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Saturday, July 18, 2026

Altare degli Antenati: Il Portale Vivente della Linea di Sangue (Spiegazione teorica)

Di Anonimo


Oggi vi parlerò dell’Altare degli Antenati, il punto di contatto tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti che ci hanno preceduto: custodi della linea di sangue, della saggezza nascosta e delle memorie ancestrali. È attraverso di loro che scorre la forza primordiale che ci sostiene. Vi guiderò passo dopo passo, entrando nel cuore dell’Arte Primordiale.

Perché farlo?

Perché avere un Altare degli Antenati non è solo importante: è essenziale.

È il fondamento su cui si appoggia ogni pratica magica legata alla protezione, alla guida spirituale e al rafforzamento della propria energia vitale. Senza un punto di contatto con la linea di sangue, la magia resta “staccata”, debole, priva di radici. Con l’altare, invece, si crea un ponte vivo che alimenta, protegge e sostiene ogni azione rituale.

Primo passo:

1. Cos’è un altare

Un altare non è semplicemente un tavolo con candele, ma un punto energetico, un nodo di potere, un luogo sacro dove si concentrano intenzioni, energie, rituali e soprattutto il legame con ciò che non è più visibile.

Nel contesto degli antenati, l’altare diventa un vero portale di contatto con chi ci ha preceduto, capace di portare consigli, protezione e forza dalla memoria ancestrale.

Funzioni principali:

– È un punto di comunicazione con gli spiriti della famiglia o della linea di sangue.

– È uno spazio dedicato per onorare, ringraziare e chiedere protezione o guida.

– È un luogo di accumulo e concentrazione dell’energia rituale.

– Funziona come ancoraggio nei rituali legati a eredità karmiche o spirituali.

Secondo passo:

2. Chi sono gli Antenati

Gli antenati sono coloro che appartengono alla tua linea di sangue o alla tua linea spirituale. Non si tratta solo di genitori, nonni o bisnonni, ma anche di spiriti guida legati al lignaggio e alle memorie archetipiche. Sono esseri energetici che custodiscono conoscenze profonde, cicli karmici e memorie familiari.

La loro energia può essere attiva (quando offrono guida diretta) oppure dormiente (quando richiedono invocazione per essere risvegliati).

Perché sono necessari

Protezione: custodiscono il nucleo energetico della famiglia.

Come esattamente?

Gli antenati creano vere e proprie barriere invisibili, uno scudo energetico che avvolge la casa, i membri della famiglia e gli spazi rituali.

Questo scudo filtra intenzioni ostili, energie negative e maledizioni.

Si comporta come un campo magnetico ancestrale: non solo protegge, ma avverte il praticante quando qualcosa non va, come una rete sensibile ai cambiamenti.

Guida:

Offrono intuizione attraverso segni, sincronicità, sogni, animali, numeri o oggetti che diventano messaggi.

Fanno percepire dissonanza o armonia rispetto a decisioni importanti: un senso di peso quando una scelta è sbagliata, o chiarezza e leggerezza quando è corretta.

Parlano anche attraverso immagini interiori legate a esperienze vissute dai nostri antenati: è la forma più profonda di intuizione, come una linea temporale che si riattiva dentro di noi.

Potere magico:

Alcuni rituali o invocazioni possono essere attivati solo con il loro consenso.

Quando entriamo nella Magia Ancestrale, il consenso degli antenati non è simbolico: è energetico. Ogni azione magica che attinge alla forza vitale della linea di sangue passa attraverso il loro filtro primordiale.

Perché serve il loro consenso:

– Assicura che l’energia sia utilizzata in armonia con la matrice ancestrale.

– Evita danni karmici o deviazioni.

– Senza consenso, anche rituali tecnicamente perfetti possono essere bloccati o resi inefficaci.

Quali rituali richiedono il consenso ancestrale:

– Magia di protezione familiare (sigilli, amuleti di sangue, barriere energetiche).

– Invocazioni o evocazioni potenti (spiriti guida, entità elementali, demoni, jinn).

– Rituali di prosperità o guarigione, perché coinvolgono la forza vitale familiare.

– Lavori di apertura psichica: chiaroveggenza, sogni profetici, intuizione profonda.

Come capire se il consenso è stato dato:

– Segnali fisici (brividi, cambi di temperatura, movimenti improvvisi delle candele).

– Sogni o visioni simboliche.

– Sensazione di chiarezza, calma e flusso rituale netto.

