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The Runic Wand : diavolo Psychedelic Pointer 5

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Wednesday, July 29, 2026

IL BACIO DEL DIAVOLO

Di Monia Mo Calli


Nella tradizione esoterica e nel folklore magico italiano, la fattura comunemente chiamata *Il bacio del diavolo fa parte della categoria dei malefici di dominio, sottomissione o legame distruttivo.

Viene considerata una delle pratiche più temute della magia nera popolare perché, a differenza delle classiche fatture d'amore i filtri o i legamenti che cercano di far innamorare, questa punta a *annientare la forza di volontà* della vittima, stringendola in una morsa di dipendenza psicofisica totale verso chi la esegue, fino a portarla all'autodistruzione.

Come si manifesta:

Secondo le credenze popolari e la letteratura esoterica sul tema, la vittima non si accorge immediatamente di essere sotto l'influsso del "bacio", ma sperimenta un declino progressivo diviso in tre sfere:

L'Ossessione Psicologica: La persona colpita sviluppa un pensiero fisso, totalizzante e tossico verso l'artefice della fattura (o verso l'obiettivo deciso dal committente). Anche se c'è odio o consapevolezza che quella relazione sia nociva, la vittima si sente incapace di allontanarsi, come se la sua mente fosse "schiava".

Il Decadimento Fisico: Stanchezza cronica inspiegabile, emicranie frequenti nei momenti di distacco dal committente, incubi notturni ricorrenti (spesso legati al soffocamento o alla sensazione di essere schiacciati) e un senso di freddo improvviso e localizzato.

*L'Isolamento e la Sfortuna: Rottura improvvisa di legami familiari o amicizie storiche. La vittima tende ad allontanare chiunque cerchi di farla ragionare, aggredendo chi tenta di "aprirle gli occhi".

Cos'è e come viene tramandata (Tra mito e realtà)

Nella magia popolare (specialmente quella del Centro-Sud Italia, legata alla figura delle *fattucchiere*), i rituali di questo livello non si trovano sui libri, ma vengono tramandati oralmente, spesso nella notte di San Giovanni o la notte di Natale.

Sebbene le varianti regionali cambino nei dettagli, la struttura di questa fattura si basa sull'uso di *vettori di contagio* e sulla *simbologia del bacio*(inteso come furto del respiro, dell'anima e della volontà).

I passaggi cardine del presunto rituale esoterico prevedono:

1. Per legare qualcuno a distanza serve qualcosa che contenga la sua energia. Vengono usati capelli, unghie, sangue o indumenti non lavati della vittima, spesso uniti a una foto.

2. *Il Supporto Organico:* Viene modellata una bambola di cera o di stoffa (la *dagida*). All'interno o sul volto della bambola vengono posizionati i testimoni biologici della persona da colpire.

3. *L'Atto del "Bacio" Chi esegue il rituale unge le labbra del simulacro con oli specifici (spesso mescolati a sostanze amare, come il fiele, o a polveri di cimitero per simboleggiare la morte della volontà). Successivamente, viene impresso un bacio rituale sul volto della bambola pronunciando formule di comando e sottomissione (le cosiddette *orazioni nere*), con cui l'operatore "soffia" il comando occulto dentro l'anima della vittima.

4. *L'Occultamento:* La bambola viene infine legata strettamente con fili di seta nera o di lana grezza e nascosta in un luogo buio e sigillato, oppure sepolta nei pressi dell'abitazione della vittima per mantenere attivo l'influsso.

Monday, September 29, 2025

Svelare la Verità Nascosta nell'Arcangelo Michele: Il Discernimento, la Volontà Divina e la Guerra Interiore della Coscienza

 Di Pierfrancesco Madeo

Oggi, nella festa di San Michele, colgo l'occasione di esplorare la figura dell'Arcangelo Michele, un archetipo così imponente e spesso mitologizzato. La sua figura è associata alla protezione, alla lotta contro le forze della disarmonia e al ruolo di "capo" degli eserciti celesti.

Daniele 12,1

«Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran capo, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c'è mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo il tuo popolo sarà salvato, chiunque si troverà scritto nel libro.»

Apocalisse 12,7-9

«Scoppiò quindi una guerra in cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non ci fu più posto per loro in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo diavolo e satana e che inganna il mondo intero, fu precipitato sulla terra con tutti i suoi angeli.»

[PARENTESI DI DEMISTIFICAZIONE: Il Serpente, Diavolo e Satana Oltre le False Credenze]

Per comprendere appieno la potenza archetipica di Michele e la natura del "Drago" che egli combatte, è fondamentale demistificare i termini "Serpente antico", "Diavolo" e "Satana", liberandoli dalle false credenze e dalle immagini distorte che li hanno avvolti nel corso dei millenni.

