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The Runic Wand : magia Psychedelic Pointer 5

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Wednesday, July 29, 2026

IL BACIO DEL DIAVOLO

Di Monia Mo Calli


Nella tradizione esoterica e nel folklore magico italiano, la fattura comunemente chiamata *Il bacio del diavolo fa parte della categoria dei malefici di dominio, sottomissione o legame distruttivo.

Viene considerata una delle pratiche più temute della magia nera popolare perché, a differenza delle classiche fatture d'amore i filtri o i legamenti che cercano di far innamorare, questa punta a *annientare la forza di volontà* della vittima, stringendola in una morsa di dipendenza psicofisica totale verso chi la esegue, fino a portarla all'autodistruzione.

Come si manifesta:

Secondo le credenze popolari e la letteratura esoterica sul tema, la vittima non si accorge immediatamente di essere sotto l'influsso del "bacio", ma sperimenta un declino progressivo diviso in tre sfere:

L'Ossessione Psicologica: La persona colpita sviluppa un pensiero fisso, totalizzante e tossico verso l'artefice della fattura (o verso l'obiettivo deciso dal committente). Anche se c'è odio o consapevolezza che quella relazione sia nociva, la vittima si sente incapace di allontanarsi, come se la sua mente fosse "schiava".

Il Decadimento Fisico: Stanchezza cronica inspiegabile, emicranie frequenti nei momenti di distacco dal committente, incubi notturni ricorrenti (spesso legati al soffocamento o alla sensazione di essere schiacciati) e un senso di freddo improvviso e localizzato.

*L'Isolamento e la Sfortuna: Rottura improvvisa di legami familiari o amicizie storiche. La vittima tende ad allontanare chiunque cerchi di farla ragionare, aggredendo chi tenta di "aprirle gli occhi".

Cos'è e come viene tramandata (Tra mito e realtà)

Nella magia popolare (specialmente quella del Centro-Sud Italia, legata alla figura delle *fattucchiere*), i rituali di questo livello non si trovano sui libri, ma vengono tramandati oralmente, spesso nella notte di San Giovanni o la notte di Natale.

Sebbene le varianti regionali cambino nei dettagli, la struttura di questa fattura si basa sull'uso di *vettori di contagio* e sulla *simbologia del bacio*(inteso come furto del respiro, dell'anima e della volontà).

I passaggi cardine del presunto rituale esoterico prevedono:

1. Per legare qualcuno a distanza serve qualcosa che contenga la sua energia. Vengono usati capelli, unghie, sangue o indumenti non lavati della vittima, spesso uniti a una foto.

2. *Il Supporto Organico:* Viene modellata una bambola di cera o di stoffa (la *dagida*). All'interno o sul volto della bambola vengono posizionati i testimoni biologici della persona da colpire.

3. *L'Atto del "Bacio" Chi esegue il rituale unge le labbra del simulacro con oli specifici (spesso mescolati a sostanze amare, come il fiele, o a polveri di cimitero per simboleggiare la morte della volontà). Successivamente, viene impresso un bacio rituale sul volto della bambola pronunciando formule di comando e sottomissione (le cosiddette *orazioni nere*), con cui l'operatore "soffia" il comando occulto dentro l'anima della vittima.

4. *L'Occultamento:* La bambola viene infine legata strettamente con fili di seta nera o di lana grezza e nascosta in un luogo buio e sigillato, oppure sepolta nei pressi dell'abitazione della vittima per mantenere attivo l'influsso.

Sunday, May 24, 2026

COME RICONOSCERE UN FALSO NECROMANTE

Di La Necromanzia


Come ben sapete, ho una forte repulsione per tutti quei ciarlatani che al giorno d’oggi si professano Necromanti, quando di necromante non hanno proprio nulla. Giro e rigiro sui social e vedo sempre le stesse immagini: questi ciarlatani che fanno i video mentre accendono le 4 candeline nei cimiteri(stolti che non sanno a cosa vanno incontro). Ed è per questo che oggi voglio darvi le basi per riconoscere immediatamente un ciarlatano da un vero necromante.

Partiamo dalle candele e da ciò che dovrebbe fare un necromante prima di entrare in un cimitero per operare al suo interno: il tasso, il tasso barbasso e la Nigredo. Come sempre citerò le fonti poiché ciò che vi dirò non viene dal mio sapere ma,è tratto da fonti comprovate.

