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Friday, September 12, 2025

LA MALEDIZIONE DELLE SUORE DI OLLOLAI

Di Tenèbras


Si racconta ancora oggi, tra le strade di Ollolai, che esista un antico convento che custodisce un segreto mai del tutto dimenticato.
Le anziane del paese dicono che, di notte, quando il vento scende dai monti e passa tra i vicoli stretti, si può ancora sentire il canto di un coro lontano:
voci femminili, fioche, spezzate, che sembrano provenire da mura che ormai non esistono più.
Molti credono che si tratti delle suore che un tempo vivevano nel convento abbandonato.
Secondo la leggenda, furono colpite da una maledizione: non riuscivano a trovare pace, e furono condannate a rivivere in eterno le loro preghiere, trasformandole in un lamento che si mescola con l’aria della notte.
Qualcuno giura di averle viste.
Un uomo raccontò di essere rientrato tardi a casa, dopo una festa di paese. Passando vicino alle rovine, sentì un bisbiglio dietro di sé.
Si voltò, e intravide tre figure velate, immobili, con le mani giunte.
Gli sussurrarono una frase incomprensibile, ma il suono era gelido, come un respiro d’inverno. Corse via, e per giorni sentì nelle orecchie lo stesso canto che si ripeteva, incessante.
Le leggende ammoniscono: non bisogna mai avvicinarsi al convento dopo il tramonto.
Perché chi sente cantare quelle voci rischia di seguirle… e non tornare più.
E ancora oggi, a Ollolai, nelle notti senza luna, il vento porta con sé un eco che nessuno vuole ascoltare troppo a lungo.
Un coro sommesso, che sembra pregare ma che in realtà supplica solo una cosa:
essere liberate.

𝐓𝐞𝐧è𝐛𝐫𝐚𝐬
𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐧𝐞𝐛𝐫𝐞 𝐞 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐮𝐭𝐞

Thursday, October 12, 2023

“Non sarà più il prete a dire messa”. Rivoluzione nella Chiesa: la novità che fa imbufalire i fedeli. Ecco da chi sarà sostituito

di Gabriele Angelini

O tempora o mores. In questo mondo che cambia vorticosamente, anche al Chiesa è costretta a fare i conti con il proprio tempo. E così, succede che nei giorni di un Sinodo epocale, che potrebbe cambiare la storia della Chiesa cattolica, parte una grande rivoluzione. Fatto ancora più eclatante è che la novità partirà dalla Diocesi di Genova, che con il cardinale Siri era la più conservatrice d’Italia. Il pubblico dei fedeli cattolici dovranno prendere familiarità con un nuovo tipo di Messa. Se da qualche parte sta cominciando a essere usata l’intelligenza artificiale anche in questo “campo”, la novità rappresenta in questo caso il ruolo del prete. Per la prima volta dall’anno 400 dopo Cristo ci saranno celebrazioni in chiesa senza il prete sull’ altare. In che senso?
 
Ne parla un lungo articolo sul settimanale cattolico “IL Cittadino”, già quotidiano completo fino agli anni Settanta, firmato da Gianfranco Calabrese, vicario episcopale di Marco Tasca, arcivescovo di Genova, che spiega la novità nel mondo della Chiesa. Al posto del prete, infatti, ci saranno “catechisti”, formati in corsi speciali, e può darsi anche donne, a svolgere lo stesso ruolo, compresa l’omelia e esclusa ovviamente la consacrazione dell’ostia, che può essere compiuta solo da sacerdoti o religiosi, “unti” come ministri di Dio. È tutto? Perché questa decisione?

 
 
Chiesa, rivoluzione a messa: chi sostituirà il prete


Molto è dovuto, ovviamente, alla crisi abissale delle vocazioni sacerdotali. Ci sono sempre meno preti, frati e altri religiosi. In poco meno di venti anni, infatti, queste figure sono più che dimezzate. E nella parrocchia di Genova il caso è ancora più evidente. Da qui la decisione della Curia di varare questo progetto pilota che, del resto, coincide con un dibattito avviato già da tempo nella Chiesa cattolica romana. Se ne parlerà, infatti, anche nel Grande Sinodo in svolgimento a Roma, dove si riuniscono 449 vescovi, 70 fedeli non vescovi, anche 54 donne, in una sessione lunga 4 settimane nell’aula Nervi del Vaticano, presieduta da papa Francesco in persona.