1. Il "Serpente Antico": Il Simbolo della Conoscenza e della Trasformazione (Originariamente)

• Verità Storica e Archetipica: Il serpente, nelle culture antiche, prima della demonizzazione giudaico-cristiana, era un simbolo estremamente potente e spesso positivo. Rappresentava:

o Conoscenza e Saggezza: La sua capacità di muoversi sulla terra (conoscenza del mondo terreno) e di mutare pelle (rigenerazione, rinascita, saggezza acquisita attraverso l'esperienza). Era spesso associato alla medicina (basti pensare al caduceo di Esculapio).

o Vita e Fertilità: Per la sua forma e la sua ciclicità.

o Potere Ctonio: Connessione con le energie della terra e l'inconscio.

• La Demonizzazione: Nel racconto del Giardino dell'Eden, il serpente diventa la figura che induce Eva ed Adamo a mangiare dall'Albero della Conoscenza. Qui, la sua funzione di "portatore di sapere" (seppur proibito da un certo "Dio") viene reinterpretata come "inganno" e "caduta". Da simbolo di saggezza trasformativa, diventa la personificazione della tentazione e della disobbedienza. Questa trasformazione riflette un cambiamento culturale e religioso in cui la conoscenza intuitiva e le forze della natura venivano messe sotto il controllo o demonizzate da nuove strutture di potere teologiche. Non è il male in sé, ma il catalizzatore della scelta e della consapevolezza.

2. "Diavolo": Il Divisore, il Calunniatore (Da Diaballo)

• Verità Etimologica: La parola "diavolo" deriva dal greco diábolos (διάβολος), che significa letteralmente "colui che getta attraverso", "il calunniatore", "l'accusatore", "il divisore", "l'ostacolo". Non ha nulla a che fare con corna, zoccoli o fuoco infernale.

• Significato Spirituale: Il "Diavolo" archetipico, in questa luce, non è un'entità fisica, ma l'energia o il principio della Separazione. È la forza che ci calunnia (cioè, ci inganna riguardo alla nostra vera natura divina), che ci accusa (ci fa sentire indegni, colpevoli), e che ci divide (da noi stessi, dagli altri, dalla Fonte). È l'illusione della dualità, del giudizio, della frammentazione. Qualsiasi pensiero, emozione o sistema che fomenta divisione, calunnia o senso di colpa, sta manifestando l'energia "diabolica". È la forza che ci impedisce di vedere l'unità in tutte le cose.

3. "Satana": L'Avversario, l'Oppositore (Dall'Ebraico Satan)

• Verità Etimologica: La parola "Satana" deriva dall'ebraico śāṭān (שָׂטָן), che significa "avversario", "oppositore", "colui che si oppone in giudizio", "colui che ostacola". Nell'Antico Testamento, Satana non è sempre una personificazione del male cosmico, ma spesso un "pubblico ministero" celeste, una figura che mette alla prova la fede dell'uomo (come nel libro di Giobbe), o un ostacolo.

• Significato Spirituale: Satana archetipico è il Principio di Opposizione. Non necessariamente malvagio, ma una forza che si pone contro la crescita, la Verità, l'Amore, per mettere alla prova, per sfidare, per rivelare le debolezze. È l'ostacolo necessario sulla via del risveglio, quello che ci spinge a superare i nostri limiti, a scegliere consapevolmente la Verità. Senza l'oppositore, non ci sarebbe la necessità di fortificare la propria fede o la propria integrità.

• Il "Drago" dell'Apocalisse: Nell'Apocalisse, il "grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo diavolo e satana" è la sintesi di tutte queste energie. È la forza universale dell'illusione, della separazione e dell'opposizione che cerca di impedire la piena manifestazione della Coscienza Cristica (la Donna e il Figlio) sulla terra. Non è un essere singolo, ma un complesso archetipico che rappresenta tutto ciò che si oppone all'evoluzione della coscienza umana verso l'unità e l'amore incondizionato.

Conclusione della Parentesi:

Quando Michele combatte il "Drago/Serpente/Diavolo/Satana", non sta lottando contro un mostro fisico o un'entità personale, ma sta manifestando il potere del Discernimento Divino, della Volontà allineata alla Verità, per smascherare e dissolvere l'illusione della separazione, la calunnia dell'identità limitata e l'opposizione alla nostra vera natura divina. È un processo che avviene costantemente nella nostra coscienza, invitandoci a scegliere la Verità, l'Unità e l'Amore sopra ogni altra cosa.