LE CANDELE NEL CIMITERO

Il primo segno per scoprir un ciarlatano è guardar ciò ch'egli accende. Se trae dal sacco candele in cera d'api, soia o paraffina, or su dunque, sappiate che siete davanti a un mero dilettante. I grimori storici e le leggi della magia simpatica spiegan chiaramente perché codesti materiali interrompon il collegamento con l'Oltretomba:

LA CERA D’API E LA SOIA (L'Errore della Forza Vitale)

Come scrive Enrico Cornelio Agrippa nel suo De Occulta Philosophia (1533), le sostanze utilizzate nei rituali devon essere in perfetta simpatia occulta con l'intento. La cera d'api e la soia son derivati diretti della vita organica feconda, legati a forze solari di rigenerazione. Portarle in un cimitero per evocar i morti è un controsenso energetico poiché questa luce respinge l'ombra anziché integrarla.

LA PARAFFINA (Il Vuoto Energetico)

Molti usano le comuni candele industriali poiché costano poco. Dal punto di vista occulto ciò è ancor peggio. Come analizzato da Éliphas Lévi in Dogme et Rituel de la Haute Magie (1854), gli strumenti magici devon posseder una forza vitale naturale per agire da conduttori. La paraffina non è sostanza viva, bensì: un derivato chimico del petrolio, un materiale sintetico, inerte e "morto", privo di memoria eterica. Essa non emana vibrazioni e non crea alcun vinculum (legame energetico). Non serve a trattenere il fluido del defunto, bensì isola il mago in una bolla artificiale, rendendo il rituale una farsa teatrale.

PRIMA DEL CIMITERO LA NIGREDO E IL PERICOLO MORTALE DEL TASSO

Un vero necromante non entra nel cimitero per far foto; vi entra solo dopo aver affrontato la Nigredo (la putrefazione alchemica, lo spogliamento dell'ego). Per sintonizzarsi con la morte, la Stregoneria Tradizionale utilizza l'albero del cimitero per eccellenza: il Tasso (Taxus baccata). Ma qui si vede chi rischia la vita sul serio.

LA TOSSICITÀ DEL TASSO

Il Tasso contiene tassina, un alcaloide cardiotossico letale. Nel grimorio moderno Veneficium: The Path Envenomed,l'esoterista e botanico Daniel A. Schulke svela che lo spirito del Tasso agisce come un "anestetico dell'anima" che simula la morte biologica, bensì avverte che la pianta è una barriera chimica spietata. Mettersi il vero tasso sulla pelle senza schermi o senza conoscer l'alchimia vegetale significa rischiar il collasso cardiaco per assorbimento cutaneo.

IL SENSO ESOTERICO DELLA MORTE RITUALE

Nel monumentale The Dragon-Book of Essex, Andrew D. Chumbley codifica l'uso del Tasso per indur una "morte rituale temporanea". Il necromante deve apparir spiritualmente morto per poter varcar la soglia senza esser aggredito dalle larve astrali. Il ciarlatano dei social, poiché non si scherma e non attraversa la Nigredo, entra nel cimitero con la sua energia solare splendente: un faro perfetto per farsi azzannar e parassitare dalle energie più basse del luogo.

L’UNICA VERA LUCE: IL TASSO BARBASSO

Se le candele moderne non servon a nulla, cosa usa il vero necromante per comunicare? Or sú, egli usa il Tasso Barbasso (Verbascum thapsus)… Ricordate? Ne ho parlato qualche giorno fa in un mio post…

IL CONDUTTORE SATURNIANO

Agrippa, nel De Occulta Philosophia, cataloga codesta pianta sotto la stretta reggenza di Saturno (il tempo, la decomposizione, la terra profonda). Il Verbasco ha la capacità magnetica di addensar i fluidi spirituali.

LA TECNOLOGIA DELLA TORCIA

Nell'opera storica The Art of Simpling (1656), l'erborista William Coles documenta come codesta pianta venisse chiamata Hag's Taper (La candela della strega). Le streghe non usavan la cera, bensì prendevan lo stelo secco del Tassobarbasso, lo privavan delle foglie e lo immergevano nel grasso animale (materia legata alla morte e al sacrificio).

