FUCK OFF!

The Runic Wand : necromante Psychedelic Pointer 5

Pubblicità

SPONSORIZZA QUI LA TUA ATTIVITA'

EA School

Calabria Mia

Dr. X -M.G.O.-

PRIMORDIA ONLINE STORE

Mandateci i vostri articoli, li pubblicheremo sul nostro sito.
E-mail: xman777@dallasmail.com

Search This Blog

Showing posts with label necromante. Show all posts
Showing posts with label necromante. Show all posts

Sunday, May 24, 2026

COME RICONOSCERE UN FALSO NECROMANTE

Di La Necromanzia


Come ben sapete, ho una forte repulsione per tutti quei ciarlatani che al giorno d’oggi si professano Necromanti, quando di necromante non hanno proprio nulla. Giro e rigiro sui social e vedo sempre le stesse immagini: questi ciarlatani che fanno i video mentre accendono le 4 candeline nei cimiteri(stolti che non sanno a cosa vanno incontro). Ed è per questo che oggi voglio darvi le basi per riconoscere immediatamente un ciarlatano da un vero necromante.

Partiamo dalle candele e da ciò che dovrebbe fare un necromante prima di entrare in un cimitero per operare al suo interno: il tasso, il tasso barbasso e la Nigredo. Come sempre citerò le fonti poiché ciò che vi dirò non viene dal mio sapere ma,è tratto da fonti comprovate.

LE CANDELE NEL CIMITERO

Il primo segno per scoprir un ciarlatano è guardar ciò ch'egli accende. Se trae dal sacco candele in cera d'api, soia o paraffina, or su dunque, sappiate che siete davanti a un mero dilettante. I grimori storici e le leggi della magia simpatica spiegan chiaramente perché codesti materiali interrompon il collegamento con l'Oltretomba:

LA CERA D’API E LA SOIA (L'Errore della Forza Vitale)

Come scrive Enrico Cornelio Agrippa nel suo De Occulta Philosophia (1533), le sostanze utilizzate nei rituali devon essere in perfetta simpatia occulta con l'intento. La cera d'api e la soia son derivati diretti della vita organica feconda, legati a forze solari di rigenerazione. Portarle in un cimitero per evocar i morti è un controsenso energetico poiché questa luce respinge l'ombra anziché integrarla.

LA PARAFFINA (Il Vuoto Energetico)

Molti usano le comuni candele industriali poiché costano poco. Dal punto di vista occulto ciò è ancor peggio. Come analizzato da Éliphas Lévi in Dogme et Rituel de la Haute Magie (1854), gli strumenti magici devon posseder una forza vitale naturale per agire da conduttori. La paraffina non è sostanza viva, bensì: un derivato chimico del petrolio, un materiale sintetico, inerte e "morto", privo di memoria eterica. Essa non emana vibrazioni e non crea alcun vinculum (legame energetico). Non serve a trattenere il fluido del defunto, bensì isola il mago in una bolla artificiale, rendendo il rituale una farsa teatrale.

PRIMA DEL CIMITERO LA NIGREDO E IL PERICOLO MORTALE DEL TASSO

Un vero necromante non entra nel cimitero per far foto; vi entra solo dopo aver affrontato la Nigredo (la putrefazione alchemica, lo spogliamento dell'ego). Per sintonizzarsi con la morte, la Stregoneria Tradizionale utilizza l'albero del cimitero per eccellenza: il Tasso (Taxus baccata). Ma qui si vede chi rischia la vita sul serio.

LA TOSSICITÀ DEL TASSO

Il Tasso contiene tassina, un alcaloide cardiotossico letale. Nel grimorio moderno Veneficium: The Path Envenomed,l'esoterista e botanico Daniel A. Schulke svela che lo spirito del Tasso agisce come un "anestetico dell'anima" che simula la morte biologica, bensì avverte che la pianta è una barriera chimica spietata. Mettersi il vero tasso sulla pelle senza schermi o senza conoscer l'alchimia vegetale significa rischiar il collasso cardiaco per assorbimento cutaneo.

