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The Runic Wand : ponte Psychedelic Pointer 5

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Wednesday, March 4, 2026

LA FOTOGRAFIA E IL SUO RUOLO NELLA PRATICA ESOTERICA

 Di Shaula Shaula

Il legame tra fotografia e magia è un argomento suggestivo che si è sviluppato insieme al progresso tecnologico. Sin dalle prime immagini impressionate su lastra, l’essere umano ha percepito la fotografia non solo come mezzo di memoria, ma come possibile ponte verso l’invisibile o come rappresentazione energetica della persona ritratta.Di seguito alcuni dei principali modi in cui la fotografia è stata associata all’ambito occulto.  1. La fotografia come collegamento energetico

In molte correnti esoteriche contemporanee inclusa la radionica e determinate pratiche rituali, la fotografia viene considerata un “collegamento” diretto con il soggetto. Poiché riproduce fedelmente l’aspetto di una persona, si ritiene che conservi un filo sottile che la unisce energeticamente a essa. Impiego: l’immagine può essere collocata su un altare, sotto una candela consacrata o inserita in un talismano per orientare un’intenzione specifica verso il soggetto rappresentato. 

 2. La fotografia spiritica

Nella seconda metà del XIX secolo, con la diffusione dello Spiritismo, nacque la convinzione che la macchina fotografica potesse immortalare presenze ultraterrene. Divennero celebri gli scatti attribuiti a William Mumler, nei quali apparivano figure evanescenti accanto ai vivi. Anche se molte di queste immagini si rivelarono frutto di sovrapposizioni o artifici tecnici, contribuirono a rafforzare l’idea che l’obiettivo potesse cogliere ciò che sfugge all’occhio umano. 

 3. L’effetto Kirlian e il campo energetico

Nel 1939 Semyon Kirlian sviluppò un metodo capace di registrare emissioni elettriche attorno agli oggetti. In ambito esoterico, tali immagini sono spesso interpretate come manifestazioni visive dell’aura o del corpo sottile, variabile in base allo stato fisico ed emotivo dell’individuo.

 4. La “thoughtography” o impressione mentale


Questa teoria sostiene la possibilità di trasferire immagini su pellicola tramite la sola forza della mente. Il caso più noto è quello di Ted Serios, che negli anni Sessanta affermava di poter proiettare visioni direttamente sulla fotografia concentrandosi intensamente. 

 5. Tradizioni popolari e cautele


In alcune culture antiche era diffusa la credenza che un’immagine potesse sottrarre una parte dell’anima. Ancora oggi, in certe pratiche popolari, si raccomanda prudenza nel condividere le proprie fotografie o nel collocare immagini dei defunti accanto a quelle dei viventi, per evitare interferenze o squilibri sottili.


Tuesday, September 23, 2025

Incenso per stimolare le visioni

 Di Veronica Lamù Iannotta


Il fuoco e il fumo sono antichi alleati: l’incenso giusto può diventare una chiave per varcare la soglia della chiaroveggenza. Non è semplice profumo: è un ponte, un rituale che eleva la coscienza e prepara il corpo e lo spirito alla percezione sottile.

Per un incenso che stimoli la visione interiore, scegli elementi che purifichino e innalzino le vibrazioni, ogni erba, ogni resina, ogni essenza custodisce un potere antico, un frammento di saggezza dimenticata. Per evocare la chiaroveggenza, queste sono alcune tra quelle maggiormente utilizzate.

Artemisia, l’erba della strega, chiave dei sogni e custode dei mondi sottili, apre le porte della percezione e conduce la mente oltre il confine del visibile.

Sandalo, legno sacro e resina aromatica, ancora i pensieri e li guida nello spazio sacro, tra i sussurri del divino e le energie sottili.

Lavanda, delicata ma potente, scioglie i pensieri opprimenti, calma le emozioni e prepara il cuore e l’anima all’ascolto dei messaggi nascosti.

Alloro, da sempre simbolo di sapienza e profezia, porta visioni e messaggi che altrimenti resterebbero celati, accendendo la scintilla della chiaroveggenza e aprendo la mente alle intuizioni più profonde.

