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The Runic Wand : autodistruzione Psychedelic Pointer 5

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Wednesday, July 29, 2026

IL BACIO DEL DIAVOLO

Di Monia Mo Calli


Nella tradizione esoterica e nel folklore magico italiano, la fattura comunemente chiamata *Il bacio del diavolo fa parte della categoria dei malefici di dominio, sottomissione o legame distruttivo.

Viene considerata una delle pratiche più temute della magia nera popolare perché, a differenza delle classiche fatture d'amore i filtri o i legamenti che cercano di far innamorare, questa punta a *annientare la forza di volontà* della vittima, stringendola in una morsa di dipendenza psicofisica totale verso chi la esegue, fino a portarla all'autodistruzione.

Come si manifesta:

Secondo le credenze popolari e la letteratura esoterica sul tema, la vittima non si accorge immediatamente di essere sotto l'influsso del "bacio", ma sperimenta un declino progressivo diviso in tre sfere:

L'Ossessione Psicologica: La persona colpita sviluppa un pensiero fisso, totalizzante e tossico verso l'artefice della fattura (o verso l'obiettivo deciso dal committente). Anche se c'è odio o consapevolezza che quella relazione sia nociva, la vittima si sente incapace di allontanarsi, come se la sua mente fosse "schiava".

Il Decadimento Fisico: Stanchezza cronica inspiegabile, emicranie frequenti nei momenti di distacco dal committente, incubi notturni ricorrenti (spesso legati al soffocamento o alla sensazione di essere schiacciati) e un senso di freddo improvviso e localizzato.

*L'Isolamento e la Sfortuna: Rottura improvvisa di legami familiari o amicizie storiche. La vittima tende ad allontanare chiunque cerchi di farla ragionare, aggredendo chi tenta di "aprirle gli occhi".

Cos'è e come viene tramandata (Tra mito e realtà)

Nella magia popolare (specialmente quella del Centro-Sud Italia, legata alla figura delle *fattucchiere*), i rituali di questo livello non si trovano sui libri, ma vengono tramandati oralmente, spesso nella notte di San Giovanni o la notte di Natale.

Sebbene le varianti regionali cambino nei dettagli, la struttura di questa fattura si basa sull'uso di *vettori di contagio* e sulla *simbologia del bacio*(inteso come furto del respiro, dell'anima e della volontà).

I passaggi cardine del presunto rituale esoterico prevedono:

1. Per legare qualcuno a distanza serve qualcosa che contenga la sua energia. Vengono usati capelli, unghie, sangue o indumenti non lavati della vittima, spesso uniti a una foto.

2. *Il Supporto Organico:* Viene modellata una bambola di cera o di stoffa (la *dagida*). All'interno o sul volto della bambola vengono posizionati i testimoni biologici della persona da colpire.

3. *L'Atto del "Bacio" Chi esegue il rituale unge le labbra del simulacro con oli specifici (spesso mescolati a sostanze amare, come il fiele, o a polveri di cimitero per simboleggiare la morte della volontà). Successivamente, viene impresso un bacio rituale sul volto della bambola pronunciando formule di comando e sottomissione (le cosiddette *orazioni nere*), con cui l'operatore "soffia" il comando occulto dentro l'anima della vittima.

4. *L'Occultamento:* La bambola viene infine legata strettamente con fili di seta nera o di lana grezza e nascosta in un luogo buio e sigillato, oppure sepolta nei pressi dell'abitazione della vittima per mantenere attivo l'influsso.

Sunday, September 28, 2025

𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥 𝐅𝐫𝐲: 𝐋𝐚 𝐓𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐀𝐫𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨𝐬𝐨 𝐞 𝐈𝐥𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐚𝐧𝐭𝐞

 Di Patty Viganò


Il caso di Daniel Fry si erge come una delle più significative e rassicuranti testimonianze di contatto extraterrestre nella storia dell'ufologia. Lungi dalle narrazioni di abduzioni traumatiche, la sua esperienza, avvenuta nel 1950 nel cuore del New Mexico, offre una visione profondamente positiva e istruttiva dell'interazione tra l'umanità e civiltà avanzate.

Daniel Fry, un ingegnere altamente qualificato con un ruolo cruciale nello sviluppo di propellenti missilistici per la Bell Aircraft Corporation, possedeva un rigore scientifico e una credibilità professionale che rendono il suo racconto particolarmente degno di attenzione.

Il 4 luglio 1950, mentre si trovava nelle vicinanze di WhiteSands, un sito noto per le sue energie particolari e gli avvistamenti, Fry si imbatté in un fenomeno straordinario. Osservò un disco metallico dalla finitura impeccabile, privo di giunture visibili, posato silenziosamente a terra. La sua curiosità scientifica lo spinse ad avvicinarsi, e fu allora che si manifestò il contatto.
Una voce chiara e distinta, che risuonava direttamente nella sua mente – una forma di comunicazione telepatica che da allora è stata spesso riportata in contesti simili – si presentò come Alan, un rappresentante di una civiltà avanzata proveniente da un altro sistema stellare. Alan lo invitò a bordo del velivolo.
L'interno della nave, secondo la descrizione di Fry, era un modello di tecnologia pulita ed efficiente. Alan, non si mostrò, ma la comunicazione rimase fluida e diretta. L'UFO, in un dimostrazione di capacità tecnologiche ben oltre la nostra comprensione, intraprese un volo ad altissima velocità con Fry a bordo. In pochi minuti, l'ingegnere fu testimone di una visione mozzafiato della Terra dall'alto, sorvolando il continente americano a velocità sbalorditive, fino a scorgere chiaramente la città di Chicago.
Ciò che rende l'esperienza di Fry così rilevante è la sua natura intrinsecamente pacifica e il messaggio che ne derivò. Il viaggio non fu un atto di forza o di intrusione, ma un gesto di apertura e conoscenza. Alan spiegò che la loro civiltà monitorava il progresso dell'umanità con benevolenza. Il loro scopo non era l'interferenza o l'invasione, ma l'osservazione e, quando possibile, un discreto supporto.
Il nucleo del messaggio di Alan era un'urgente esortazione alla pace e alla fratellanza. Con la consapevolezza delle crescenti capacità distruttive dell'umanità (eravamo all'alba dell'era nucleare), gli esseri di Alan esprimevano una profonda preoccupazione per la nostra tendenza alla guerra e all'autodistruzione. Essi desideravano che l'umanità comprendesse il proprio potenziale e la necessità di superare le divisioni per costruire un futuro armonioso.
Al termine di questa breve ma intensissima esperienza, Daniel Fry fu delicatamente riportato al punto esatto da cui era partito, senza alcun trauma o segno di coazione, ma con una mente arricchita e una prospettiva cosmica ampliata. La sua successiva decisione di pubblicare il resoconto nel suo libro "The White Sands Incident" nel 1954 fu un atto di coraggio e un contributo fondamentale alla nascita di un filone di contattismo che enfatizza la benevolenza e il potenziale evolutivo degli incontri extraterrestri.
Il caso Fry, ci offre un archetipo di incontro costruttivo e positivo, suggerendo che, al di là delle paure e dei pregiudizi, l'universo possa ospitare intelligenze pronte a guidarci verso una maggiore consapevolezza e un futuro di pace, se solo siamo pronti ad ascoltare. La sua testimonianza rimane un faro per chi crede che il contatto con altre civiltà possa essere un catalizzatore per la nostra evoluzione.

Dalla pagina Hercolubus o pianeta rosso- it