IL SENSO ESOTERICO DELLA MORTE RITUALE

Nel monumentale The Dragon-Book of Essex, Andrew D. Chumbley codifica l'uso del Tasso per indur una "morte rituale temporanea". Il necromante deve apparir spiritualmente morto per poter varcar la soglia senza esser aggredito dalle larve astrali. Il ciarlatano dei social, poiché non si scherma e non attraversa la Nigredo, entra nel cimitero con la sua energia solare splendente: un faro perfetto per farsi azzannar e parassitare dalle energie più basse del luogo.

L’UNICA VERA LUCE: IL TASSO BARBASSO

Se le candele moderne non servon a nulla, cosa usa il vero necromante per comunicare? Or sú, egli usa il Tasso Barbasso (Verbascum thapsus)… Ricordate? Ne ho parlato qualche giorno fa in un mio post…

IL CONDUTTORE SATURNIANO

Agrippa, nel De Occulta Philosophia, cataloga codesta pianta sotto la stretta reggenza di Saturno (il tempo, la decomposizione, la terra profonda). Il Verbasco ha la capacità magnetica di addensar i fluidi spirituali.

LA TECNOLOGIA DELLA TORCIA

Nell'opera storica The Art of Simpling (1656), l'erborista William Coles documenta come codesta pianta venisse chiamata Hag's Taper (La candela della strega). Le streghe non usavan la cera, bensì prendevan lo stelo secco del Tassobarbasso, lo privavan delle foglie e lo immergevano nel grasso animale (materia legata alla morte e al sacrificio).

IL FARO INVERTITO

Come spiegato nei grimori di necromanzia rituale di area Daemonolatry (come i testi di S. Connolly), la combustione dello stelo di verbasco nel grasso produce un fumo denso e saturnino. Codesto fumo non serve a illuminar la faccia dell'operatore per un video, bensì agisce come un faro invertito: fornisce alle ombre dei defunti la densità ectoplasmatica temporanea di cui han bisogno per manifestarsi ed esser udite. Senza codesta torcia, non c'è alcun ponte tra i mondi.

LA SCUSA: CONTA SOLO L’INTENTO

Or sú, prevedo già l’obiezione del ciarlatano medio: ”Ciò che conta è l’intento, la materia è solo un mezzo!”

Niente di più falso, poiché codesta affermazione denota una totale ignoranza delle leggi simpatetiche elementari.

Se l'intento bastasse a colmare il vuoto della materia, non avremmo avuto bisogno dei secoli di sperimentazione alchemica dei Grandi Maestri, bensì basterebbe sedersi al buio e desiderare. La materia è il conduttore, il cavo di rame attraverso cui passa la corrente dell'Oltretomba. Se usate la paraffina o la soia, state tentando di far passare l'alta tensione dentro uno spago di cotone: non vi stupite se poi l'unica cosa che si manifesta è la vostra stessa suggestione psicologica.

CONCLUSIONE

Or su dunque, la prossima volta che vedete un video online, fate il check:

1) Ha candele di soia, paraffina o cera d'api? Ciarlatano (Agrippa e Lévi ne spiegan l'inutilità).

2) Entra nel cimitero ridendo, senza aver interiorizzato la Nigredo e la frequenza del Tasso?Stolto a rischio parassitaggio (Chumbley e Schulke insegnan il prezzo della soglia).

3) Non usa la torcia vegetale di Tassobarbasso e grasso? Sta parlando da solo nel buio (Coles).

La Necromanzia è una scienza occulta spietata, non un trend per fare visualizzazioni.

Sunday, August 31, 2025

💀💀💀 UN TEMPO I NECROMANTI PIÙ TEMUTI NON ERANO UOMINI… MA DONNE 💀💀💀


Di La Necromanzia


“Cercatemi una donna che sia padrona di spiriti,e andrò da lei a consultarla.»-1 Samuele 28,7

O mio car lettore che ti accingi a legger il mio post.. ti invito a sederti e drizzar le orecchie, poiché oggi sconvolgerò il tuo modo di pensar e veder la figura del Necromante..non uomini, ma Donne.. temute da corpi vivi e non… poiché capaci di piegar persino il volere degli Dei. Non ci credi? Vieni con me.