IL FARO INVERTITO

Come spiegato nei grimori di necromanzia rituale di area Daemonolatry (come i testi di S. Connolly), la combustione dello stelo di verbasco nel grasso produce un fumo denso e saturnino. Codesto fumo non serve a illuminar la faccia dell'operatore per un video, bensì agisce come un faro invertito: fornisce alle ombre dei defunti la densità ectoplasmatica temporanea di cui han bisogno per manifestarsi ed esser udite. Senza codesta torcia, non c'è alcun ponte tra i mondi.

LA SCUSA: CONTA SOLO L’INTENTO

Or sú, prevedo già l’obiezione del ciarlatano medio: ”Ciò che conta è l’intento, la materia è solo un mezzo!”

Niente di più falso, poiché codesta affermazione denota una totale ignoranza delle leggi simpatetiche elementari.

Se l'intento bastasse a colmare il vuoto della materia, non avremmo avuto bisogno dei secoli di sperimentazione alchemica dei Grandi Maestri, bensì basterebbe sedersi al buio e desiderare. La materia è il conduttore, il cavo di rame attraverso cui passa la corrente dell'Oltretomba. Se usate la paraffina o la soia, state tentando di far passare l'alta tensione dentro uno spago di cotone: non vi stupite se poi l'unica cosa che si manifesta è la vostra stessa suggestione psicologica.

CONCLUSIONE

Or su dunque, la prossima volta che vedete un video online, fate il check:

1) Ha candele di soia, paraffina o cera d'api? Ciarlatano (Agrippa e Lévi ne spiegan l'inutilità).

2) Entra nel cimitero ridendo, senza aver interiorizzato la Nigredo e la frequenza del Tasso?Stolto a rischio parassitaggio (Chumbley e Schulke insegnan il prezzo della soglia).

3) Non usa la torcia vegetale di Tassobarbasso e grasso? Sta parlando da solo nel buio (Coles).

La Necromanzia è una scienza occulta spietata, non un trend per fare visualizzazioni.

Monday, March 2, 2026

Perché un lavoro "Gratis" può rovinarti la Vita

Di Gilda


Molti credono che convincere un esoterista a lavorare gratuitamente sia un colpo di fortuna. Non sanno che stanno firmando una cambiale in bianco con il proprio destino. Nel momento in cui accetti l'opera di un iniziato senza bilanciare lo scambio, diventi un debitore energetico.

1. Il Cordone del Debito

Ogni rituale richiede energia. Se l'operatore la sposta per te e tu non la rimpiazzi con un sacrificio (denaro, offerta, tempo), quel vuoto rimane collegato alla tua aura. Per un mago esperto, quel debito è un gancio. Attraverso quel legame, egli può decidere di riprendersi ciò che gli spetta, con gli interessi. E purtroppo esistono gruppi dove i Maestri della Magia offrono servizi gratis per il pubblico poco esperto. Il cliente stesso deve essere interessato a non ricevere il servizio gratis.

2. Il Rischio Estremo: La Vita stessa

In tradizioni più oscure, il debito non pagato autorizza l'operatore a considerare il debitore come "materia prima". Se non c'è rispetto per l'arte, l'arte divora chi ha cercato di ingannarla. Un lavoro non pagato può trasformarsi in una maledizione che consuma l'esistenza del debitore fino alle fondamenta, perché egli ha tecnicamente "ceduto" una parte di sé nel momento in cui ha chiesto un intervento gratis o senza volerlo onorare.

"Chi non paga con l'oro, paga con il sangue, con il sonno o con il tempo che gli resta."

Conclusione: Non Sfidare chi Conosce le Ombre
Cercare di ottenere servizi spirituali gratis non è risparmio; è un suicidio esoterico. Uno stregone sa come riprendersi ciò che è suo, e le leggi del piano astrale non prevedono avvocati o appelli. Quando chiedi un lavoro, assicurati che il lavoro non viene svolto gratis, e devi essere pronto a pagare il lavoro o preparati a perdere molto più di qualche banconota (soldi, fortuna, salute ecc.)...

Gilda

Sunday, January 25, 2026

ANGELI E ARCANGELI. JOHN DEE E IL LINGUAGGIO ANGELICO

Di Anonimo


John Dee, nacque nel 13 luglio del 1527 a Londra, e fu uno dei fondatori del Trinity College di Cambridge.

