio.

Il Libero Arbitrio poi, è, esattamente, il generatore dell’Atto della volontà Iniziatica il quale viene fuori da una Visione più Mentale, più allargata e di conseguenza molto più illuminata la quale inoltre si distingue perfettamente da quella nata nella sola Mente Fisica. Una Visione che, non è affatto più soltanto ragionevole (ratio) oppure logica bensì, ancora di più. Illuminata così com’è, dalla Coscienza dell’Ego Superiore ed insieme anche dall’Anima.

A questo punto è possibile con più semplicità distinguere per bene i due elementi ricordando che la Libera Scelta proviene dell’Animo umano, mentre invece il Libero Arbitrio è prodotto dall’Anima e dalla Spiritualità Illuminata. E accettando tutto questo, se ne possono pure paragonare certi elementi con il concetto Karmico della Legge di Causa-Effetto.

La Libera Scelta è allora il limite piazzato dalla Mente comune, è la strada più empirica (Esoterica) la quale manifesta la Coscienza dell’Essere Fisico oltre a rappresentare il mezzo di tutto il suo fare esperienze varie passando e viaggiando da una esperienza subito a quella successiva e così via.

Il Libero Arbitrio, differentemente, manifesta tutte le possibili potenzialità di una Coscienza assai Avanzata, ovvero già legata con una sorte di ponte di sensibilità più sottile (Spirituale), all’Ego Superiore. Il Libero Arbitrio, perciò, è il mezzo della volontà del tutto destata nonché altamente consapevole che si mostra fisicamente nella Coscienza Iniziatica. È inoltre la strada del potere creativo e sempre appunto consapevole, che si mette al servizio del Bene Comune.

La Strada di natura Empirica, che significa Esoterica, rappresenta esattamente la via del fare esperienze ma allo stesso tempo anche del commettere più di un “doloroso errore”, del crollare in basso e della forza per rialzarsi, della speranza mai vana ed infine dell’illusione verso il cosa è davvero reale. La consapevolezza ed il Libero Arbitrio, al contrario, elevano sempre maggiormente l’iniziato dai propri dolori errori, nonostante non lo salvaguardano, ma comunque, dagli errori e dalla fatalità spietata degli altri.

In conclusione asseriamo e proclamiamo perciò che una fatalità di ordinario livello comune unisce in definitiva l’uomo per l’appunto comune all’iniziato. Ed è proprio per la stessa brutale fatalità che la strada formata dall’impersonalità e dal Libero Arbitrio necessita di divenire anche la via della comprensione e della compassione verso ogni tipo di dolore, sofferenza passeggera e tutte le pene nati dagli errori della via Empirica.