Ginepro, protettivo e purificante, scaccia le energie stagnanti e le ombre, creando uno spazio sicuro in cui la coscienza può espandersi.

Mirra, resina preziosa e radicante, stabilizza il viaggio tra i mondi sottili, permettendo di muoversi nell’ignoto senza perdere il contatto con se stessi.

Copale, eleva la vibrazione, chiama la luce e amplifica ogni percezione, trasformando il fumo in un ponte tra il mondo visibile e quello invisibile.

... UN PENSIERO CHE MI E' VENUTO BUSSANDO ALLA PORTA DELLA COMPRENSIONE …

 Di G.B. Radosavljevic

SE VOGLIAMO CONSIDERARE CHE LA PSICHE SIA IL "SINTONIZZATORE" DELLA MENTE E DELL'UOMO TUTTO, E CHE PROPRIO ATTRAVERSO IL PENSARE POSSIAMO EVOLVERE LA NOSTRA PERCEZIONE DELLO SPAZIO, DEL TEMPO E DEL DIVINO, QUALI CONCLUSIONI TRAIAMO DA QUESTA CONSIDERAZIONE?

Questa riflessione apre una prospettiva molto profonda, quasi iniziatica, sul ruolo della psiche nell’esperienza umana. Provo a restituire un pensiero articolato e coerente, tenendo fede alla premessa.

Se la psiche è il “sintonizzatore” della mente e dell’uomo tutto...

...Allora non è semplicemente un prodotto del cervello, ma una funzione attiva, mediana, organizzatrice, che mette in relazione i vari piani dell’essere: corpo, mente, emozione, spirito.

Come un sintonizzatore radio capta frequenze invisibili e le rende udibili, la psiche permetterebbe all’essere umano di “accordarsi” a determinati livelli di realtà, o di coscienza.

Se il pensare è lo strumento evolutivo...

...E non solo un'attività meccanica o intellettuale, allora il pensiero ha un potere trasformativo. Non nel senso del pensiero discorsivo superficiale, ma del pensiero immaginativo, intuitivo, ispirato – quello che alcune tradizioni definiscono pensiero vivente o pensiero del cuore.

Questo pensiero non si limita a descrivere il mondo: lo co-crea. È un atto partecipativo. E attraverso di esso, l’uomo può evolvere la propria percezione – e forse anche la sostanza – di spazio, tempo e del Divino.

Da ciò, si possono trarre alcune conclusioni:

1. La realtà non è oggettiva e fissa, ma risonante, relazionale, plastica. Varia in funzione del livello di coscienza che la osserva e la interpreta.

2. Il Divino non è fuori da noi, ma è una frequenza a cui possiamo accordarci. Più elevato è il livello di coerenza tra pensiero, sentimento e azione, più fine e pura sarà la frequenza captata.

3. L’evoluzione umana non è solo biologica o sociale, ma coscienziale. È il frutto di una progressiva “fine sintonizzazione” della psiche su livelli sempre più ampi di realtà.

4. La psiche è il ponte tra l’immanente e il trascendente, tra il mondo visibile e quello invisibile. È lo “strumento” dell’anima per fare esperienza, imparare e trasmutare.

5. L’atto del pensare, se purificato, diventa una forma di ascesi interiore. Non solo uno strumento conoscitivo, ma un vero e proprio cammino iniziatico.

Quindi?

Se accettiamo questo paradigma, allora ogni gesto del pensiero – ogni riflessione autentica, ogni intuizione sincera, ogni atto creativo – diventa un atto sacro, un passo nella via dell’evoluzione interiore. Non pensiamo solo per capire, ma per trasformarci. Pensare bene diventa un atto etico e spirituale.

A sostegno di questa visione, echeggia un antico insegnamento, probabilmente proveniente dalle Upanishad:

"Il pensiero evolve quel che è oggettivo,

i tre mondi esistono nel pensiero ed attraverso di esso;

il cosmo si disintegra quando si disintegra anche il pensiero.

È il pensiero che va accuratamente individuato."

