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Friday, January 30, 2026

CHI È DIO?

Di Vito Di Paola


La risposta a questa domanda potrebbe tranquillamente valere un miliardo di dollari.

Per secoli è stato il territorio di teologi e mistici. Ma oggi, la fisica teorica e la cosmologia stanno bussando a quella stessa porta, cercando di dare un nome e una formula a ciò che abbiamo sempre chiamato Dio.

Non stiamo parlando di un uomo con la barba tra le nuvole, ma di una struttura, un'intelligenza o una legge che sottende tutto ciò che esiste.

La scienza non cerca più Dio nel cielo, ma nelle pieghe dello spazio-tempo e nei bit di informazione.

Adesso proveremo a spingerci oltre la ragione, oltre il muro di Planck. Ecco le teorie scientifiche più accreditate (e inquietanti) che cercano di spiegare l'architetto del cosmo.

Dio come "Codice"

La Teoria della Simulazione

Una delle ipotesi più discusse (sostenuta da menti come Nick Bostrom e accarezzata da Elon Musk) suggerisce che l'Universo non sia materia, ma computazione. In questo scenario, ciò che chiamiamo Dio è il Programmatore.

Se l'universo è governato da leggi matematiche precise e costanti fisiche finemente regolate, è possibile che siamo all'interno di una simulazione ultra-avanzata.

Dio è il SysAdmin: In questa prospettiva, i miracoli sarebbero 'patch' del sistema e le leggi della fisica il codice sorgente. Il 'divino' è l'intelligenza che ha impostato le condizioni iniziali del software cosmico.

Dio come "Informazione": Il Biocentrismo e l'Universo Partecipativo

Il fisico Robert Lanza e il leggendario John Wheeler hanno proposto che l'universo non esista indipendentemente dall'osservatore. È la coscienza a creare la realtà.

L'Universo Olografico: Dio potrebbe essere la Coscienza Collettiva o l'Informazione Pura che si manifesta attraverso di noi. Secondo il principio olografico, ogni parte dell'universo contiene l'informazione del tutto.

Il Grande Osservatore: Se la meccanica quantistica ci dice che una particella esiste solo quando viene osservata, Dio sarebbe l''Osservatore Ultimo' che mantiene l'universo in uno stato di esistenza coerente.

Dio come "Equazione": Il Panteismo Matematico

Per Albert Einstein e Baruch Spinoza, Dio si rivela nell'armonia ordinata di ciò che esiste. Non è un essere che interviene, ma la “Logica del Cosmo”.

La Teoria del Tutto: Molti fisici teorici, cercando la E = mc^2 definitiva che unisca gravità e meccanica quantistica, sentono di essere vicini a leggere 'la mente di Dio.

Fine-Tuning (Sintonizzazione Fine): La scienza osserva che se la forza di gravità o la massa dell'elettrone variassero di una frazione infinitesimale, l'universo collasserebbe o non formerebbe stelle. Questo 'ordine' è, per molti, la prova di un'Intelligenza Matematica intrinseca alla materia.

Dio come "Multiverso"

L'Autocreazione Quantistica

Alcune teorie suggeriscono che l'universo si sia creato dal nulla attraverso una fluttuazione quantistica. In questo caso, Dio è la Legge della Probabilità.

L'Universo che si Autogenera: Secondo Stephen Hawking, poiché esiste una legge come la gravità, l'universo può e si creerà dal nulla. Dio non è l'agente esterno, ma il meccanismo stesso della creazione spontanea che si ripete in infiniti multiversi.

Le ipotesi e le teorie per cercare di capire chi sia il creatore del tutto sono tante e alcune molto verosimili e affascinanti, ma alla fine, nessuna riesce davvero a convincere la logica umana.

La scienza, tuttavia, ha trovato qualcosa che gli somiglia terribilmente: un ordine così profondo, un'eleganza così sottile e una complessità così vasta da far tremare anche il più ateo dei ricercatori. Forse Dio è solo il nome che diamo a ciò che non abbiamo ancora tradotto in equazioni.

E tu cosa ne pensi? Chi è secondo te DIO?


Friday, October 20, 2023

LO SCIAMANESIMO ED IL SOGNO

di Shamano Shekhinà Shekhinà

 

Niente può succedere fino a quando non è stato sognato"

(Iroquois)

Nel momento in cui si accede nello stato di Sogno, perciò da addormentati, la memoria della propria Coscienza si affievolisce sempre più. Al mattino ci si ricorda a malapena e sfocatamente di certi episodi accaduti durante il Sogno della notte. In varie Tradizioni Sciamaniche le esperienze avute nel corso dei Sogni possiedono la stessa valenza, anzi, in alcuni casi ancora molto di più, delle esperienze avvenute invece durante lo stato di piena veglia.