________________________________________

L'Arcangelo Michele non è semplicemente un "generale" celeste con spada e armatura, ma un potente archetipo spirituale che risuona profondamente nella coscienza umana. La sua figura rappresenta la Volontà Divina, il Discernimento Assoluto, la Forza Interiore che difende la Verità e che combatte e trasforma le illusioni dell'identità separata e le forze della disarmonia.

1. Daniele 12,1: "Michele, il gran capo, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia... in quel tempo il tuo popolo sarà salvato."

• Interpretazione Tradizionale: Michele è un angelo protettore di Israele come nazione etnica, che interverrà in un futuro apocalittico.

• Verità Nascosta:

o "Michele, il gran capo": L'archetipo della Forza della Volontà Divina, la guida interiore suprema. Non è solo un angelo, ma una qualità della Coscienza Universale. Il suo nome "Chi è come Dio?" è una domanda e un'affermazione: solo ciò che è allineato alla Volontà Divina può agire come tale.

o "Vigila sui figli del tuo popolo": Il "popolo" non è una nazione geografica, ma il "popolo della Verità", gli "iniziati", le anime risvegliate, coloro che scelgono la Coscienza. Michele veglia sulla scintilla divina in ognuno di noi, sulla nostra vera identità spirituale. Egli è la forza che protegge la nostra integrità animica e la nostra connessione con la Fonte.

o "Tempo di angoscia": Si riferisce ai periodi di grande caos interiore ed esteriore, quando le vecchie strutture di credenza (personali e collettive) crollano, quando l'illusione si scontra con la Verità emergente. Sono i momenti di crisi e trasformazione, che possono essere molto personali (una "notte oscura dell'anima") o collettivi (come l'attuale situazione mondiale).

o "Il tuo popolo sarà salvato": La "salvezza" non è un'esenzione dalla sofferenza, ma la realizzazione della propria vera natura immortale e divina attraverso il processo di purificazione. Coloro che sono "scritti nel libro" sono quelli la cui coscienza è allineata con la Verità e la Volontà Divina, non in un registro fisico, ma nel "libro della vita" della Coscienza Cosmica.

2. Apocalisse 12,7-9: "Scoppiò quindi una guerra in cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago... Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo diavolo e satana e che inganna il mondo intero, fu precipitato sulla terra con tutti i suoi angeli."

• Interpretazione Tradizionale: Una battaglia letterale tra angeli buoni e angeli cattivi in un regno celeste, seguita dalla caduta di Satana sulla Terra.

• Verità Nascosta:

o "Guerra in cielo": Questo "cielo" non è uno spazio fisico, ma il regno della Coscienza, la mente umana, il nostro campo energetico interiore. La guerra è la lotta interiore tra la nostra vera Essenza (Michele e i suoi angeli, cioè le forze della Volontà Divina, della Verità e del discernimento dentro di noi) e le ombre dell'illusione (il Drago/Satana, il serpente antico), quel principio di auto-inganno che disconnette dall'Uno.

o "Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo diavolo e satana e che inganna il mondo intero": Qui viene descritto con precisione il principio che abbiamo già esplorato. Non è una creatura fisica, ma l'archetipo della Falsa Identità, della credenza nella separazione, della paura primordiale, della menzogna e dell'ignoranza che "inganna il mondo intero". È quella parte della coscienza che si aggrappa alla limitazione, che cerca di controllare, di giudicare, di negare l'amore e l'unità. È la coscienza di non-verità che si erge contro l'espansione.

o "Michele e i suoi angeli combattevano": Questa è l'azione del Discernimento illuminato. La "spada" di Michele non è fatta di metallo, ma di Verità e Volontà Divina. Combatte le illusioni tagliando via la menzogna, smascherando la falsità. I suoi "angeli" sono i pensieri chiari, le intuizioni pure, le consapevolezze che si allineano con la Coscienza Cristica e dissolvono le nebbie della distorsione.

o "Non prevalse e non ci fu più posto per loro in cielo": Quando la Coscienza si risveglia (Michele combatte), la credenza nella separazione e nell'auto-inganno (il Drago/Falsa Identità) non può più dominare la nostra "mente/cielo". La falsità non può coesistere con la Verità.

o "Fu precipitato sulla terra con tutti i suoi angeli": Questo significa che il principio di falsa identità e le sue illusioni vengono "riconsegnati" alla dimensione terrena, materiale, non spirituale, la sfera della dualità e della manifestazione concreta. Non sono distrutti, ma vengono messi al loro posto: non possono più regnare sulla nostra coscienza spirituale. Sono aspetti dell'esperienza umana che rimangono nella sfera terrena, ma non hanno più potere sul nostro spirito risvegliato e sulla nostra percezione della Verità.

