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Saturday, October 4, 2025

L'Arcangelo Michele e il senso iniziatico dell'equinozio d'autunno

 Di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Percorrendo la fascia zodiacale, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinali chiamati equinozi e solstizi.
Questi quattro punti, solstizi ed equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, S. Giovanni e San Michele.
Oggi ha luogo l'equinozio d'autunno, al quale presiede l'Arcangelo Michele. Il Sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo.
E l'autunno è il periodo nel quale deve avvenire questa separazione di cui parla Ermete Trismegisto quando dice: «Tu separerai il sottile dal denso con grande abilità».
Con la festività di S. Michele (29 settembre) abbiamo appena superato l'equinozio d'autunno (dal latino aequus, uguale, e nox, notte). Passiamo da Uriele a Michele: è finita la fase di crescita esteriore nella natura, e nostra verso ciò che è "altro da sé", ed è iniziata la rigenerazione invisibile.
L'emiciclo annuale che si avvia con Michele in autunno (e si conclude con Gabriele in inverno) è quello "dalla morte alla vita", ritorniamo dentro, ripieghiamo su noi stessi e nella nostra interiorità, per consentirci poi di rinascere "a nuova vita"; quando - superato l'inverno - verrà inaugurato l'altro emiciclo, polare a questo, quello di Raffaele: "dalla vita alla morte", il tempo in cui saremo nuovamente tutti proiettati fuori di noi, all'esterno.
In questi sei mesi dell'autunno/inverno (Michele e Gabriele) la "materia è contessuta di spirito", mentre nei sei mesi precedenti della primavera/estate (Raffaele e Uriele) era lo "spirito contessuto di materia".
L'immagine di Michele che tiene la sua spada di ferro puntata sul drago è per l'Uomo, secondo Steiner, un grande "appello rivoltogli per l'azione interiore". Perché egli impari a festeggiare la festa di S. Michele "facendone - appunto - una festa di liberazione da ogni timore o paura, una festa dell'iniziativa e della forza interiori, una festa che sia un appello all'autocoscienza scevra da egoismo."

Sunday, September 28, 2025

Dalla tradizione celtica... ALBAN ELUED L'Equinozio d'Autunno e il Mistero della Seconda Morte

 Di Elena Paredi


Quest' anno l' Equinozio inizierà il 22 settembre alle 20.12.

Ogni anno, quando le giornate si accorciano e l'aria si fa più fresca, il mondo celtico celebra una delle sue festività più significative: Alban Elued. Conosciuta anche come l'Equinozio d'Autunno, questa ricorrenza segna il momento esatto in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata, un punto di perfetto equilibrio prima che l'oscurità inizi a prevalere sulla luce. Ma dietro la celebrazione dei raccolti e dei colori dell'autunno, si cela un significato esoterico profondo, una riflessione sulla morte e sulla rinascita.

L'Equilibrio Tra Luce e Ombra

Il nome stesso, Alban Elued, che significa "la luce dell'acqua", richiama il ciclo della vita e della morte. In questo giorno, il sole tramonta esattamente a ovest e sorge a est, creando un momento di armonia cosmica. È il tempo di ringraziare la Terra per la sua abbondanza, di raccogliere i frutti del lavoro di un intero anno e di prepararsi per il lungo e freddo inverno.
Questo equilibrio non è solo fisico, ma anche spirituale. Alban Elued è un invito a guardare dentro di noi, a bilanciare le nostre luci e le nostre ombre, il nostro successo e i nostri fallimenti. È il momento ideale per meditare, per fare un bilancio della nostra vita e per preparare i nostri intenti per la stagione successiva.

La Seconda Morte e la Rinascita

Nella tradizione esoterica celtica, Alban Elued è associato alla "seconda morte", un concetto che va oltre la fine della vita fisica. Non si tratta di una morte letterale, ma di una morte simbolica, la morte dell'ego. È un processo di purificazione e liberazione da ciò che non ci serve più: vecchie abitudini, convinzioni limitanti, rancori e paure.
Come le foglie che cadono dagli alberi, anche noi siamo chiamati a lasciar andare ciò che non ci nutre più. È un atto di fiducia nel ciclo della vita, nella consapevolezza che dopo la caduta e il riposo invernale, arriverà una nuova primavera. Questa morte simbolica non è un evento triste, ma un atto di liberazione e di preparazione per una rinascita più consapevole. È il momento di seppellire i nostri "vecchi sé" per fare spazio a ciò che saremo in futuro.

I Rituali di Alban Elued

I rituali associati a questa festività sono spesso intimi e personali. Molti si recano in luoghi sacri come dolmen o cerchi di pietre, per connettersi con l'energia della Terra. Altri creano altari domestici adornati con i colori dell'autunno, come l'arancione, il marrone e il bordeaux, e con i doni della natura: mele, zucche, spighe di grano, bacche e noci.