Inizare nel valorizzare i Sogni vuol dire immettere una parte di sè stessi, che di solito o sempre si ignora del tutto e la quale si dimentica molto presto. Il sogno rappresenta in pratica una via d'accesso che ciascuno ha nei confronti del proprio mondo interiore, e non bisogna che ci sia una qualche tipologia di interpretazione psicologica. Secondo gli Sciamani, infatti, tutto quello che avviene in questo stato dev’essere semplicemente vissuto, le esperienze fatte vanno adagiate nel bagaglio della propria vita.

In molte Tradizioni, soprattutto negli Aborigeni della zona Australiana, non viene fatta nessuna differenza tra lo stato di veglia e quello del Sogno. Se durante il sonno notturno si sogna di parlare con la propria nonna defunta, ad esempio, da più di vent'anni, significa molto chiaramente che la nonna si è voluta far trovare. In tali Tradizioni i Sogni hanno davvero tantissima importanza. Se per caso un membro del villaggio sogna una catastrofe, corre a chiamare tutte le persone per raccontare il suo Sogno terribile, ciò è preso come un vero e proprio avvertimento ed infatti si vanno immediatamente a prendere le decisioni per il caso specifico. Il Sogno è un dono che si riceve sempre, ogni notte, lo si può utilizzare per rendere migliore la propria vita, anche quando si è svegli.

Albert Einstein stesso ha raccontato che la sua prima visione della Teoria della Relatività l'ha ottenuta esattamente in un suo Sogno. Gli antichi Greci andavano nel tempio per poi dormire e lì restavano fino a che non ricevevano un Sogno di avvenuta guarigione: ma a chiunque magari è successo questo, quando si è per esempio ammalati di poter ricevere la guarigione direttamente nel Sogno, la quale in seguito accade davvero anche nella realtà. Si può vedere perciò il Sogno come un altro livello della vita, come la meditazione, o ancora come il viaggio dello Sciamano ed infine come la percezione più profonda e diretta del corpo.

VARI MODI PER VIVERE E USARE IL SOGNO

Il primo modo che si è descritto e già visto è quello di dover considerare il Sogno come un vero e proprio dono che si riceve durante ogni notte: valutando allo stesso modo anche che gli incubi siano così dei doni, poichè pongono davanti alle proprie paure soprattutto più inconsapevoli. Quando si impara come affrontarli, allora si è in grado di affrontare anche le prprie paure, di poter guarire dagli incubi, ciò significa guarire dalle paure in maniera definitiva. Dare veramente la corretta e ponderata importanza nonché il significato diretto a tutto quello che si vive durante la notte può deisamente essere uno strumento nella vita quotidiana. Tornando agli incubi, ai brutti sogni, che non bisogna mai dimenticare così velocemente appena svegli, inutile andare a pensare, come hanno da sempre insegnato da piccoli che si tratta semplicemente di un Sogno.

È fondamentale prendere ogni dettaglio alla lettera per riuscire a chiedersi "quale significato hanno", magari potrebbe essere un avvertimento sul come possono andare le cose, sulle paure, per l’appunto, le quali (essendo conflitti interiori) riaffiorano e per tale motivo vanno affrontate, debellate; si possono infatti adottare dei provvedimenti affinché quello che si è sognato non possa più accadere realmente.

Arrivati a questo punto, vanno considerati tutti i Sogni come delle scintille le quali donano ardore e luce ad ogni giornata. Appena svegli, ci si trova ancora in contatto con la propria parte più profonda, quella divina ed i primi pensieri coscienti che giungono possono essere delle grandi intuizioni.

CONCLUSIONE

Per riassumere l’intera tematica, l'abilità di poter ricordare i propri sogni e di sognare in modalità perfino lucida rappresenta delle immense possibilità al personale potere creativo e creatore allo stesso tempo, e ciò nella vita di tutti i giorni, però va ricordato che richiede i seguenti impegni.

Ricordare i propri sogni, attraverso la registrazione in un apposito diario.

Formulare frequentemente, durante lo stato di veglia, l'intenzione di sognare in un determinato modo.

Onorare i messaggi che ci vengono dati nel sogno, cercando gli agganci nella vita reale.

Crearsi dei segnali, scrivendoli nel diario, caratteristici dello stato di sogno, come per esempio riuscire a volare, vedere un gatto viola o incontrare il proprio aiutante del sogno

Ritornare nel sogno da cui ci si è appena svegliati, con l'intenzione di rimanere lucidi. Continuare con queste fantasie fino a quando ci si addormenta.