John Dee fu il perfetto intellettuale del suo tempo, un matematico, scienziato e astrologo al servizio della corte di Elisabetta I, che si ingrazio' con un oroscopo in cui le predisse l'ascesa al trono. Ebbe così accesso alla biblioteca reale inglese, la più ricca d'Europa, e ai suoi preziosi e rari manoscritti ermetici, come il De Occulta Philosophia di Cornelius Agrippa, il più completo testo magico rinascimentale e utilizzò il Libro di Soyga, un grimorio cifrato composto da 36 pagine di matrici di lettere creato utilizzando un complicatissimo algoritmo crittografico.

Dal 1582 le ricerche di Dee si concentrano sempre più su magia e spiritismo con l'obiettivo di svelare i misteri del cosmo.

In tali studi fu affiancato da un giovane alchimista di nome Edward Kelley, rivelatosi talentuoso medium.

Con la guida di Dee Kelley comunicava con spiriti attraverso un cristallo di quarzo e uno specchio nero.

Durante le innumerevoli e complicate sedute Kelley incontrava angeli e arcangeli che via via diedero istruzioni in un complesso e apparentemente indecifrabile sistema crittografico composto da sigilli e griglie alfanumeriche, che Dee trascriveva sotto dettatura di comunicazioni complicatissime, spesso lettera per lettera e con l'aiuto di tabelle cifrate.

Tale approccio geometrico-matematico per comunicare con le schiere angeliche svelava una lingua sconosciuta, perfetta e perduta, un linguaggio originario universale, il linguaggio adamico capace di unire i popoli della terra in una nuova comunione con il divino, la lingua enochiana, presentata da Dee come un dono divino all'umanità precipitata nel peccato e nell'ignoranza.

La lingua enochiana è fatta di 21 caratteri con i quali vengono composte 19 Chiavi o Chiamate Angeliche, simili a incantesimi di evocazione, i cui toni sono quelli dei salmi biblici e di contenuto apocalittico.

Quest'opera diviene il cuore pulsante del Risveglio della Magia, una scuola di corrente di esoterismo contemporaneo inglese che prese le mosse dall'Hermetic Order of the Golden Dawn, società segreta di stampo rosacrociano-massonico che mescolava il sistema angelico di John Dee a forme di magia cerimoniale di derivazione egizia.

Mac Gregor Mathers recupero' i manoscritti sino ad allora trascurati e li diffuse fra gli iniziati come base per la magia cerimoniale.

Sulle sue orme Aleister Crowley continuò l'opera di diffusione del materiale enochiano tra gli occultisti di tutto il mondo. Durante un viaggio nel deserto algerino recitò tutte le 30 invocazioni angeliche di Dee per accedere ad elevatissimi stati di estasi mistica, raggiungendo gli Aethyrs, e trovando la mescolanza di numerologia, ritualistica egizia e iconografia apocalittica che gli erano congeniali.

Saturday, January 24, 2026

GUSTAVO A. ROL RESUSCITA IL CUGINO FRANCO ROL (1953)

Di Anonimo


Franco Rol
Marina Ceratto, figlia dell’attrice Caterina Boratto (1915-2010), ha recentemente pubblicato un volume sulla sua amicizia con il regista Federico Fellini dove parla anche di G.A.Rol, da lei conosciuto già da bambina. Gli aneddoti non sono molti, tuttavia ve n’è uno inedito e molto significativo, che conferma – se ancora ce ne fosse bisogno – come Rol fosse un Grande Illuminato, come pochi altri Maestri nella storia.

In effetti, lo scrivente Franco Rol – nipote del Franco Rol di cui si parla nel racconto qui di seguito – si è spesso chiesto come mai non si conoscessero ancora testimonianze su questo tipo di “possibilità” nella biografia di G.A. Rol – far tornare in vita una persona deceduta, come Gesú con Lazzaro (Gv 11, 1-44) – visto che pur essendo una “siddhi” molto rara è tuttavia ben conosciuta dalla tradizione indù (e in misura minore da altre tradizioni) e compatibile appunto con le possibilità di un grande Maestro spirituale.

Ora questa “lacuna” è stata colmata, e porta il numero delle “possibilità” di G.A. Rol, che avevo classificato nel 2008 in numero di 49, a 50, una coincidenza anche simbolicamente appropriata.

Ecco il racconto:

«Mamma [Caterina Boratto] era rimasta legata a Rol, tramite gli amici Elsa e Nino Farina, il campione automobilistico, cui il sensitivo consigliava come impostare le gare sulle piste di tutto il mondo, tappa dopo tappa.