Come ottenere il loro consenso:

1. Onorando il nucleo della famiglia: altare attivo, offerte, pulizia energetica.

2. Usando invocazioni specifiche che chiedono approvazione prima di iniziare.

3. Rispettando cicli, lunazioni, giorni particolari o anniversari familiari.

4. Tracciando sigilli o simboli di permesso da porre sull’altare o sugli strumenti.

Conservazione della linea

Rispettare gli antenati significa rinforzare la propria energia vitale e il flusso di potere nel sangue.

La conservazione della linea è uno dei principi fondamentali della Magia Ancestrale e della Via della Linea di Sangue.

Cos’è la conservazione della linea

La linea è un flusso energetico, karmico e spirituale che attraversa le generazioni. Conservare la linea significa:

1. Mantenere intatto il nucleo energetico

Ogni membro della famiglia contribuisce a una matrice invisibile fatta di forza e memoria.
Ignorare gli antenati spezza questo flusso, indebolendo chi vive ora.

2. Proteggere il patrimonio magico e spirituale

Sigilli, rituali, talenti psichici e conoscenze passano attraverso il lignaggio.
La conservazione permette di mantenere attive queste eredità.

3. Rafforzare la memoria archetipica

La linea è come una biblioteca energetica: chi la onora può leggere e usare ciò che è custodito lì da generazioni.

Effetti sulla tua energia vitale

– Rafforzamento della forza vitale: il flusso energetico rimane pulito e potente.

– Maggiore protezione psichica: lo scudo interno della linea tutela da malefici ed energie ostili.

– Risveglio dei poteri latenti: intuizione, percezioni sottili, capacità rituali.

Come si conserva la linea

Onorare gli antenati: altare, offerte, candele, carmina, ricorrenze.

Rituali di purificazione e rinnovo: pulizia della casa, del corpo e dell’altare.

Trasmissione consapevole della conoscenza: rituali, erbe, sigilli, pratiche.

Connessione col lignaggio spirituale: invocazioni e rispetto delle tradizioni originarie.

Conseguenze della non conservazione

– Energia vitale indebolita, senso di vuoto, perdita di forza interiore.

– Vulnerabilità aumentata verso malefici, entità e cicli karmici negativi.

– Interruzione della trasmissione di poteri o conoscenze.

– Ripetizione di cicli di malattia, povertà o difficoltà, come eco di un disordine nella linea.

La conservazione della linea non è simbolica: è magia operativa. Ogni volta che onori gli antenati, attivi il flusso della discendenza, creando una corrente invisibile che potenzia la tua magia, protegge il tuo corpo e mantiene viva la memoria.

Sunday, September 28, 2025

𝐃𝐚𝐧𝐢𝐞𝐥 𝐅𝐫𝐲: 𝐋𝐚 𝐓𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐀𝐫𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨𝐬𝐨 𝐞 𝐈𝐥𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐚𝐧𝐭𝐞

 Di Patty Viganò


Il caso di Daniel Fry si erge come una delle più significative e rassicuranti testimonianze di contatto extraterrestre nella storia dell'ufologia. Lungi dalle narrazioni di abduzioni traumatiche, la sua esperienza, avvenuta nel 1950 nel cuore del New Mexico, offre una visione profondamente positiva e istruttiva dell'interazione tra l'umanità e civiltà avanzate.

Daniel Fry, un ingegnere altamente qualificato con un ruolo cruciale nello sviluppo di propellenti missilistici per la Bell Aircraft Corporation, possedeva un rigore scientifico e una credibilità professionale che rendono il suo racconto particolarmente degno di attenzione.