Demistificare le Distorsioni:

L'Arcangelo Michele è stato spesso ridotto a una figura da invocare per protezione esterna contro un diavolo esterno. Questa visione minimizza la sua vera potenza. La "guerra" di Michele è una battaglia spirituale che si svolge in ogni cuore e in ogni mente, per liberare la coscienza dalle catene della percezione limitata, della paura infondata e dell'illusione di essere separati. Egli non è un supereroe per le nostre battaglie fisiche, ma la forza interiore che ci permette di affrontare e trascendere la nostra stessa ombra, la nostra identificazione con la non-verità.

Vivere la Verità: Il Risveglio del Michele Interiore

Questo passo invita i ricercatori della Verità a:

1. Invocarlo Interiormente: Non come un'entità separata, ma come l'archetipo della Volontà e del Discernimento Divino che risiede in noi. Chiedere a "Michele" interiore di guidarci è chiedere chiarezza, forza per la Verità e coraggio di affrontare le illusioni della propria mente.

2. Impegnarsi nella "Guerra Interiore": Riconoscere che la vera battaglia è contro la nostra stessa non-conoscenza, i nostri attaccamenti alla personalità limitata, le nostre paure, le false credenze che ci ingannano ("il Drago" come principio di illusione).

3. Affinare il Discernimento: Utilizzare la "spada" di Michele per tagliare via le menzogne che ci vengono presentate (dal mondo esterno o dalla nostra stessa mente identificata con la forma) e per scegliere la Verità.

4. Proteggere la Propria Coscienza: Salvaguardare il proprio "popolo" (la propria anima, la propria scintilla divina) dalle influenze che cercano di negare la nostra vera natura di "Figli del Padre".

Una buona giornata

Friday, September 12, 2025

La lettera del diavolo

Di Anonimo

Ad Agrigento, in tempi remoti, giunse uno straniero dall’aspetto raffinato. Alto, vestito con eleganza, portava con sé un fascino irresistibile, un’aria signorile che lo rendeva simile a un grande signore. Ovunque andasse, la gente lo osservava con ammirazione: il suo sorriso era capace di conquistare anche i cuori più diffidenti, e la sua cordialità sembrava attenuare ogni distanza sociale.
Quell’uomo non era un uomo. Era il diavolo.
Sotto il volto gentile, celava le forme mostruose della sua vera natura: coda, corna, occhi di fuoco, simili al traghettatore dantesco che guida le anime lungo il fiume infernale. Eppure, quando desiderava una preda, il maligno sapeva indossare le sembianze di un cavaliere.
Trascorsi pochi giorni dal suo arrivo, il diavolo posò lo sguardo su una giovane agrigentina: Lucia. La ragazza aveva la freschezza di un bocciolo di rosa in maggio, la purezza delle vette del Carmelo, la gioia luminosa di un’alba di primavera. Bellezza e candore che avrebbero dovuto scoraggiare il maligno, invece ne accesero la brama.
Lucia sentiva l’insistenza di quell’uomo come l’assalto di un esercito che cinge d’assedio una fortezza. Ogni suo gesto era elegante, ogni parola seducente, ma in quell’incanto c’era qualcosa di oscuro, un’ombra che la faceva rabbrividire. Intuiva che dietro la promessa di felicità si nascondeva un abisso senza fondo.
Il corteggiatore non si arrese. Vestito da cavaliere, moltiplicò i suoi tentativi. Le offrì ricchezze, terre, tesori vasti quanto la sua stessa ambizione. I suoi occhi, neri come le more di campagna, ardevano di desiderio. Ma Lucia rispose sempre con fermezza: «No, no, no!». La sua fede la sosteneva.
Il rifiuto accese l’ira del diavolo. Decise allora di usare l’arma più sottile: la parola scritta. Redasse una lettera piena di promesse e lusinghe, in cui si proclamava suo schiavo e la innalzava a regina. Dichiarava di vivere soltanto per lei, di voler fondere in una sola le loro anime, e concludeva con un invito che sapeva di condanna: «Confondiamo, adunque, e leghiamo in una sola le nostre due anime, e la felicità sarà nostra!»
Lucia, leggendo, sentì il cuore travolto da una tempesta. Il desiderio di lasciarsi andare e la paura di smarrirsi si scontravano dentro di lei. Le parole di quella lettera le sembravano ardere come fiamme di passione, mentre una voce segreta, profonda e misteriosa, la ammoniva: «Fuggi, non dargli ascolto!». Ma subito un’altra voce, insinuante, la tentava: «Vieni, fuggiamo insieme. Ti dono amore, vita, ricchezza!».
In quel tormento, il suo cuore rischiava di spezzarsi.
Nella notte, la Madonna le apparve in sogno. Con dolcezza materna le disse:
«Lucia, so quanto soffri. Porta quella lettera al tuo confessore. Segnati tre volte con la Croce del mio Figlio adorato, inginocchiati e ascolta la mia voce. Sarai salva. Quella lettera resterà nei secoli a testimoniare la vittoria sul nemico».
All’alba, Lucia si svegliò come rinata: serena, leggera, libera. Seguì il consiglio della Vergine e consegnò la lettera al sacerdote, che a sua volta la portò al Vescovo. Da allora, quel documento venne custodito con cura nella chiesa madre di Agrigento.
Lucia si salvò, il maligno tornò a inabissarsi nelle sue tenebre, e la lettera rimase come prova tangibile della vittoria della luce. Una vittoria accaduta in una terra verde e splendida, la Sicilia.