Quella sera [nel 1964] mia madre raccontò, fra lo stupore generale [presente anche Fellini], che Rol, da Torino, aveva fatto risorgere un cugino deceduto durante la Targa Florio a Palermo. Dato per morto da due medici diversi e mentre già era stata allestita la cerimonia funebre nella Cattedrale, mio padre [Armando Ceratto] vide il defunto sollevarsi piano piano dalla cassa, e le candele vibrare per il suo respiro improvviso. Gli amici intorno riuniti fecero appena in tempo a dire “Mai visto Franco con una così bella cera!” che rimasero senza parole. Il morto si era seduto nella bara e si guardava intorno disperato e stupito.
Tanto che si era ridisteso, desiderando in cuor suo esser morto per sempre, poiché pur essendo un uomo di grande ingegno e fortuna economica, era sommamente infelice e anni dopo [nel 1977] si suicidò gettandosi in mare.

Rol ebbe a dire: “Ho potuto salvarlo una volta, non due! Decide sempre e solo Dio il nostro destino”.
Mi disse come il miracolo fosse stato ottenuto prevedendone la morte e supplicando la sua salvezza da Gesù. In seguito il cugino era completamente sfuggito alla sua vista e al suo potere.»

(Ceratto Boratto, M., “La cartomante di Fellini. L’uomo, il genio, l’amico”, Baldini+Castoldi, Milano, 2020, pp. 162-163)

Chiariremo qui subito alcuni punti (oltre alle parentesi quadre già aggiunte) riservandoci maggiori approfondimenti in altra sede.
Parlando direttamente con l’autrice, ci ha intanto chiarito che la Cattedrale era quella di Palermo.
Premettiamo che lo scrivente, cosí come mia mamma Raffaella, figlia di Franco, non conoscevamo questa storia. M. Ceratto non riferisce l'anno, ma si tratta del 1953, quando al Giro di Sicilia, XXXVII edizione della Targa Florio, mio nonno Franco Rol – industriale nel settore chimico e pilota di automobilismo – uscì fuori di strada precipitando da una scarpata e fu portato in condizioni gravissime prima all’ospedale di Castelvetrano e in seguito in una clinica di Palermo.

L'incidente era avvenuto al mattino di domenica 12 aprile. Nel tardo pomeriggio Franco aveva perso conoscenza, e risulta dai giornali dell’epoca che la riprese solo il giorno successivo (lunedì 13 aprile) nel pomeriggio, quindi circa 24 ore dopo.
La sera di domenica e la notte di lunedì, mia nonna Elda con altre persone da Torino, e altri amici di Franco da Milano, andavano al capezzale del moribondo a Palermo.
È in questo lasso di tempo che deve essere collocato l'episodio di cui riferisce Marina Ceratto.
Mia mamma nel 1953 era poco piú che una neonata e quindi non è stata resa partecipe di questa vicenda. Non ricorda che da adulta se ne sia parlato. Ma la cosa non è sorprendente, perché, per strano che possa sembrare, quasi mai nella mia famiglia si parlava delle “possibilità” di Gustavo, erano considerate “routine” sia da mia nonna che da mia mamma (su questo dirò maggiormente in altra sede).
Probabilmente i medici diedero per morto Franco a tarda sera o nella notte. In una fase avanzata della notte o al mattino del giorno seguente sarebbe stata allestita la veglia funebre nella Cattedrale, che sarebbe stata quindi la camera ardente. Il funerale si sarebbe certamente poi svolto a Torino nei giorni successivi.
I giornali dell’epoca però, per lo meno “La Stampa”, non menzionano la Cattedrale (e neanche il “ritorno alla vita”). Ci sono due possibilità: premesso necessariamente che il fatto sarebbe rimasto conosciuto solo da quella ristretta cerchia di familiari e amici (incluso il padre di M. Ceratto) che erano intorno alla bara aperta (come è solito nelle veglie funebri), la resuscitazione (a distanza, visto che Gustavo non era lì presente) sarebbe anche potuta accadere direttamente in una stanza della clinica adibita a camera ardente (e magari la Cattedrale era rimasta solo al livello di ipotesi, poi non concretizzatasi.) Oppure, effettivamente il fatto è avvenuto in Cattedrale, ma i protagonisti si sono ben guardati dal renderlo pubblico, men che meno ai giornali.
Circa l'ultima frase, cioè che Franco in seguito fosse «completamente sfuggito alla sua vista e al suo potere» non può significare che non si videro piú, perché si frequentarono ancora (anche se mio nonno in effetti non stava molto a Torino, per lavoro viaggiava spesso), ma forse che Gustavo non avesse piú presa su di lui. Tra l'altro, Franco scansava in genere gli incontri di “esperimenti”, era qualcosa che non lo interessava e ne aveva una specie di timore.