Il 4 luglio 1950, mentre si trovava nelle vicinanze di WhiteSands, un sito noto per le sue energie particolari e gli avvistamenti, Fry si imbatté in un fenomeno straordinario. Osservò un disco metallico dalla finitura impeccabile, privo di giunture visibili, posato silenziosamente a terra. La sua curiosità scientifica lo spinse ad avvicinarsi, e fu allora che si manifestò il contatto.
Una voce chiara e distinta, che risuonava direttamente nella sua mente – una forma di comunicazione telepatica che da allora è stata spesso riportata in contesti simili – si presentò come Alan, un rappresentante di una civiltà avanzata proveniente da un altro sistema stellare. Alan lo invitò a bordo del velivolo.
L'interno della nave, secondo la descrizione di Fry, era un modello di tecnologia pulita ed efficiente. Alan, non si mostrò, ma la comunicazione rimase fluida e diretta. L'UFO, in un dimostrazione di capacità tecnologiche ben oltre la nostra comprensione, intraprese un volo ad altissima velocità con Fry a bordo. In pochi minuti, l'ingegnere fu testimone di una visione mozzafiato della Terra dall'alto, sorvolando il continente americano a velocità sbalorditive, fino a scorgere chiaramente la città di Chicago.
Ciò che rende l'esperienza di Fry così rilevante è la sua natura intrinsecamente pacifica e il messaggio che ne derivò. Il viaggio non fu un atto di forza o di intrusione, ma un gesto di apertura e conoscenza. Alan spiegò che la loro civiltà monitorava il progresso dell'umanità con benevolenza. Il loro scopo non era l'interferenza o l'invasione, ma l'osservazione e, quando possibile, un discreto supporto.
Il nucleo del messaggio di Alan era un'urgente esortazione alla pace e alla fratellanza. Con la consapevolezza delle crescenti capacità distruttive dell'umanità (eravamo all'alba dell'era nucleare), gli esseri di Alan esprimevano una profonda preoccupazione per la nostra tendenza alla guerra e all'autodistruzione. Essi desideravano che l'umanità comprendesse il proprio potenziale e la necessità di superare le divisioni per costruire un futuro armonioso.
Al termine di questa breve ma intensissima esperienza, Daniel Fry fu delicatamente riportato al punto esatto da cui era partito, senza alcun trauma o segno di coazione, ma con una mente arricchita e una prospettiva cosmica ampliata. La sua successiva decisione di pubblicare il resoconto nel suo libro "The White Sands Incident" nel 1954 fu un atto di coraggio e un contributo fondamentale alla nascita di un filone di contattismo che enfatizza la benevolenza e il potenziale evolutivo degli incontri extraterrestri.
Il caso Fry, ci offre un archetipo di incontro costruttivo e positivo, suggerendo che, al di là delle paure e dei pregiudizi, l'universo possa ospitare intelligenze pronte a guidarci verso una maggiore consapevolezza e un futuro di pace, se solo siamo pronti ad ascoltare. La sua testimonianza rimane un faro per chi crede che il contatto con altre civiltà possa essere un catalizzatore per la nostra evoluzione.

Dalla pagina Hercolubus o pianeta rosso- it

Friday, August 29, 2025

COS' È E A COSA SERVE UNA SEDUTA SPIRITICA...

Di Monia Mo Calli


BUONGIORNO, COS' È E A COSA SERVE UNA SEDUTA SPIRITICA...

Una seduta spiritica, o seduta medianica, è una pratica in cui un gruppo di persone tenta di comunicare con gli spiriti, spesso defunti, attraverso un medium. Lo scopo principale è ottenere risposte a domande specifiche o sperimentare fenomeni paranormali.

In dettaglio...

Cos'è:
Una seduta spiritica è un rituale in cui i partecipanti cercano di entrare in contatto con entità spirituali, in particolare spiriti di persone defunte.

Come funziona:
Di solito, la seduta coinvolge un medium, che agisce come intermediario tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti. I partecipanti si riuniscono, spesso tenendosi per mano per formare una catena, e pongono domande allo spirito che si suppone sia presente.

Scopo:
L'obiettivo principale è ottenere informazioni, risposte o esperienze paranormali dagli spiriti, che possono manifestarsi attraverso fenomeni come la levitazione di oggetti, voci, o la comparsa di ectoplasma.

Fenomeni:
Durante le sedute, possono verificarsi eventi come la levitazione di oggetti, la percezione di voci, la comparsa di ectoplasma, o il comportamento insolito del medium.

Critiche:
Le sedute spiritiche sono spesso oggetto di scetticismo e critiche, con chi le considera una forma di intrattenimento o una credenza infondata.

In sintesi, una seduta spiritica è un tentativo di comunicazione con il mondo spirituale, con l'obiettivo di ottenere informazioni o esperienze paranormali, ma è una pratica che richiede molta cautela e consapevolezza.