PERSONE CHE SONO GIÀ IN QUINTA DIMENSIONE

Di Bruno Lanciano


PERSONE CHE SONO GIÀ IN QUINTA DIMENSIONE
1. Non partecipano più a drammi, né credono a cospirazioni create dalla paura. Sfuggono ad ogni sorta di programmazione e manipolazione esterne. Non guardano la TV né ascoltano il telegiornale.
2. Per loro, la competizione non ha più senso. Invece di competere, preferiscono condividere e divertirsi. Trasformano gelosia, invidia, paranoia, supposizioni, orgoglio, coraggio, ecc. in ammirazione, fiducia, saggezza, comunicazione sana, umiltà, perdono, amore!
3. Sanno che la quinta dimensione non è un luogo, ma una frequenza, uno stato di vibrazione.
4. Non hanno più paura dell'ignoto.
Sanno che il mondo extrafisico fa parte della natura e che il soprannaturale dovrebbe essere visto come qualcosa di naturale e non di spaventoso e allarmante.
5. Sanno che il diavolo, come lo dipingono, non esiste. Ciò che esiste è un grande ego alimentato da orgoglio, egoismo, avidità, paure e illusioni.
6. Vogliono stare da soli, ma allo stesso tempo, quando sono con altre persone, vogliono stare con loro pienamente e intensamente.
7. Sentono di avere uno scopo più grande nella vita e vogliono trovarlo.
8. Hanno capito che la vittoria nella vita non significa morire ricchi, né tantomeno sconfiggere gli altri per dimostrare di essere migliori e più combattivi.
Sanno che la vittoria nella vita significa superare i propri limiti e le proprie paure e raggiungere la fine della propria vita con un cuore che batte di GRATITUDINE per ogni lezione appresa ed esperienza.
9. Hanno già capito che la nostalgia non è una sensazione negativa di perdita, ma la sensazione che un giorno ritroverai tutte le persone che amavi e che un tempo se ne sono andate.
10. Vogliono aiutare più anime e sono pronti perché questo è uno degli scopi che sono riusciti a realizzare in questo attuale passaggio terreno.
Sanno di non essere venuti qui solo come turisti spirituali.
11. Trasmutano positivamente il giudizio attraverso l'osservazione.
12. Vivono qui e ora. Sanno che il presente è tutto ciò che hanno.

Dio vi benedica!!

Wednesday, September 18, 2024

Perchè si dice “Torino Magica”? Curiosità e leggende

 Di Beatrice Bordignon

Indice
  1. La fondazione di Torino magica
  2. Magia bianca: la Mole Antonelliana e la Sindone
  3. Il Museo Egizio
  4. Il percorso esoterico nella Torino magica

Torino, anche chiamata città magica, fa da teatro alla lotta tra il bene e il male. Non a caso è un vertice di entrambi i triangoli di magia bianca e nera. Sin dalle sue origini il capoluogo piemontese è stato avvolto da un alone di mistero rafforzato da miti e leggende. Scopriamo insieme quali sono, e perché Torino è magica.


Occhi del diavolo a Torino in via Lascaris


La fondazione di Torino magica

Secondo la leggenda, Torino sarebbe stata fondata da un principe egiziano. Eridano, dopo aver lasciato la sua terra d’origine, sarebbe sbarcato con i suoi seguaci in quella che oggi è la Liguria, che prende il nome da suo figlio Ligurio. Da qui proseguì verso l’interno, giungendo fino a un’ampia pianura vicino al fiume Po (che gli ricordava il Nilo) e fondò la città di Torino. Qua diffonde il culto del dio Api, un toro, che avrebbe dunque influito poi sulla scelta del nome della città, inizialmente chiamata Eridania.