LA STREGA DI ENDOR
La prima donna Necromante di cui si ha memoria, la troviamo nella Bibbia.
Il Primo libro di Samuele infatti, racconta di Saul, re d’Israele, disperato perché Dio non gli parla più. Decide allora di cercare una donna a Endor, una ba‘alat-’ov, cioè una “padrona di spiriti”. È lei a evocare il profeta defunto Samuele, che gli predice la sconfitta e la morte.
Saul, re unto dal Signore, si piega al potere di una figura femminile che vive ai margini, lontana dal tempio e dalle leggi ufficiali.
Dunque un re benedetto da Dio… che condanna la necromanzia, si affida poi a una Donna Necromante e non a un uomo per saper il destino che lo attendeva…

ERICHTO:LA NECROMANTE PIÙ POTENTE
Secoli dopo, Lucano ci regala la descrizione più terrificante di una necromante nell’antichità: Erichto di Tessaglia, nel VI libro della Pharsalia.
Erichto vive nei sepolcri abbandonati, si nutre di cadaveri e non esita a interrompere i funerali per strappare sangue fresco. Lucano la descrive così: magra, pallida, con i capelli raccolti da serpenti:
“così orrenda che perfino gli dèi hanno paura di ascoltare la sua voce”.
E infatti aggiunge: ”Alle prime parole della sua preghiera, gli dèi permettono qualsiasi nefandezza ed hanno paura di ascoltare una seconda invocazione.”
Erichto non serve nessuno. Costringe persino le divinità ctonie ad obbedirle.
Quando Sesto Pompeo la cerca per conoscere il futuro della guerra, lei trascina un cadavere e lo rianima con un rituale pieno di minacce: se l’anima non fosse rientrata nel corpo, avrebbe costretto le Furie con i loro veri nomi e sfidato lo stesso Ade.
Alla fine: il morto parla.
Per un lettore romano, l’idea che una donna mortale potesse piegare perfino gli dèi era l’incubo più grande.
Da qui.. l’idea che lei fosse la più potente Necromante mai esistita.

CANIDIA E LE STREGHE ROMANE
Il nostro percorso prosegue poi con Orazio che negli Epodi, ci parla di Canidia: maga di Roma che di notte scava fosse, versa sangue di agnella e invoca i Mani insieme ad altre compagne.
Sono figure che appaiono in poesia, certo, ma che riflettono credenze reali.
Anche qui, l’immagine è sempre femminile: donne che disturbano i morti, che li legano con formule e li obbligano a rispondere.

CIRCE E MEDEA
Infine ma non per ultime: Circe e Medea che, nel mito greco rappresentano Eros e Morte.
Circe infatti accoglie i viaggiatori e li trasforma in bestie; Medea conosce erbe e veleni e sa ridare vita o strapparla con i suoi intrugli.
Non sono “streghe” medievali, ma incarnano già quel timore: l’idea che il sapere femminile, legato al corpo e al sangue, potesse scavalcare i confini fissati dagli uomini e dagli dèi.

E I NECROMANTI UOMINI QUINDI?
Gli uomini necromanti esistevano: Odisseo compie la nekya nell’Odissea; Apuleio racconta del sacerdote egizio Zatchlas che resuscita un morto nell’Asino d’oro.
Ma la loro necromanzia appare tecnica, sacerdotale, inserita in rituali controllati.
Le donne, invece, appaiono libere da ogni vincolo. Agiscono ai margini, nei cimiteri, nelle notti, con il corpo e con il sangue.
È proprio questa libertà a renderle le più temute.
Ma soprattutto come amo dire io: la Donna partorisce due volte: con l’utero e con la gola.. e
quindi le donne sono più vicine ai confini tra vita e morte: il parto, il sangue mestruale, il lutto.
Le donne… loro erano e sono le più vicine all’Aldila…
E nell’Antichità, quando queste esperienze venivano traslate in magia, diventavano potere oscuro.
Ed ecco perché, nelle fonti, le necromanti femminili non sono mai figure marginali. Sono quelle che i re cercano di notte, quelle che i poeti descrivono con paura, quelle che persino gli dèi preferiscono non contraddire.
Indi per cui o tu viandante.. quando incontrerai sul tuo cammino una Necromante.. abbine timore e portale rispetto.
Perché può essere che sia “la nipote delle streghe che non siete riusciti a bruciare”.

E tu, le sapevi tutte queste cose?