UN ABBRACCIO DI LUCE

Thursday, December 14, 2023

PRESENZA: CARATTERISTICHE E METODI

di Shamano Shekhinà Shekhinà

«La meditazione è una tecnica mentale che instaura relazioni giuste e senza ostacoli; ciò significa, in altre parole, allineamento. Si tratta dunque di stabilire una linea di comunicazione diretta non solo fra la fonte unica, la Monade e la sua espressione, la personalità purificata e disciplinata, ma anche fra i sette centri del veicolo eterico umano»


A COSA SERVE

Il Metodo della Presenza propone sia delle precise fasi di avvicinamento tra l’Io Inferiore (ovvero personalità impermanente) e l’Ego Superiore (quindi parte manifesta della triade animica). Per le differenti “Tensioni Energetiche” le quali esistono sia nell’Io personale che nell’Ego transpersonale, queste varie fasi di avvicinamento vengono legate da dei momenti d’intensa sofferenza a livello Psichico. Ciò dev’essere con sacrificio e tanto lavoro interiore Sopportato nonchè rivissuto più e più volte, per vare come risultato più efficace il fatto che la mente fisica riesca ad abituarsi alla vibrazione più profonda e intensa che proviene dai piani sottili, spirituali dell’Ego.
Con questo metodo, dunque, proprio la mente personale si trova a dover per forza di cose “Crescere” nella frequenza (Espansione), per poi in seguito essere in grado di raggiungere il voluto e fondamentale “Sollievo” di un contatto pienamente in equilibrio con il Sé Superiore, vale a dire con la Coscienza.

IL METODO

Il termine “allineamento” (del Piano Eterico, quello Astrale, Mentale inferiore, Mentale Superiore, Egoico, Buddhico e così via. ) è una completa formula la quale si riferisce ad un modello d’Insegnamento antichissimo descritto dai Tre Maestri di Raggio.
Il Metodo della Presenza mostra come già citato diverse fasima comunque tutte insieme utili per colui il quale desidera raggiungere differenti ed elevati obiettivi.

1. Evocazione dello stato di Tensione
In questa fase vi è una forte Tensione avuta grazie al completo dominio dell’Io o Se Personale (l’Io Impermanente) affinchè possa entrare a pieno e duraturo contatto con il Sé Reale.

2. Poi si può passare al Conseguimento di uno Stato di profonda e perenne Fusione con la elevatissima valenza della Triade (Angelo Solare)

3. Mantenere la mente salda nella luce della Triade:

Si tratta qui della forte costanza nel saper mantenere il proprio Sé Inferiore legato e vicino sempre più al punto di Tensione dell’Anima (Baricentro Egoico), senza più alcuno sforzo o magari resistenza, come all’inizio, della propria personalità adesso del tutto “Integrata”.
Ci si sofferma un attimo per spiegare che, per quanto detto, la Meditazione Attiva rappresenta un vero e proprio modo di essere e di diventare nel tempo e nella pratica e non giammai una mera attività alla quale ci dedica solo in alcuni momenti. Infatti, qui sia l’Aspirante avanzato che il Discepolo in prova devono per forza capire di dover vivere una vita “Simultanea e Duplice”, fatta di attività anche esterna: la vita profana; e insieme d’attività interna: l’intensa riflessione spirituale a Servizio del “Vessillo Bianco” della Gerarchia Spirituale.

4. Intento determinato e perenne nel riuscire a sentire questa “Presenza” dell’Anima Cosmica nell’Universo, in tutte le forma, non soltanto come una teoria, bensì come la risposta vibrante all’“Esistenza”.

5. Capire quello che per mezzo suo, il Principio Divino cerca e vuole incarnare. Il «Grande Proposito», ch’egli mostra in ogni attimo del suo ciclo evolutivo.

6. La posizione presa su ogni particolare problema mondiale o progetto individuale che la mente abbia elaborato per il bene comune attraverso il cuore e nella “triplice luce dell’intuizione”.

7. Stati preparatori alla rivelazione:

La rinuncia di graduale e poi totale della personalità individuale per ottenere la Via Superiore.
La Ri - Concentrazione dell’intera Psiche nella Coscienza dell’Angelo Solare.
Qui per forza bisogna ricominciare ed agire solo e sempre in maniera funzionale sotto l’influsso dell’Angelo Solare.
Adesso si è in grado di costruire anche delle Forme - Pensiero (Idee - Azioni, in pratica gli Eggregori) le quali possono incarnare pienamente la Rivelazione.
In quasi fase si termine con l’interruzione chiamata la “Pausa che precede la Presentazione”

8. Presentazione della Rivelazione e delle verità impartite dal piano buddhico (Spirituale) che, una volta immesse nel mondo dell’illusione, distruggono le forme ingannevoli edificate dall’uomo.