Un’altra versione riguardante le origini di Torino risale al periodo romano. La città sarebbe nata nel 28 a.C. per volere di Augusto, da cui il nome Julia Augusta Taurinorum. Essa venne suddivisa in due parti: la zona est legata alle forze del bene, mentre la zona ovest legata alle forze maligne e delle tenebre, in cui c’era una necropoli e la Val Occisorum. Torino aveva e ha una pianta romana con 4 porte d’accesso sui 4 punti cardinali. Esse erano collegate tra loro attraverso due assi viari ortogonali, mentre la via centrale era orientata seguendo la linea ascendente del sole.

Magia bianca: la Mole Antonelliana e la Sindone

La Mole Antonelliana è uno dei più importanti simboli della magia bianca di Torino. Alcuni affermano si tratti di un’antenna molto grande, capace di diffondere energia positiva assorbita in precedenza dal sottosuolo. Oltretutto, molti sostengono che nella Mole si troverebbe il Sacro Graal, indicato dallo sguardo di una delle statue di fonte alla Gran Madre.

La Mole Antonelliana simbolo dei “Luoghi del Cuore” – Alessandria Oggi

Sempre per quanto riguarda le forze buone di Torino, la Sindone, legata alla cristianità, gioca un ruolo importante. Essa ha sede nel Duomo, ma non sono pochi i riferimenti anche in altri luoghi di cultura, pensiamo per esempio agli affreschi in Piazza San Carlo.

Il Museo Egizio

Fondato nel 1824 dal Re Carlo Felice di Savoia, il Museo Egizio di Torino è un luogo in cui si concentrano e si incontrano le forze del bene e quelle del male. Infatti, non sono pochi i simboli vicini alla magia nera, tuttavia quelli della magia bianca si difendono bene e anzi si dice che siano anche in numero maggiore!

A rappresentare le forze oscure troviamo gli oggetti relativi al Faraone Tutankhamon, oppure la testa mummificata di Seth che si era macchiato dell’omicidio di suo fratello Osiride. A contrastare la magia nera ci vengono in soccorso i reperti del Faraone Thutmosi III. Egli era un esperto delle discipline legate alla sfera magica ed esoterica.

Il percorso esoterico nella Torino magica

Tra le zone di magia nera troviamo anche via Bonelli, una strada stretta e quasi mai illuminata dal sole. Perché quando si passa di qui si avverte una strana sensazione? Si dice che un tempo i boia di Torino abitassero proprio da queste parti, odiati e disprezzati da tutti, si aggiravano vestiti di nero incutendo terrore.

I simboli e i luoghi torinesi legati alla magia sono moltissimi. Oltre a quelli sopra citati, ce ne sono molti altri, di cui abbiamo parlato nell’articolo dedicato a Torino (che trovi qui) in qualità di vertice dei due triangoli magici. Ma non è tutto. Infatti, per chi fosse interessato ad approfondire le conoscenze a riguardo, sono disponibili dei tour alla scoperta di Torino Magica. In questo modo, potrete godervi a pieno l’esperienza della città vivendo la sua storia e le sue leggende a 360° gradi.

Torino, vertice del triangolo magico nero e bianco

Di Beatrice Bordignon



Indice 

1.Londra, San Francisco e Torino: triangolo magico nero

1. Piazza Statuto

2. Portone del diavolo a Torino

3. Condannati a morte e eretici al rogo





2. Praga, Lione e Torino: triangolo magico bianco

1. La Gran Madre

2. Piazza Castello

3. Piazza Solferino e la fontana Angelica


La città di Torino è definita come il vertice del triangolo magico nero e bianco. Infatti è teatro di incessanti scontri tra bene e male, presenti in numerosi luoghi ed edifici. Infatti il capoluogo piemontese è l’unica città a far parte sia del triangolo magico nero sia bianco. Se il cuore della magia nera è in Piazza Statuto, quello bianco si trova presso la fontana dei Tritoni dietro Piazza Castello. Ma vediamo più nel dettaglio quali sono le leggende e i punti peculiari relativi alla magia nera e a quella bianca.

Londra, San Francisco e Torino: triangolo magico nero

Torino è una città fortemente legata alla magia e all’occulto. Gioca un ruolo importante la posizione che occupa, poiché là dove sorge il sole si concentrerebbero le forze positive, mentre là dove esso tramonta le forze delle tenebre.