Questa visione radicale ribalta la prospettiva ordinaria: la realtà non esiste indipendentemente dal pensiero, ma nel pensiero, e attraverso di esso. Il pensiero è il cuore della manifestazione. È il pensiero che unifica, dà coerenza, tiene insieme il cosmo.

Per questo motivo, il pensiero va conosciuto, indagato, ascoltato. Non solo usato.

✦ Contemplazione del Pensiero

Meditazione in quattro movimenti

Puoi svolgere questa meditazione in silenzio, seduto comodamente, con occhi chiusi o semiaperti. Non forzare nulla. Osserva. Accogli.

1. Osserva il pensiero che sorge

Lascia emergere i pensieri spontanei, senza giudicarli.

Solo osserva: non trattenerli, non scacciarli.

? Da dove arriva questo pensiero? Che forma ha? È mio o ricevuto?

Ogni pensiero accende un piccolo mondo. Nota questo.

2. Vedi come il pensiero plasma la realtà

Porta alla mente un pensiero positivo, come:

“Sono in armonia con tutto ciò che è.”

Osserva come cambia la tua percezione del corpo, dello spazio, del tempo.

Poi pensa qualcosa di opposto, e osserva ancora.

? Il pensiero trasforma il reale. Ma allora… cos’è reale?

3. Scivola tra i tre mondi

Senti la presenza dei tre livelli:

Fisico: il corpo, il respiro, i suoni.

Psichico: emozioni, immagini, memorie.

Spirituale: silenzio, intuizione, vuoto vivo.

? Chi li percepisce? E dove si incontrano?

4. Individua il pensiero

Ora, invece di pensare a qualcosa, pensa il pensiero stesso.

Come uno specchio che guarda se stesso, lascia che la mente osservi il suo stesso movimento.

? Chi è che pensa?

Il pensiero nasce da me, o io sorgo nel pensiero?

Cosa rimane se il pensiero tace?

✦ Conclusione

Resta per qualche istante in silenzio.

Non cercare risposte immediate. Lascia che il pensiero si plachi nel suo stesso centro.

Forse, lì, il pensiero si trasforma in coscienza.

g.b.r.

Friday, September 12, 2025

IL VOLTO NASCOSTO DELLO STREGONE: Il Compagno Occulto Della Strega

Di Il Raduno delle Streghe


Nell'immaginario esoterico moderno, la figura della Strega ha conquistato un posto di rilievo come simbolo di rinascita, femminilità sacra, ribellione e conoscenza intuitiva. Ma accanto a lei, quasi dimenticata o sbiadita dal tempo, si erge la figura dello Stregone: non un antagonista, non un doppio oscuro, ma il suo compagno spirituale e cosmico, incarnazione di una sapienza altrettanto antica e potente.

LO STREGONE NELLA STORIA E NELLA TRADIZIONE ESOTERICA
Lo stregone – o saggio, uomo di medicina, magus, bruxo, a seconda delle culture – era l’uomo che conosceva i misteri della Terra e del Cielo, capace di parlare con gli spiriti, evocare forze, curare, trasformare, viaggiare nei mondi invisibili.
Non era solo un operatore magico, ma un custode di antichi equilibri, spesso al servizio della comunità, della Natura e delle leggi sottili dell’Universo. Non dominava le forze invisibili, ma si poneva come ponte tra il visibile e l’invisibile.
In culture sciamaniche, come quelle siberiane, amazzoniche e africane, lo stregone era anche guaritore, veggente, consigliere. Nelle tradizioni europee, la sua figura sopravvive nelle leggende di druidi, taumaturghi, eremiti, e persino nei grimori rinascimentali come il Picatrix o il Liber Juratus.
Non il “maschio della strega” – ma l’altro volto del mistero.
L’errore moderno è pensare lo stregone come “la versione maschile della strega”. Nulla di più limitante. Lo stregone e la strega sono archetipi distinti, ma complementari. Se la strega incarna il grembo della trasformazione e la ciclicità lunare, lo stregone rappresenta la via del fuoco interiore, della coscienza solare e della volontà spirituale.
Entrambi operano in sintonia con le forze della Natura, ma con sfumature differenti: la strega tende a “ricevere” e “trasformare”, lo stregone a “canalizzare” e “dirigere”. Ma in molte tradizioni iniziatiche, entrambi percorrono un cammino simile: morte simbolica, visione, conoscenza, potere.