Le celebrazioni possono includere anche:

Banchetti rituali: Un momento per condividere il cibo e ringraziare per i raccolti. Il pane cotto in casa, il sidro e i frutti di stagione sono spesso i protagonisti.

Meditazione: Riflettere sulla propria vita, sui propri successi e fallimenti, e su cosa si desidera lasciar andare.

Accensione di fuochi: Rappresentano il sole che si spegne, ma anche la luce che continuiamo a portare dentro di noi.

Ringraziamenti: Offrire preghiere e gratitudine agli antenati, agli spiriti della natura e alle divinità.

In sintesi, Alban Elued è molto più di una semplice festa del raccolto. È un momento di transizione, di equilibrio e di profonda riflessione interiore. Ci insegna che la morte e la rinascita sono parte integrante del ciclo della vita e che, accettando la nostra "seconda morte", possiamo liberarci dalle nostre vecchie identità e accogliere con fiducia la rinascita che ci attende.

Saturday, October 14, 2023

STREGHE: SABBA E LA RUOTA DELL’ANNO

di Shamano Shekhinà Shekhinà

Quando si fa un tuffo nel passato e si vanno a vedere i popoli antichi facile notare una costante, perenne che li accomuna tutti: il grandissimo valore dato e affidato alla ciclicità del tempo. Fin dall’alba del primo giorno, l’essere umano ha da sempre avvertito un grande bisogno di dover controllare quell’indescrivibile dimensione del tutto astratta definita tempo, perchè fosse capace di prepararsi al meglio al ridondante incontro che la natura gli offriva volta dopo volta.

Per tale motivazione nasce l’esigenza di dover ricordare anche segnando i vari e differenti momenti salienti dell’intera vita di tutti i giorni, calcolando nei minimi dettagli quelli che in futuro sarebbero stati poi chiamati i Sabba delle Streghe. La necessità di cogliere più possibile il passare inesorabile del tempo richiese l’urgenza di seguire un vero e proprio calendario, oggi conosciuto come la Ruota dell’Anno.

La simbologia del cerchio, assai familiare ad ogni Strega, ha delle radici antichissime ma ogni volta viene legato all’eternità del tempo, non può che ricordare una civiltà ben precisa la quale, quasi sicuramente più di tutte le altre, ha saputo utilizzare tale iconografia: gli antichi Egizi.

COSA SONO NELLA PRATICA I SABBA

I popoli dell’antichità avevano perciò sviluppato e poi anche migliorato un vero e proprio personale calendario, la Ruota dell’Anno, basato totalmente o quasi principalmente sui cicli stagionali osservando di continuo l’andamento sempiterno della natura. Per poter allora capire in pieno cosa sono i Sabba delle Streghe, bisogna fare un passo indietro e così andare a scoprire di conseguenza in che modo l’idea circolare del tempo fosse stata tanto importante per gli antichi Pagani.

I cicli stagionali, dettati dai Solstizi e dagli Equinozi, avevano per primo la funzione pratica e allo stesso tempo vitale in quanto dalla corretta preparazione verso tali eventi, poteva dipendere l’intera sopravvivenza dell’Uomo. La Ruota dell’Anno, stilizzata tramite il simbolismo di un cerchio ad 8 raggi, pone le sue profonde radici utilizzando due cicli naturali: il viaggio del Sole nel cielo nel corso appunto dei solstizi e degli equinozi insieme a quello stagionale basato sul raccolto.

I Sabba delle Streghe, in effetti, avevano perlopiù due grandi interpretazioni, entrambe imprescindibili e correlate in un’unica fusione del tutto perfetta. Se da un lato i Sabba contrassegnavano i momenti più propizi per il raccolto ed il benessere di tutto il popolo, esisteva anche una profonda connessione spirituale tra l’Uomo e la Natura che lo circondava e viveva se stesso come la parte integrante dell’Universo ed infine la stessa presenza del Divino veniva vista sia come creatrice che come parte dell’Universo.

Non solamente, detto ciò, i Sabba delle Streghe rappresentavano la collaborazione tra l’Uomo e la Natura, bensì si trattava anche di intensissimi momenti nei quali se ne celebrava con immensa gratitudine la comunione magico - spirituale.

SABBA MAGGIORI E SABBA MINORI

Giunti sino a tutta la comprensione sull’argomento, nonché per concludere l’aticolo esposto, è veramente doveroso conoscere che vi è una forte differenza tra i Sabba, la quale generò la categorizzazione in Sabba Maggiori e in Sabba Minori. Si tratta in parole povere di una differenziazione basata sui ritmi della terra e sul ciclo solare. Per Sabba Maggiori si intendono le feste di Samhain, Imbolc, Lammas/Lughnasadh e Beltane, valere a dire i Sabba delle Streghe collegati al raccolto, all’agricoltura ed all’allevamento. Per Sabba Minori, differentemente, ci si riferisce alle feste correlate ai Solstizi ed agli Equinozi, cioè ai Sabba di Yule, Mabon, Ostara ed infine a Litha.