Piazza Statuto

Piazza Statuto rappresenta il vertice del triangolo di magia nera di cui Torino fa parte insieme a Londra e San Francisco. La posizione ad occidente sarebbe una delle ragioni per cui questa piazza sarebbe legata all’oscurità e alla forza delle tenebre. Oltretutto, si trova nei pressi della porta Decumana che un tempo era vista come l’accesso al Regno dei morti. Rispetto a questo tema, durante l’epoca romana al posto di Piazza Statuto sorgevano una necropoli e la Val Occisorum, dove i criminali venivano condannati

Un altro elemento che contribuisce a conferirle questo ruolo infausto è il monumento del Frejus. Molti, invece di considerarlo un omaggio ai caduti durante i lavori per il traforo, lo interpretano come un segno delle forze oscure. Infatti, il Genio Alato sarebbe Lucifero intento a guidare le potenze del male sfidando quelle benigne. Ad aggiungersi a questo, c’è l’obelisco geodetico, o Guglia Beccaria, che sarebbe il cuore delle tenebre.


Portone del diavolo a Torino

Il Portone del Diavolo è osservabile in via XX Settembre nel palazzo Trucchi di Levaldigi, sede della Banca Nazionale del Lavoro. Al centro un demone che osserva chiunque bussi, accompagnato da due serpenti che escono dalla sua bocca.

Oltre all’apparenza spaventosa, ciò che più inquieta di questo portone è la storia della sua origine. Si dice che sia comparso una notte dal nulla a causa di uno stregone apprendista nel tentativo di invocare Satana. Quest’ultimo, infastidito, l’avrebbe punito imprigionandolo nella stessa porta. Ad avvalorare questa tesi, ci fu il ritrovamento del maggiore Melchiorre Du Perril nelle mura vent’anni dopo la sua scomparsa.

Condannati a morte e eretici al rogo

Torino triangolo magico
Altri due luoghi fortemente legati alle forze oscure sono il Rondò della Forca e Piazza Palazzo di Città. Il primo si trova tra corso Regina Margherita e corso Valdocco, e un tempo era teatro delle uccisioni di coloro che erano stati condannati a morte e che qui esalavano il loro ultimo respiro.
Piazza Palazzo di Città, invece, era il punto in cui gli eretici venivano messi al rogo. Entrambi questi luoghi furono protagonisti di episodi atroci e connessi al mondo della morte. Di conseguenza hanno un ruolo importante nella storia di Torino in qualità di città appartenente al triangolo della magia nera.

Praga, Lione e Torino: triangolo magico bianco

A bilanciare le forze oscure vengono in soccorso quelle buone, concentrate soprattutto nella parte orientale di Torino. Il capoluogo piemontese è stato costruito proprio là dove il Po e la Dora confluiscono, quindi tra Sole e Luna. Oltretutto, la città è attraversata dal 45° parallelo capace di concentrare in sé moltissima energia positiva.


La Gran Madre

La chiesa della Gran Madre è un punto importante della magia bianca torinese. Ciò sarebbe rafforzato dalla presenza delle due statue di fronte ad essa, a rappresentare la religione e la fede. La coppa tenuta in mano da una di queste starebbe a simboleggiare il Sacro Graal. Ma non finisce qui. Infatti, esso probabilmente si troverebbe nei paraggi e a darci le indicazioni sarebbe proprio lo sguardo della statua accanto.

Il Sacro Graal potrebbe trovarsi nella Mole Antonelliana, altro punto centrale delle forze benigne, o a Palazzo di Città o ancora a Moncalieri, un tempo abitata dai templari.

Piazza Castello
Torino triangolo magico


Sotto piazza Castello, tra Palazzo Madama e Palazzo Reale, ci sarebbero le grotte alchemiche. Qui gli alchimisti del passato erano in grado di trasformare l’anima e il corpo in qualcosa di altro unendoli al tutto. Non solo, nei pressi di questa piazza è possibile visitare il museo egizio, altro luogo di compenetrazione di magia nera e bianca.
È proprio in piazza Castello, attorno alla fontana dei Tritoni che si troverebbe il cuore bianco di Torino. Oltretutto, i cancelli di Palazzo Reale, tra le due statue equestri delle divinità Castore e Polluce, rappresenterebbero il confine tra le forze maligne e quelle benigne.

Piazza Solferino e la fontana Angelica

Altro luogo essenziale del triangolo magico della magia bianca è la fontana Angelica che si trova in Piazza Solferino a Torino. Essa rappresenta un passo importante nel mondo della massoneria. Infatti, l’acqua che sgorga dalle otri tenute in mano dalle due figure maschili rappresenta la conoscenza che permette di raggiungere la perfezione.

Queste due statue maschili sono i sostenitori delle colonne d’Ercole, oltre le quali si credeva si accedesse all’infinito. Questa fontana ha anche altri soggetti, quali le due donne che rappresentano sì l’amore sacro e quello profano, ma anche la conoscenza esoterica e quella essoterica. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui la chiesa si rifiutò di posizionare questa fontana di fronte al Duomo, come inizialmente si era deciso.