Questo è il “Cimento del Fuoco”. Si tratta di una parte del Fuoco che esiste in tutto quello che è stato rivelato e che ora sta tornando alla Sorgente da dove viene; un’altra parte, invece, preferisce distruggere tutti gli aspetti contrari del Rivelatore, mentre infine un’ultima parte ancora brucia del tutto gli aspetti sfavorevoli di tutti coloro i quali vanno a riconoscersi nella Rivelazione.

9. La Rivelazione è per sempre sconfitta e ricoperta dalla generale illusione.

Tutti e nove gli stadi messi insieme creano la formula per il più avanzato Metodo di Meditazione possibile.

Friday, October 13, 2023

L’ARTE DELLA MAGIA CERIMONIALE - INTRODUZIONE

di Shamano Shekhinà Shekhinà

 

Durante il proprio percorso esoterico ci si trova di fronte molto spesso alla dicitura “Magia Cerimoniale” ma poche volte si conosce veramente di che cosa si stia davvero parlando. Cos’è allora la Magia Cerimoniale? Essa è definibile come quella tipologia dell’Arte Magica formale per eccellenza, formata in pratica da lunghi e molto complessi rituali emulati, tra i quali in particolare, dai cosiddetti grimori antichi. La formalità è alla base dell’intera Magia Cerimoniale la quale, attraverso l’aiuto di precisi strumenti appunto da Cerimonia(come ad esempio il calice oppure la coppa, l’athame, così come i sigilli, il gong o anche la campana ed infine la bacchetta) sviluppa procedure rituali di incredibile potenza ma soprattutto di fortissimo impatto catartico.

La Magia Cerimoniale, inquadrata tra l’immenso patrimonio dei Maghi di ogni epoca e tempo, torna ad essere popolare tra coloro i quali praticano nel periodo compreso tra l’800 ed il ‘900 grazie all’operato dell’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata, la famosissima “Golden Dawn” ed ancora ai giorni nostri, proprio questa forma di pratica, rientra sicuramente tra le più interessanti in tutto l’ambito Magico esistente.

I TRE PIU’ GRANDI ESPONENTI

Moltissimi anche se solo rari esperti sono i veri praticanti che si sono avvicinati, nel corso dei vari secoli e nei millenni, alla fascinosa Arte Magica, ma veramente in pochi sono coloro che hanno poi davvero fatto la differenza. Vediamo adesso quali sono i Tre esponenti della Magia Cerimoniale che hanno radicalmente modificato nonché lasciato il loro segno in tutta la storia della Magia.

Agrippa

Non soltanto la Golden Dawn può essere ricollegata ai massimi esponenti per ciò che riguarda l’Arte della Magia Cerimoniale. Un altro celebre Mago infatti fu, in un certo senso, il vero e proprio capostipite di tale avanzatissima pratica tanto complessa quanto affascinante: trattasi di Cornelio Agrippa. Conosciuto da qualsiasi iniziato che si voglia rispettare per serietà nonché conoscenze, Agrippa con il suo “De Occulta Philosophia”, apre in maniera ufficiale tutte le porte per ogni autore ad egli stati poi successivi.

È in effetti un dato di fatto che le opere di Agrippa siano state di grandissima ispirazione nell’ambito Cerimoniale (ma non solo) anche per tutti gli autori dell’epoca ed ancora per ogni tipo di praticante dell’era definita moderna.

Eliphas Levi

Tra i maestri del passato che sicuramente hanno donato il proprio contributo alla crescita della pratica della Magia Cerimoniale, va citato per forza di cose indubbiamente il classico dei classici: Eliphas Levi. Senza risentimento alcuno l’esponente più famoso ed importante il quale, attraverso la sua celebre opera “Il Dogma dell’Alta Magia”, ha offerto i tutti i suoi successori davvero tantissimi, grandissimi ed indispensabili informazioni come anche conoscenze sull’Arte occulta della Magia Avanzata.

John Dee

Ultimo ma non mai meno importante, parliamo del celeberrimo John Dee, vale a dire di colui che potrebbe senza dubbio essere definito quale il fondatore della cosiddetta Magia Enochiana, ovvero quell’arte della comunicazione con le Entità di livello superiore, spesso dette anche Angeliche (contaminazione religiosa!!!) solo tramite l’utilizzo della lingua enochiana. Anche Dee, a modo suo naturalmente, ha profondamente contribuito alla totale e continua diffusione della Magia Cerimoniale, sviluppandone inoltre una nuova e specifica la quale facesse rientrare la comunicazione angelica non soltanto nella Magia Cerimoniale bensì anche nell’Alta Magia.