🜂 JOHN DEE – IL SAPIENTE DELLA SOGLIA 🜂 - Scienza, Magia e Angeli nel cuore del Rinascimento

Di Anonimo


“Ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa Una.”

— Tabula Smaragdina

🜂 John Dee fu un uomo di confine.

Tra visibile e invisibile.

Tra numero e simbolo.

Tra Verbo e silenzio.

Per lui scienza, magia e fede non erano opposti, ma tre volti della stessa Verità.

☉ Nato a Londra il 13 luglio 1527, sotto il segno del Leone, Dee incarna l’energia solare di Tiphereth, il cuore dell’Albero della Vita. Figlio di un artigiano della corte di Enrico VIII, mostrò fin da giovane una vocazione assoluta allo studio e alla conoscenza sacra.

A soli quindici anni entra a Cambridge. Vive come un asceta del sapere: nei suoi diari racconta giornate di studio che arrivano a 18 ore consecutive. Matematica, astronomia, filosofia, simbolismo: per Dee il sapere è un atto sacro.

Viaggia in Europa e incontra Gerardo Mercatore, entrando in contatto con le menti più avanzate del suo tempo. Il numero, per lui, non è astrazione: è linguaggio divino.

Tornato in Inghilterra viene accusato di stregoneria, ma le accuse cadono. Con l’ascesa di Elisabetta I, tutto cambia. Dee diventa il suo astrologo e consigliere personale, scegliendo persino la data astrologica dell’incoronazione.

Secondo fonti storiche, Dee organizza una rete segreta di informazione al servizio della Corona. Il suo nome in codice? 007. Un numero che diventerà leggenda.

Dal 1581 inizia la fase più misteriosa. Insieme al medium Edward Kelley, Dee entra nel campo della teurgia angelica. Le entità evocate non sono spiriti emotivi, ma Intelligenze cosmiche, simili ai Malakhim della Qabbalah.

Sigillum Dei Æmeth
Nasce così la Magia Enochiana:

• un alfabeto sacro

• una lingua angelica

• sigilli e sistemi rituali complessi

Secondo Dee, questa lingua precede la Caduta ed è affine alla Lingua Adamica: ogni lettera crea ciò che nomina.

Al centro dei rituali compare il Sigillum Æmeth, il Sigillo della Verità.

Æmeth = אמת

Aleph (Principio) – Mem (Flusso) – Tav (Compimento)

Un sigillo che protegge, ordina e separa il sacro dal profano, come il Velo del Tempio.

La fama di Dee e Kelley attraversa l’Europa. Invitati in Polonia dal nobile Albert Laski per la ricerca della Pietra Filosofale, iniziano però il declino: sospetti, fallimenti, rottura definitiva tra i due.

Tornato in Inghilterra, Dee subisce il saccheggio della sua immensa biblioteca. Nonostante tutto, Elisabetta I continua a proteggerlo, nominandolo cancelliere di San Paolo e poi sovrintendente del Christ College di Manchester.

Nel 1605 la peste colpisce Manchester. Dee perde quasi tutta la famiglia. Rimane solo, povero, dimenticato. È la Nigredo finale, la dissoluzione dell’io prima della reintegrazione. Muore nel 1608 a Mortlake.

Cristiano devoto, ma profondamente ermetico, Dee vede nella matematica il linguaggio di Dio, nell’astronomia l’ordine cosmico, nella magia il mezzo di dialogo con le forze superiori.

🜁 Nella Monas Hieroglyphica racchiude l’universo in un solo glifo: Sole, Luna, Mercurio, Croce degli elementi e Fuoco primordiale. È l’immagine della Kether cabalistica, la Corona non manifestata.

🜃 Per John Dee l’alchimia non è fare oro, ma diventare oro.

Purificare l’anima.

Elevare la coscienza.

Risalire da Malkuth a Kether.