 Fonti principali

•1 Samuele 28(Strega di Endor)
•Lucano,Pharsalia VI(Erichto)
•Orazio,Epodi V(Canidia)
•Omero,Odissea XI(nekya di Odisseo;Circe nel libro X)
•Euripide,Medea
•Apuleio,Asino d’oro II(Zatchlas)

Friday, July 25, 2025

💀💀💀DOVE FINISCONO QUELLI CHE NÉ DIO NÉ L’INFERNO VOGLIONO?💀💀💀



 Di La Necromanzia


“Non tutti coloro che non sono saliti sono caduti. Alcuni sono rimasti nel mezzo. E da lì chiamano. “Tradizione cabalistica anonima,citata in Unquiet Voices
Tutti conoscono l’Albero della Vita.
Molti temono l’Albero della Morte.
Ma pochi sanno che esiste un Terzo Albero,e che è lì che cammina il necromante.
Non nella luce. Non nell’abisso. Nel mezzo.
IL LIMBO NON È UNA FAVOLA:È UN PIANO DI LAVORO
Il Limbo non è solo teologia. È spazio reale,vivo e attivo nei rituali.
È il luogo dove finiscono gli spiriti non saliti e non dannati,quelli rimasti in attesa,in frammenti,in fame.
Ed è proprio lì che il Terzo Albero affonda le sue radici.
Chi lo nega non ci è mai passato.
Chi lo ha attraversato…non dimentica il silenzio che ha sentito.
TRE ALBERI,TRE MONDI,MA UNO SOLO È TACIUTO
Albero della Vita:
Le Sefirot,l’ordine divino e le emanazioni superiori
Albero della Morte:
Le Qliphoth,i gusci del caos e le sfere del vuoto
Il Terzo Albero:
Quello che nessuno nomina,ma che chi pratica conosce con le ossa
Il Terzo Albero non è disegnato nei libri.
È evocato nei rituali oscuri,nei sogni spezzati,nei cimiteri dimenticati.
QUI È DOVE LAVORA IL NECROMANTE
Chi opera davvero con la morte sa che non tutti gli spiriti sono anime.
Molti sono:
•Shedim:
spiriti dell’aria,simili all’uomo ma separati dal Cielo
•Mazzikim:
entità predatorie,presenti nei luoghi maledetti
•Angeli della Distruzione:
forze cosmiche che non portano salvezza né dannazione,ma esecuzione
•Ombre Obbedienti:
presenze senza volontà,ma pronte a rispondere
•Aborti cosmici:
creature mai nate,trattenute tra due mondi
Nessuno di loro appartiene al Cielo o all’Inferno.
Appartengono a ciò che è rimasto a metà.
IL RAMO SPEZZATO DELLA CREAZIONE
Il Terzo Albero è nato dall’eccesso del Giudizio (Ghevurah) non temperato dalla Misericordia.
È un errore cosmico?
No:è una zona rimossa,un archivio vivente dove tutto ciò che è stato escluso prende forma.
Contiene potere. Ma non è per tutti.
PALAZZI CHE NON SI APRONO CON LA PREGHIERA
Nei testi dimenticati (Unquiet Voices, Heikhalot Rabbati, Dragon Rouge),si parla di Palazzi Intermedi,mai nominati nei sistemi ufficiali:
•Ofel:
Buio senza voce,dove regna la perdita
•Heikhal ha-Din:
Sala del Giudizio Silenzioso
•Sheol Astrale:
Culla degli spiriti dell’aria
•Canaan delle Ossa:
Dove i morti non sono accolti
Nessuna luce,nessuna fiamma. Solo porte chiuse che si aprono con nomi rotti.
MA ATTENTA A COSA CHIEDI
Se bussi alle porte del Terzo Albero,sappi che qualcuno risponde sempre.
E non è detto che quello che arriva lo faccia per aiutarti.
A volte rispondono gli Angeli della Distruzione.
A volte rispondono presenze che non conoscono compassione né redenzione,solo ordine freddo e implacabile.
E tu… le sapevi tutte queste cose?

FONTI
•Unquiet Voices:Spirits of the Forgotten,A.C. Avers
•Dragon Rouge:The Dark Initiatory Currents,T. Karlsson
•Sefer ha-Razim,M. Margalioth (1966)
•Heikhalot Rabbati,manoscritti Geniza
•Testamentum Salomonis,McCown ed. 1922
•Gershom Scholem,Major Trends in Jewish Mysticism
•A. Kaplan,Inner Space