SEGNI DISTINTIVI DELLO STREGONE INIZIATO
1. Legame profondo con gli elementi, in particolare il fuoco sacro e l'aria (soffio, parola magica, oracolo).
2. Sapienza alchemica: trasmutazione interiore, conoscenza dei metalli, dell’anima e del corpo sottile.
3. Uso rituale della parola e del silenzio, strumenti del potere creativo.
4. Ritiro e solitudine, spesso periodi di isolamento spirituale per raffinare la visione.
5. Maestria nei sogni e nei viaggi astrali, come forma di oracolo e guarigione.
FONTI DI STUDIO E ALTA STREGONERIA.
Alcuni testi di riferimento per comprendere l’antica via dello stregone includono:
Eliphas Lévi – “Dogma e Rituale dell’Alta Magia”: il fondamento della magia cerimoniale moderna, ricco di simboli, rituali e meditazioni cabalistiche.
Agrippa – “Filosofia Occulta”: uno dei testi più completi mai scritti sulla magia naturale, celeste e cerimoniale.
Carlos Castaneda – “Gli insegnamenti di Don Juan”: anche se controverso, è una porta d’accesso alla via dello stregone sciamanico tolteco.
Il Corpus Hermeticum: preziosi scritti di sapienza egizia-greca che riflettono la visione cosmica del mago/stregone.
La Chiave di Salomone e il Grimorium Verum: testi di evocazione e alta magia, da studiare con rispetto e preparazione.
Elip
UNA RINASCITA DELL'EQUILIBRIO
Oggi più che mai c’è bisogno di riconoscere entrambi gli archetipi – la strega e lo stregone – come guide spirituali che incarnano i principi della natura vivente e della coscienza in evoluzione. Né patriarcato, né matriarcato: magia sacra, alleanza tra polarità, danza dell’ombra e della luce.
Lo stregone non è un predicatore, né un manipolatore. È colui che ricorda, che guida e che trasforma, con la forza della parola, del simbolo, del silenzio e della presenza.

Rasputin: l’Uomo che camminava tra Ombra e Luce

Di Elvis Di Ponto


Grigorij Efimovič Rasputin (Novych),
in 
russo Григо́рий Ефи́мович Распу́тин (Но́вых)
 (Pokrovskoe, 21 gennaio 1869 
– Pietrogrado, 30 dicembre 1916)
Non fu solo un monaco russo, né soltanto un guaritore o un consigliere di corte. Rasputin era un ponte tra due mondi: il visibile e l’invisibile.
Nato nelle terre fredde della Siberia, portava negli occhi il fuoco di chi non apparteneva pienamente a questa Terra. Il suo sguardo magnetico non era semplice intensità umana, ma un varco che conduceva nell’abisso dell’anima.
Molti lo temevano, altri lo veneravano, ma in pochi compresero davvero chi fosse. Rasputin incarnava l’archetipo dell’iniziato che rompe le regole, del mistico che non si ferma davanti al giudizio. Le cronache parlano di guarigioni inspiegabili, di preghiere che placavano l’emorragia del giovane zarevic, e di presagi pronunciati con voce ferma che si rivelarono verità ineluttabili.
Ma il suo potere non era “suo”: Rasputin sapeva attingere alle correnti profonde dell’energia cosmica. Viveva immerso nella dualità: l’uomo di eccessi e vizi, e il veggente che pregava per ore, fino a cadere in trance. Nella sua contraddizione stava il segreto: essere veicolo di forze che superano la comprensione lineare della mente.
Ancora oggi, il suo nome evoca mistero. Forse Rasputin non è morto del tutto: figure come la sua restano come sigilli energetici nella memoria collettiva, custodi di verità scomode e di poteri che il mondo razionale non sa spiegare.