Secondo il principio eterno: V.I.T.R.I.O.L.

Oggi John Dee è riconosciuto come:

• precursore dell’occultismo moderno

• fondamento della magia cerimoniale

• ponte tra Qabbalah, Ermetismo e Cristianesimo

Su Il Grimorio, John Dee è il Magus Iniziato: colui che conosce, osa, vuole e tace.

Chi conosce il Numero conosce il Nome.

Chi conosce il Nome governa la Forma.

Sunday, October 26, 2025

IN RICORDO DI PAPUS

Di N. R. Ottaviano

Esattamente 109 anni fa, il 26 ottobre del 1916, terminava il suo transito terrestre il maggiore medico dell'esercito francese, dr. Gèrard Encausse, passato alla storia con l'eteronimo di Papus (nome tratto dal Nuctemeron di Apollonio di Tiana e corrispondente, appunto, al genio della medicina). Papus si spense nell'ospedale militare principale di Parigi, situato all'Ile de France, ove era stato ricoverato alcuni giorni prima per i postumi di una grave malattia infettiva contratta al fronte dove, richiamato come ufficiale medico allo scoppio della prima guerra mondiale, prestava le proprie cure mediche ai soldati feriti ed ammalati. Sembra assodato che la causa terminale del decesso fu determinata dalla tristemente nota pandemia influenzale denominata "spagnola" che negli anni del primo conflitto mondiale causò parecchie migliaia di morti. Gèrard Encausse era nato a La Coruna, in Spagna, il 13 luglio del 1865: aveva dunque soltanto 51 anni. Il padre era francese ed era un notevole studioso di alchimia, la madre era una spagnola di origine gitana. Questo connubio così fortemente mediterraneo dotò Papus di un temperamento eclettico e di una intuitività prodigiosa oltre che di una straordinaria propensione per lo studio delle scienze occulte e della magia. Si mosse a tutto campo nel complesso mondo dell'esoterismo: spaziò dalla Massoneria Scozzese a quella Egiziana del Memphis e Misraim, dal mesmerismo e dalla rabdomanzia allo studio scientifico dei fenomeni dello spiritismo, dalla scuola magica del defunto Eliphas Levi al sodalizio con il conte Stanislas de Guaita nell'Ordine della Rosa+Croce Cabalistica, dallo studio dei tarocchi a quello dell'ermetismo spagyrico, divenendo infine discepolo del mistico e taumaturgo lionese Maitre Philippe con il quale si recò in diverse occasioni in Russia entrando in intima familiarità con lo zar Nicola II e con la sua famiglia. Nel 1891, dopo una preparazione iniziata nel 1888 attraverso lo scambio delle reciproche iniziazioni provenienti da Louis Claude de Saint-Martin con l'orientalista Augustin Chaboseau (che aveva ricevuto l'iniziazione martinista dalla zia Amalie Boisse de Mortemartre, mentre Papus era stato iniziato da Henri Delaage, nipote di Chaboseau, discepolo diretto di S.Martin) Gèrard Encausse diede vita all'Ordine Martinista che in pochi anni si espanse notevolmente in tutto il mondo. Oggi, nell'anniversario di quella che Suo figlio, Philippe Encausse, che riorganizzò l'Ordine Martinista nel secondo dopoguerra, definì con il termine di "disincarnazione" di Papus, tutti i veri, autentici e regolari Martinisti della terra rivolgono un commosso e grato pensiero a Colui che fu il loro primo e comune Gran Maestro.

Sunday, October 19, 2025

ℂ𝕆𝕊𝔸 È ℝ𝔼𝔸𝕃𝕄𝔼ℕ𝕋𝔼 𝕃𝔸 𝕄𝔸𝔾𝕀𝔸 ?

Di Simona Las Bruja

Che cos'è la magia ?

È la scienza e l’arte che causano cambiamenti nell’invisibile, attraverso le energie, che si trasformano in cambiamenti nel visibile, mediante la volontà e l'impegno di chi vuole svolgere il rituale in questione e di chi lo effettua.

•È la capacità di lanciare un intento nell’universo, attraverso le energie, il grado di consapevolezza che ha l'esoterista e di raccoglierne quindi i frutti in futuro.

•Quindi qualsiasi cambiamento si richieda (atto magico) esso può venire provocato mediante l’applicazione di un giusto grado di una certa FORZA ed ENERGIA, nel giusto modo, attraverso il giusto mezzo a un giusto oggetto”.