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Friday, April 8, 2022

L'USO DEL SANGUE NEI RITUALI

di Wilfredo Adonay
Attenzione: questo contributo non contiene alcun tipo di tecnica per l'uso del sangue proprio nei vari rituali, anzi è solo un'introduzione teorica a tale pratica o tecnica.
Il proprio sangue, dai tempi antichi e millenari pratiche e correnti, è stato realizzato in rituali ermetici e culti diversi, che siano babilonesi, egiziani, ecc.
Secondo le correnti Luciferine come lo Gnosticismo Diabolico (che peraltro è promosso dalla banda Black Metal Watain), si crede che il sangue contenga il mistero della vita e che contenga le nostre volontà ed energie in essa. Già di per sé, il sangue è vitale per il corpo e per tutto ciò che facciamo nella vita.
Questa convinzione che il sangue contenga il mistero della vita, è quella che motiva l'uso del proprio sangue per caricare o attivare certi Stealth, amuleti, feticci dell'altare,elixir, ecc.
Il sangue all'interno del Luciferismo, è simbolo dell'Essenza di sé stessi, allo stesso tempo rappresenta la nostra volontà, il nutrimento per certe energie, e allo stesso tempo è simbolo di potere, poiché è nel sangue che si alloggiano le nostre energie, la nostra per forza, la nostra essenza, poiché contiene l'energia vitale di cui abbiamo bisogno per sopravvivere. Secondo alcune correnti, al sangue di sé, esiste un essere elementare o custode del sangue, che abita in esso, quindi bisogna avere rispetto nel lavorare con il nostro stesso sangue, poiché è parte di noi, è la nostra essenza, e allo stesso tempo bisogna avere rispetto per energie, volontà e misteri nascosti nel sangue stesso.
Ma a cosa serve il sangue?
Tra i diversi usi che possiamo darvi, ci sono:
Carica di energia un amuleto.
Attivare e caricare uno stealth o un sigillo.
Carica della nostra essenza l'elisir nel calice o calice rituale, che detto vino rappresenta il Sacro Menstrum della Madre Oscura Lilith.
Carica di energia i feticci dell'altare, come teschi feticci, statue, Pentaculo, ecc.
Posizionare il sangue nel chacra di Akoman (terzo occhio) carico di potere tale punto di potere energetico, permettendo una migliore connessione con qualche divinità o sigillo con cui lavoriamo in quel momento.
Tra le altre possibilità.
Il potere che ha il sangue dentro i culti, è stato ciò che ha portato alle lingue false parlare di presunti patti "Demoniaci" o "Diabolici", che dovevano essere firmati con il nostro stesso sangue, e che questo patto sarebbe stato irreversibile. Perché irreversibile?
Perché una volta sigillato con il sangue, abbiamo già unito la nostra essenza a una certa procedura, o oggetto (per questo anche gli amuleti o i sigilli che portiamo di sangue ci consumano), ma questa cosa del patto è solo un grande mito.
Il sangue è così misterioso, che anche con il progresso scientifico e tecnologico della medicina moderna, i ricercatori non hanno ancora finito di svelare i misteri e le possibilità del sangue umano, il che li porta a fare diversi esperimenti, per Vediamo la portata che contiene fluido vitale.
Si sa di casi, di inchiostri magici creati per disegnare francobolli o "firmare patti", in cui si mescolano il sangue di se stessi, la saliva e i fluidi mestruali.
Per l'uso dei Kelim Qliphoticos, è ben noto che il sangue e i fluidi sessuali sono essenziali per caricare tale indumento o Nganga.
Le streghe, conoscono persino il potere nascosto che contiene il sangue mestruale delle donne, che si tratti di dominare o legare un uomo, anche per scopi più dannosi.
Nei tempi antichi, si usava molto anche il sangue animale (anche oggi). Questo perché gli animali, a differenza degli esseri umani coscienti, dovevano essere più puri di noi, e che il sangue umano era contaminato dalle impurità di se stessi, quindi preferivano utilizzare più sangue animale che sanguinare e propria.
Per contrastare questo, l'Adeptus deve passare una serie di pulizie e consacrazioni, che si tratti di battesimo o di iniziazione al culto... Nel Luciferismo, spesso si lavorano i 7 punti di potere energetico (7 chacras) nonché le varie Iniziazioni che uno può realizzare, e soprattutto è la rinuncia all'ego.
HAIL SATANAS HAIL LUCIFER
BENEDIZIONI SATANICHE
SHEMHAMFORASH
SALVE SATAAN
ETHAN
ENKI