•Per semplificarne il significato quindi si può dire che la MAGIA è una FORZA vera e propria, convogliata attraverso la volontà, al fine di ottenere un risultato nel tempo.

•Questo esprimersi nell’invisibile può tradursi, nelle giuste condizioni, in una modifica nel visibile se ci sono le basi, quindi se c'è forza di volontà e le energie entrano in sintonia.

~Perché dico questo? ~

•Molte persone credono che la magia o sia falsa o se è vera tutto possa; ma se non ci sono le condizioni solide nulla può accadere!

•A volte si legge nei gruppi facebook alcuni post un po’ definibili “ingenui”, post di persone forse poco consapevoli e con scarsissima esperienza che dicono: “Ma ho fatto il mio primo incantesimo, come era scritto nel libro "X" l’ho fatto in natura, in un bosco e poi non è successo niente! ci sono rimasto tanto male!”

•Perché?

•Cosa si aspettava che succedesse? ... Fuoco e fiamme?

•Forse l’aspettativa ed il significato di MAGIA non è stato compreso molto esatto.

~Sia chiaro una volta per tutti ~

•Non tutti possono eseguire i Rituali per se stessi o gli altri!

Proprio perché le loro energie non lo permettono, perché non si è in sintonia con l'Universo e quindi il cambiamento non sarebbe visibile (tipo un Rituale che non funziona anche se eseguito alla lettera).

È importante eseguire un rituale solo se si è in grado di farlo, allora dedicatevi ad ampliare la conoscenza di voi stessi e solo in questo modo potrete cambiare gli eventi, degli altri oppure i vostri ... Forse.

Per far si che un qualsiasi tipo di lavoro magico funzioni, ci devono essere le condizioni, ci deve essere l’atto di VOLONTÀ, ci deve essere FIDUCIA e CREDERE al 100% in ciò che si va ad eseguire.

~RICORDARE ~

Nulla si ottiene solo per vanità, fretta o bisogno istantaneo.

•Non si può pensare di modificare la realtà della materia con uno schiocco di dita, tutto è molto più complesso, perché sono energie importanti e forti ed è importante entrare in sintonia con esse.

•Tutti gli atti di volontà, entro le condizioni giuste, possono generare cambiamenti nell’universo ed esaudire i nostri bisogni e quelli degli altri!




Errori comuni nella magia: cosa dovresti assolutamente evitare!

Di Lilith Li



Che tu sia un principiante o che pratichi la magia da tempo, alcuni errori possono compromettere l’efficacia dei tuoi rituali.

Ecco quelli più comuni e come evitarli!

Mancanza di concentrazione e intenzione

Un rituale senza un'intenzione chiara è come una freccia senza bersaglio.

Prima di esercitarti, assicurati di essere mentalmente ed emotivamente allineato con il tuo obiettivo.

La fretta e l'esitazione indeboliscono il tuo lavoro magico.

Dimenticare la purificazione

L'energia ambientale influenza fortemente i tuoi rituali.

Non purificare il tuo spazio o i tuoi strumenti rischia di interferire. Incenso, sale, acqua lunare o campana rituale... scegli il tuo metodo preferito, ma non ignorarlo mai!

Formulare erroneamente la tua richiesta

Le parole hanno un potere immenso.

Una richiesta vaga o mal formulata può portare a risultati inaspettati (o addirittura il contrario di quello desiderato!). Sii preciso ed evita espressioni negative. Esempio: “Voglio attrarre l’amore sincero” invece di “Non voglio più restare solo”.

Trascurare Fasi Lunari e Corrispondenze

Ogni rituale ha i suoi tempi.

Ad esempio, lavorare sull'attrazione sotto la luna calante è un errore comune.

Allo stesso modo, usare una candela nera per attirare l’amore può creare blocchi invece di aprire energie.

Non rispettare il bilancio energetico

Dare senza ricevere o invocare forze senza ringraziarle può creare squilibri karmici.

Un rituale ben riuscito prevede sempre uno scambio di energie ed un ringraziamento alle entità invocate.

Vuoi risultati immediati

La magia richiede pazienza e perseveranza.

Volere vedere risultati in poche ore può spingerti a dubitare, il che indebolisce l'effetto del rituale.

Impara a lasciare andare e ad avere fiducia nel processo.